In un percorso comune a tutti gli Stati membri europei, ciascuno, compresa l’Italia, ha individuato aree naturali che possedevano i criteri e i requisiti dettati dalle Direttive Habitat (92/43/CEE) e Uccelli (79/409/CEE) come indicato anche dai rispettivi allegati.
Tali aree sono denominate pSIC (proposto Sito di Importanza Comunitaria, per la Direttiva Habitat 92/43/CEE) e ZPS (Zona a Protezione Speciale per la Direttiva Uccelli 79/409/CEE) e sono elencate con DM 2 aprile 2000, suppl. alla GU serie generale n 95 del 22/04/00
Nel 2005 le IBA, ovvero, le Important Bird Area, che erano state individuate sin dal 1989 su entrambi i versanti dello Stretto (Costa Viola e Monti Peloritani), sono state integralmente riconosciute dalla Regione Sicilia e dalla Regione Calabria, come ZPS, a seguito di una imminente nuova condanna della Corte di Giustizia Europea per lo scarso numero di ZPS individuate in Italia. Se non fossero state riconosciute, sarebbero scattate multe di 100.000 euro al giorno a partire dal 22 febbraio, come si legge nel decreto della Regione Sicilia, n. 42 del 21 febbraio 2005-
Nell’area dello Stretto di Messina, sono direttamente e indirettamente interessati dalle opere previste per la realizzazione del ponte sullo Stretto, 11 pSIC e 2 ZPSe una Riserva Naturale Orientata della Regione Sicilia.
Si riporta l’elenco delle aree che potrebbero subire incidenze negative possibili, probabili e certe da tutte le opere sia provvisorie che definitive, previste nel progetto preliminare del ponte sullo Stretto di Messina. Secondo il proponente il progetto del Ponte invece, i siti interessati da incidenze possibili derivanti dalle opere e inclusi nella “Valutazione di Incidenza” da esso prodotta successivamente allo Studio di Impatto Ambientale, sono solo quelli evidenziati con asterisco nell’elenco a seguire:
Sicilia: 1) pSIC e ZPS Cod. ITA 030008 – Capo Peloro – Laghi di Ganzirri - anche Riserva Naturale Orientata istituita con D. Assessorato Regionale Territorio e Ambiente del 21/06/01 * 2) pSIC e ZPS Cod. ITA 030011 – Dorsale Curcuraci – Antennammare *
Calabria: 1) pSIC Cod. IT 9350139 - Collina di Pentimele; 2) pSIC Cod. IT 9350143 - Saline Ioniche* 3) pSIC Cod. IT 9350149 - S. Andrea; 4) pSIC Cod. IT 9350158 - Costa Viola e Monte S. Elia; 5) pSIC Cod. IT 9350162 - Torrente S. Giuseppe; 6) pSIC Cod. IT 9350172 - Fondali da Punta Pezzo a Capo dell’Armi *; 7) pSIC Cod. IT 9350173 - Fondali di Scilla*; 8) pSIC Cod. IT 9350177 - Monte Scrisi; 9) pSIC Cod. IT 9350183 - Spiaggia di Catona
pSIC e ZPS Cod. ITA 030008 – Capo Peloro – Laghi di Ganzirri (inserito ora nello ZPS cod. 030042 stesso perimetro dell’IBA)
Questo pSIC/ZPS ricade, insieme al SIC e ZPS Cod. ITA 030011 – Dorsale Curcuraci – Antennammare nell’ IBA 153 “Monti Peloritani”. E’ anche riserva naturale per la regione Sicilia e possiede altri vincoli.
Nella scheda istitutiva del pSIC/ZPS sono indicati 4 habitat, di cui uno prioritario (Lagune costiere), una specie acquatica, e una pianta protetti dalla direttiva Habitat e 25 specie di Uccelli prioritari per la Direttiva Uccelli.
Le opere previste in prossimità e al suo interno, che avrebbero, come affermato in parte nello stesso Studio di Impatto Ambientale e come da noi sostenuto, impatto negativo possibile, probabile e certo sulla Laguna protetta, sull’entomofauna, sulla fauna e flora marina e sull’avifauna migratoria e svernante sono:
a)“Cantiere Ganzirri”;b) “Cantiere Viadotto Pantano c) cantiere Blocco d’ancoraggio d) pontili per il trasferimento dello smarino e) strutture aeree del ponte (impalcato, torre, cavi di ancoraggio, barriere frangivento, pendini, linee elettriche ferroviarie) f) trasferimento via nastro trasportatore di circa 4.630.000 mc di smarino.
Tali opere e azioni altererebbero l’equilibrio chimico – fisico della Laguna con conseguenze non studiate e non valutate su tutta la fauna sia acquatica che terrestre. Nella Laguna sono presenti oltre 400 specie acquatiche, dieci delle quali endemiche. E’ luogo di sosta importantissimo per gli uccelli che migrano lungo la rotta dello Stretto di Messina, uno delle tre più importanti rotte migratorie d’Europa (le altre sono il Bosforo e Gibilterra). L’alterazione della Laguna avrebbe conseguenze sul ruolo trofico che svolge per gli uccelli. Le particolari condizioni meteorologiche e geomorfologiche dello Stretto di Messina hanno consentito che nascesse la pratica del bracconaggio. Tali condizioni infatti portano gli uccelli a volare spesso bassi e a rendere impossibile evitare gli ostacoli, siano essi strutture aeree o i fucili dei bracconieri. Le strutture aeree del ponte, come del resto affermato nello stesso SIA, provocherebbero impatto spesso mortale.
pSIC e ZPS Cod. ITA 030011 – Dorsale Curcuraci – Antennammare inserito ora nello ZPS cod. 030042 (stesso perimetro dell’IBA)
E’ stato istituito per la sua importanza per gli uccelli migratori (33 specie prioritarie nella scheda istitutiva) e per la nidificazione della Magnanina e della Coturnice siciliana. Sono altresì indicati 10 diversi habitat di cui uno prioritario (praterie substeppiche).
IBA 153 “Monti Peloritani” e IBA 150 “Costa Viola” entrambe ora ZPS (decreto Calabria n. 607 in BURC del 1 agosto 2005; Decreto Sicilia del 21 febbraio su GURS n. 42 del 7 ottobre 2005).
L’IBA 153 e l’IBA 150 costituiscono uno dei più importanti bootle neck (collo di bottiglia) degli uccelli migratori in Europa ed in particolare per i Falconiformi, con più di 34.000 individui in due mesi nel 2000, più di 35.000 individui in due mesi nel 2003 (rilevamenti campo di studio e sorveglianza del WWF e dell’Associazione Mediterranea per la Natura), appartenenti a 38 specie diverse. Le strutture aeree del ponte provocherebbero: collisione con esiti mortali; dispersione e perdita di orientamento (provocata dalle luci in caso di nebbia, pioggia, nuvole); alterazione della dinamica dei venti con possibili turbolenze e conseguenti collisioni. Le opere e le azioni connesse, provocherebbero perdita di habitat, frammentazione degli habitat, disturbo, allontanamento dell’avifauna con ulteriore perdita di energia e possibile morte per inedia e stress, alterazione del regime idrico superficiale e sotterraneo con conseguenze sull’ambiente e sulla disponibilità trofica dello stesso per l’avifauna.