Savona Porto Elettrico fa alcune richieste alle Autorità

Informazioni importanti per tutta la Cittadinanza.

In relazione ai recentissimi eventi, che hanno visto la scelta del Porto di Savona come destinazione definitiva della nave Costa Luminosa, nonostante la città di destinazione ultima della crociera fosse Venezia, e nonostante la Liguria sia una delle Regioni più afflitte da casi di Coronavirus, con un Sistema Sanitario già allo stremo (ricordiamo che AL MOMENTO già 9 persone contagiate sono state trasportate nel nosocomio locale), siamo a richiedere, pensando di farci portavoce di numerosi interrogativi della Cittadinanza, di cui siamo stati portati a conoscenza, chiarimenti e rassicurazioni in merito ad alcune questioni di carattere ambientale e sanitario, che di seguito esplicitiamo.

  1. Inquinamento atmosferico: la nave, che al momento in cui scriviamo, da oltre 5 giorni staziona in prossimità delle case, mantiene i motori accesi per supportare le esigenze di bordo. Atteso che i fumi di gasolio sono cancerogeni accertati da IARC (Gruppo I: cancerogeni per l’uomo. Volume 105 monografie IARC), e che vi sono studi scientifici che ritengono che il particolato presente nei fumi sia un veicolante del virus Covid-19 (esempio, per citarne solo due, Professor Setti dell’Università di Bologna, e – altro studio – Professor De Gennaro, Università di Bari), si domanda cosa si intenda fare per eliminare questo rischio (es. alimentazione elettrica da terra per le persone che resteranno a bordo, visto che presumibilmente non necessiteranno di Casinò di bordo, piscine riscaldate, sala cinematografica eccetera, e che i frigoriferi dovranno contenere derrate non per migliaia di persone, ma solo per 100 – se tante saranno quelle rimaste a bordo come ci è stato detto). E’ del tutto evidente che, in un momento in cui i Cittadini devono stare forzatamente in casa, risulta impossibile sfuggire a questo rischio chimico, e probabilmente anche biologico (la nave scambia aria con l’esterno, non è un sistema chiuso!), e che la presenza della nave inibisce anche il piccolissimo sfogo di aprire la finestra e respirare una boccata d’aria, per chi vive in zona;
  2. Scarichi di liquami: i reflui fognari della nave sono, al momento, da considerarsi reflui di tipo sanitario potenzialmente infetti. Studi scientifici (es. ricercatori della Guangzhou Medical University, in Cina) hanno evidenziato la sopravvivenza del Covid-19 nelle feci dei malati. Quali misure sono state prese su questo fronte?
  3. Rifiuti provenienti dalla nave: ai sensi di legge, ed in base anche a specifica Ordinanza regionale, tali rifiuti, INDISTINTAMENTE, sono da considerarsi rifiuti sanitari. Sono state prese le misure opportune per evitare commistioni con rifiuti urbani non contaminati? Ci viene segnalato da Cittadini che hanno visibilità delle banchine che, al momento, almeno apparentemente i rifiuti sono depositati in cassoni aperti, esposti all’azione degli agenti meteorologici;
  4. Accesso di Fornitori: sono state adottate tutte le misure opportune onde evitare che Fornitori (es. derrate alimentari) veicolino il virus dalla nave all’ambiente esterno?

Alla luce, inoltre, delle dichiarazioni delle Autorità (sovente contraddittorie!) e degli eventi delle ultime 24 ore, siamo ad esprimere le seguenti considerazioni:

  1. Spostare di qualche metro la nave non risolve, né mitiga il problema dell’inquinamento dell’aria, sembra piuttosto una operazione di “washing”: la nave risulta meno visibile dall’Aurelia. Ma di fatto, non cambia nulla ai fini dell’esposizione dei Cittadini ai rischi precedentemente elencati. Ricordiamo appena che lo stesso Assessore regionale Giampedrone, in una intervista al telegiornale, ha definito la nave “una bomba ad orologeria”. Dunque è sensato lasciarla a poche decine di metri dalle abitazioni?;
  2. Avendo ricoverato altre persone ieri sera, di fatto la quarantena per i membri dell’equipaggio riparte dall’ultimo sbarco e durerà 15 giorni, salvo ulteriori ricoveri che farebbero ripartire la quarantena;
  3. La quarantena in una nave non sanificata è un controsenso come ha dimostrato la nave Diamond Princess, a bordo della quale il contagio è divenuto dilagante, durante il periodo di sosta a Yokohama (tanto è vero che le decisioni ai tempi prese sono divenute esempio di cosa NON bisogna fare!);
  4. Con tutta evidenza, una nave non può essere sanificata se a bordo ci sono persone in quarantena.
  5. La sanificazione di una nave che ha ospitato per quasi un mese persone infette da coronavirus dovrà riguardare anche impianti di aerazione e scarichi fognari, pertanto sembra impossibile che possa essere eseguita con persone a bordo.

Restiamo in attesa di risposta alle sopraelencate questioni, che doverosamente le Autorità, riteniamo, debbono fornire alla Cittadinanza.

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1 thought on “Savona Porto Elettrico fa alcune richieste alle Autorità

  1. basta soltanto portaci la corrente sottobordo:
    Costa Deliziosa, insieme alla nave gemella Costa Luminosa, è infatti la prima nave in Italia e una delle prime al mondo a essere predisposta per il “cold ironing”. E’ il sistema che permette alle navi ferme in banchina di ricevere la corrente da terra, senza dover tenere accesi i motori per alimentare i generatori di bordo. In questo modo si riduce ulteriormente l’impatto ambientale delle navi anche durante la sosta in porto. Inoltre su Costa Deliziosa sono stati realizzati interventi aggiuntivi per la riduzione del consumo di carburante e delle emissioni di CO2, con l’obiettivo di limitare lo spreco nell’utilizzo di energia elettrica ed acqua.

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