Ponte Morandi. Si sono dimenticati delle corsie di emergenza

Non mi ha mai appassionato la diatriba sul crollo del ponte Morandi, pur provando dolore per le povere vittime.

I politici si sono riempiti la bocca di scemenze, ognuno faccia il proprio lavoro e non farnetichi su ciò di cui non si ha conoscenza.

Inutile promettere ricostruzioni in tempi impossibili e promettere di non rispettare il codice per gli appalti pubblici, codice ancora sottosopra per le modifiche apportate e da apportare.

Siamo in Europa e le normative europee vanno rispettate.

Chi sarà chiamato a ricostruire il ponte deve avere capacità tecniche ed economiche.

Eppoi bisognerà fare un progetto dal punto di vista tecnico senza inventare niente e nello stesso tempo che tenga conto non solo del ponte ma dell’intero quartiere, e simili progetti non si fanno in un mese.

Mi ha stupito la sezione del ponte presentata sui giornali.

Credo trattarsi di un progetto autostrade ma si sonodimenticatidelle corsie di emergenza, chi lo ha presentato non è mai passato sul ponte Morandi .

Io, da quando lo hanno costruito ci sono passato sopra mattino e sera almeno una volta al giorno fino al Duemila e di code sul ponte per incidenti, ne ho viste parecchie.

PICCHI

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