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Bronda e Pizzorno alle scelte finali su Laigueglia e sulla loro sorte politica.

Da diverso tempo il segretario provinciale della Lega Nord Andrea Bronda si trova con le spalle al muro e i rumors di partito gli imputano l’ennesima scelta sbagliata
Sull’altro versante quello scudocrociato il Segretario Provinciale Pizzorno e quello regionale Monteleone pare comincino a trattare con fastidio la pratica Maglione

Bronda e Pizzorno alle scelte finali su Laigueglia e sulla loro sorte politica.

Ormai da diverso tempo il segretario provinciale della Lega Nord (ormai commissariato dal vicepresidente del senato Rosy Mauro) Andrea Bronda si trova con le spalle al muro e i rumors di partito gli imputano l’ennesima scelta sbagliata.

La scelta sbagliata e inopportuna è quella di candidare l’assessore laiguegliese Roberto Sasso alle elezioni regionali.

Ora il vendoniano segretario con la fama da duro e puro non può ritrattare le decine di interventi contro l’UDC bollata di poltronificio, per non scendere nello scurrile.

E come la mette ora che il suo assessore leghista di Laigueglia siede vicino ad un sindaco e ad una maggioranza dell’UDC?

Forse nell’enfasi delle bordate contro l’UDC il Segretario Bronda non ha colto che il suo uomo è accerchiato dagli scudi (crociati) di Maglione e quindi di Burlando e del centrosinistra.

Coerenza antipoltrone vuole che il suo assessore si dimetta.

Invece in molti scommettono che il segretario leghista darà sfoggio del poltronismo e il suo uomo a Laigueglia rimarrà non certo per affinità ideologica con il sindaco democristiano che sosterrà Burlando.

Questa però a detta dei ben informati leghisti sarà la goccia che fa traboccare il vaso, e Bronda verrà presto archiviato e sostituito magari proprio da Avogadro.

Sull’altro versante quello scudocrociato il Segretario Provinciale Pizzorno e quello regionale Monteleone pare comincino a trattare con fastidio la pratica Maglione.

I due cercano disperatamente che la vicenda Laigueglia non giunga alle orecchie del Leader Casini pena la loro reputazione.

L’UDC si sta ponendo ferocemente e prepotentemente quale forza politica anti Lega e un suo Sindaco e diversi consiglieri comunali di maggioranza non possono governare con la deriva leghista.

Anche l’UDC si trova, quindi, ad un bivio visto che Maglione ha alla sua destra Silvano Montaldo l’uomo di fiducia del ministro Scajola, candidato addirittura nell’olimpo elettorale del listino di Biasotti e commissario albenganese del PDL proprio per volere del ministro contro l’alleanza Tabbò/UDC e a sinistra l’assessore leghista Sasso.

Pare ormai naturale che Maglione debba scegliere o seguire il partito di cui egli è esponente di spicco e quindi abbracciare definitivamente e apertamente il PD e il centrosinistra di Burlando oppure continuare nell’abbraccio con il Pdl e la Lega Nord.

In casa PDL naturalmente la vicenda non interessa perchè sa benissimo che il sindaco Maglione non farà certo votare per Burlando visto che corre il rischio di finire il mandato anzitempo visto che il ministro può tutto.

Naturalmente il PD tace anch’esso avvezzo alla ricerca spasmodica dell’inciucio.

Comunque vada nell’urna i signori dei giochino politici verranno puniti e qualche testa comincerà a rotolare.

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