Rifiuti e discariche – Cosa ne pensa Marco Russo?

Le inchieste giudiziarie sui presunti finanziamenti illeciti alla fondazione politica Change, riferibile al Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, ritornate di attualità in questi giorni grazie alle recenti pubblicazioni del Fatto Quotidiano e di Domani, pongono numerosi interrogativi sulla capacità delle classi dirigenti di svolgere i loro compiti istituzionali nel rispetto dell’interesse generale.

Notiamo con piacere, che alcuni dei temi trattati dagli articoli del Fatto Quotidiano che riguardano in particolare la gestione delle discariche di Boscaccio (rifiuti solidi urbani) e Bossarino (rifiuti speciali), site nel comune di Vado Ligure, erano già stati affrontati nei mesi scorsi su alcuni nostri articoli.

Ricordiamo che Ecosavona gestisce ed ha il diritto di superficie sulla discarica di Boscaccio che si estende su terreni di proprietà comunale (LEGGI). Ecosavona è una società a partecipazione mista pubblico-privata, i cui soci sono la società anonima con sede nel Lussemburgo Green LuxCo Capital S.A. con il 70% del capitale, la SAT con il 25% ed il Comune di Savona con il 5%. La Green LuxCo Capital S.A. è controllata da società riconducibili all’imprenditore napoletano dei rifiuti Pietro Colucci (LEGGI).

Il Comune di Vado Ligure nel corso del 2021 ha ceduto la quota del 25% detenuta in Ecosavona alla SAT, la società a partecipazione pubblica che fornisce in diversi comuni della provincia di Savona il servizio di raccolta dei rifiuti urbani, in cui il Comune di Vado Ligure ha la maggioranza azionaria.

Secondo il Fatto Quotidiano le società che gestiscono le due discariche avrebbero erogato finanziamenti ai comitati elettorali di Toti per 150mila euro, mentre altri finanziamenti sarebbero pervenuti alla “società di lobbying” Nenets srl ascrivibile a Massimo Zunino, lo storico esponente della sinistra savonese (LEGGI), oggi alla guida di SAT. Su questi finanziamenti indaga la magistratura.

Il manager Flavio Raimondo che amministra Ecosavona e la discarica di Bossarino è a sua volta indagato per presunti reati ambientali e presunta estorsione. Nell’indagine per presunta estorsione è a sua volta coinvolto, su altri capi di imputazione, Massimo Zunino. Raimondo ha lasciato recentemente le cariche di vertice nel Consorzio per la Depurazione delle Acque di Scarico del Savonese S.p.A. (partecipata al 50% dal Comune di Savona) e in Acque Pubbliche Savonesi altra società pubblica, a quanto è dato sapere per assumere incarchi in Confindustria. Nel consiglio di presidenza dell’Unione Industriali della provincia di Savona, recentemente rinnovato (LEGGI), Raimondo è invitato permanente.

Se le aziende che gestiscono il ciclo dei rifiuti sono generose con le fondazioni politiche e le società di lobbying, meno sembrerebbero esserlo con i loro azionisti pubblici. Sulla questione dei presunti danni patrimoniali arrecati da Ecosavona ai comuni di Vado Ligure e Savona è intervenuto l’ingegner Roberto Cuneo già capogruppo di minoranza nella consiliatura 2014-2019 del comune di Vado Ligure ed attualmente presidente di Italia Nostra Liguria (LEGGI).

Nella sua articolata relazione l’ing. Cuneo evidenzia “che, in passato, il socio di maggioranza (di Ecosavona n.d.r.), nel 2016, con un Concordato Preventivo, ha già evitato di rimborsare a Ecosavona circa 17 Milioni di € (crediti non pagati), quindi il socio di minoranza Vado ha avuto una perdita di patrimonio di oltre 4 milioni di €.” In considerazione della quota azionaria del 5% detenuta dal Comune di Savona, la perdita patrimoniale si aggirerebbe sugli 800mila euro.

Marco Russo – Barbara Pasquali

A fronte di questa gestione del ciclo dei rifiuti della provincia di Savona che presenta diverse opacità e conflitti di interesse, anche in considerazione che a pagare per i servizi sono i cittadini, ci domandiamo cosa ne pensino in qualità di azionisti di Ecosavona il neoeletto sindaco di Savona, Marco Russo (PD) e l’assessore Barbara Pasqualicon delega alla Legalità ed agli affari legali, alla Trasparenza ed anticorruzione, alla Transizione Ecologica e politiche innovative per il ciclo dei rifiuti.

Come si potrebbero utilizzare 800mila euro per migliorare i servizi ai cittadini o ridurre delle tariffe?

 

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