Provincia e Unione provinciale albergatori

INCONTRO TRA PROVICIA E UNIONE ALBERGATORI

TAVOLI, SEMINARI, E ALTRE AMENITA’

Incontri e seminari tematici, percorsi formativi ad hoc del settore, obblighi di legge sulla sicurezza, Haccp e privacy: sono queste le 4 direttrici su cui si svilupperanno i nuovi percorsi per la formazione turistica finanziati dal Pal (Politiche Attive del Lavoro) della Provincia di Savona, su proposta dell’Ente bicamerale dell’industria turistica (Ebit)…

Un piano formativo presentato nel corso della conferenza stampa che si è svolta questa mattina a Palazzo Nervi e durante la quale Provincia e Unione provinciale albergatori hanno illustrato il loro progetto per migliorare la formazione turistica nel nostro territorio, anche aumentando la qualità dell’offerta con l’obiettivo della destagionalizzazione.

All’incontro, che vede nella formazione l’elemento chiave per il rilancio di un settore che dovrebbe essere il fiore all’occhiello della nostra regione, hanno preso parte il presidente della Provincia, Angelo Vaccarezza, il presidente dell’Unione provinciale albergatori di Savona, Angelo Galtieri, il presidente Ebit, Franca Roveraro Cappelluto e il vice presidente Ebit Simone Pesce.

E’ stato così presentato il catalogo con l’elenco dei corsi organizzati. La novità assoluta è infatti rappresentata dall’introduzione del “Libretto Formativo Individuale” che verrà consegnato ad ogni singolo corsista e sul quale verranno annotate le partecipazioni ai diversi corsi e/o seminari. Tale libretto, che certificherà la formazione effettuata, darà un notevole valore aggiunto al curriculum vitae, in quanto potrà dimostrare l’impegno profuso per il miglioramento delle proprie competenze.>>

Questo il succo di quanto emerso (siamo in clima preelettorale) a palazzo Nervi, in un incontro tra Provincia e Unione Albergatori.

Tante parole inutili intorno ad un problema fondamentale per la nostra Regione che di turismo vive.

Ma se invece di parlare sempre e costantemente di corsi, tavoli di discussione, aggiornamenti,destagionalizzazione…insomma di perdersi sempre dietro (senza mai vergognarsi) a falsi problemi guardassero il territorio una volta tanto e quello che i nostri politici intendono fare nel territorio forse si riuscirebbe a venirne fuori. Non dico alla grande ma solo a tirare fuori la testa.

Com’è possibile che la maggior parte degli albergatori di seconda o terza generazione si siano dimenticati che chi ha cominciato a fare turismo (i loro padri) usava soprattutto il buon senso. Senza tanti tavoli, senza tanti forni, senza tante belinate.

Avevano, i loro padri, delle offerte da fare. Insieme con l’educazione la qualità e la cortesia, circondati da un ambiente meraviglioso e non ancora scandalosamente sputtanato, avevano fatto della riviera ligure una delle perle turistiche del mondo.

Ci rendiamo conto tutti che bisogna chiudere la stalla. Ma se i buoi sono scappati cosa ce ne facciamo? Le ipotesi di un turismo percorribili sono basate essenzialmente sulla ricettività.

Una buona ricettività.

Come farai ad organizzare una settimana ciclistica senza avere il supporto dei posti letto? Non dico che sarebbero stati occupati tutti ma forse percentualmete un po’ di gente si sarebbe fermata.(Laigueglia domenica scorsa).

Invece noi stiamo ancora a discutere, usando il più becero e qualunquistico sindacalese, che bisogna fare dei tavoli, fare dei corsi, avere delle certificazioni, destagionalizzare. Basta per piacere!.

Sono scandalizzata. Incredibile.

 

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