Savona – I partiti pensano solo ad occupare spazi e poltrone

Nella ricerca di un candidato a Sindaco di Savona da presentare per le elezioni amministrative della primavera 2021, il PD pare aver resuscitato vecchi tavoli e vecchi arnesi della politica e sembra voglia ripetere gli stessi errori commessi nelle recenti elezioni regionali, che hanno riconfermato a presidente Giovanni Toti, distintosi più per proclami propagandistici che per risultati concreti, soprattutto in campo sanitario.

Se la scelta vuole essere un nome che rievochi gli ideali della sinistra, che si proponga di riportare alle urne qualche elettore deluso della classe salariata, il nome di Anna Giacobbe desta qualche perplessità.

Anna Giacobbe

Anna Giacobbe sindacalista di lungo corso nella CGIL, Segretario della Camera del Lavoro di Savona dal 1994 al 2000. Negli anni duemila si trasferisce nella CGIL Liguria e nel 2013 si presenta con il PD alle elezioni parlamentari venendo eletta deputata. Visti i precedenti incarichi sindacali la Giacobbe viene inserita nella commissione lavoro della Camera.

Tappa fondamentale per la sindacalista prestata alla politica è quella del 25-11-2014, quando l’on. Anna Giacobbe si dichiara favorevole alla legge delega sul Job Act, uno dei pilastri fondanti dell’azione dei governi di centrosinistra (?) a guida PD che si sono succeduti dal 2013.

“Abbiamo indicato una direzione precisa: o nel lavoro si tracciano diritti definiti, o la società funzionerà sempre peggio” è quanto asserito da Anna Giacobbe in un intervento per la campagna elettorale delle politiche del 2018 (SavonaNews 24 gennaio 2018). Chissà se la Giacobbe, prima di premere il pulsante verde sullo scranno dell’emiciclo di palazzo Montecitorio, si sia domandata se una delle innovazioni del Job Act, ossia eliminare l’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, per i lavoratori assunti dopo il 7 marzo 2015 possa essere considerata un’estensione dei diritti dei lavoratori. Comunque, se non se lo è chiesto la Giacobbe se lo sono chiesto i suoi elettori, infatti i primi cinque anni di mandato parlamentare della sindacalista savonese sono stati, al momento, anche gli ultimi e la Giacobbe è tornata nuovamente prestata al sindacato.

Norme sul lavoro che neppure i peggiori governi della destra berlusconiana riuscirono a varare.

Livio Di Tullio e Gianluca Nasuti

Anna Giacobbe pare essere sponsorizzata dall’altro sindacalista della CGIL savonese dalle porte girevoli tra politica e sindacato, uno che di fallimenti perfetti se ne intende. Il primo fallimento è quello raccontato dal giornalista scrittore Bruno Lugaro quando Livio di Tullio era alla guida della Fiom_Cgil Savonese, il secondo quando era vicesindaco con il dissesto della città e dell’ATA. Comunque, con le dure lotte Di Tullio e della Giacobbe per difendere l’industria savonese, la CGIL ha trovato una nuova casa, ma la città ha perso la vocazione industriale ed al momento non ne ha trovato di alternative.

Altro nome che circola è quello del sindaco di Albissola Marina l’avvocato Gianluca Nasuti, ma c’è da augurarsi, visto che gli albisolesi, per mancanza di alternative, gli hanno assegnato il 100% dei voti validi, non li voglia deludere, difficilmente a Savona potrà essere il candidato unico e ripetere il risultato elettorale da Corea del Nord.

Marco Russo (in primo piano)

L’autocandidato Marco Russo, figlio d’arte, avvocato, sembrerebbe avere le idee chiare, ma dovrebbe cercare di accompagnarsi con personaggi più presentabili e di maggiore appeal verso l’elettorato. L’avvocato Russo nelle sue interviste parla al plurale e cita spesso un Laboratorio o gruppo di lavoro con cui ha elaborato diversi punti programmatici per il rilancio della città. Visto che probabilmente non tutti i savonesi avranno partecipato o saranno stati invitati a questi gruppi o ai diversi incontri in cui ha presentato i programmi sviluppati, conoscere la composizione di questo Laboratorio potrebbe essere utile per identificare gli eventuali conflitti di interessi dei vari partecipanti e farsi un idea della loro preparazione. Auguriamoci non siano solo quelli in secondo piano nella foto pubblicata da Il Secolo XIX.

Al momento più che ad elaborare programmi e progetti su come rilanciare la città ripiegata su sé stessa, da anni di malamministrazione prima targata PD poi Lega di Salvini, i partiti pensano più ad occupare spazi o poltrone. A Savona servirebbe un candidato preparato che abbia una visione su come rilanciare la città, che quale città capoluogo diventi il traino per il rilancio dell’intera provincia e possibilmente abbia una caratura tale da essere un catalizzatore per attirare nuovi investimenti per l’intero comprensorio.

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