Poca trasparenza nella gestione di Ecosavona e SAT?

La recente inchiesta giudiziaria sulla gestione dei rifiuti, che vede indagati l’amministratore unico di Ecosavona (discarica di Boscaccio), Flavio Raimondo, per presunta tentata estorsione e il presidente del Consiglio di Gestione della Servizi Ambientali Territoriali (SAT), l’ex parlamentare del PD, Massimo Zunino, per presunta ricettazione del denaro frutto dell’estorsione, pone molti interrogativi sul ciclo dei rifiuti nella nostra provincia e sugli interessi ad esso legati. L’argomento dei rifiuti e delle numerose contraddizioni che vi si possono riscontrare nella loro gestione è già stato oggetto di diversi articoli nei mesi scorsi.

L’accusatore dei due manager è Claudio Busca, imprenditore nel campo dei rifiuti, che si è dichiarato vittima di estorsione per consentire il conferimento dei rifiuti nelle discariche amministrate da Raimondo. Busca, già coinvolto in un’inchiesta giudiziaria per reati fiscali che lo ha portato agli arresti domiciliari nel 2018, è l’ex titolare della FG Riciclaggi, finita nell’orbita di IREN, nonché vicepresidente (sospeso fino a diversa determinazione) dell’Unione Industriali della Provincia di Savona.

La nota citazione dai vangeli “Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio?” potrebbe trovare qualche riscontro in questa vicenda.

Zunino – Raimondo

Flavio Raimondo cumula inoltre la carica di presidente del consiglio di amministrazione del Consorzio per la depurazione delle acque di scarico del savonese (depuratore) nonché della società consortile per azioni Acque pubbliche savonesi. Zunino – Raimondo

SAT, come rilevabile dal sito istituzionale dell’azienda, opera nel settore della gestione dei rifiuti e dell’igiene urbana. La società è a capitale interamente pubblico ed ha come soci numerosi Comuni del ponente ligure (LEGGI). La società viene amministrata da un Consiglio di Gestione e da un Consiglio Sorveglianza. Il socio di maggioranza è il Comune di Vado Ligure che nomina il Presidente del Consiglio di Gestione.

Ecosavona è una società a partecipazione mista pubblico-privata i cui soci sono la società anonima con sede nel Lussemburgo Green LuxCo Capital S.A. con il 70% del capitale, la SAT con il 25% ed il Comune di Savona con il 5%. Il Comune di Vado Ligure ha recentemente ceduto la quota del 25% detenuta in Ecosavona, alla SAT.

Sull’opportunità della cessione delle quote di Ecosavona, detenute dal Comune di Vado Ligure, alla SAT e su alcuni presunti danni patrimoniali al comune di Vado Ligure (e di Savona in proporzione alla quota detenuta ndr) si è anche espresso Roberto Cuneo già capogruppo di minoranza nella precedente consiliatura del comune di Vado Ligure ed attualmente presidente di Italia Nostra Liguria (LEGGI).

Dalle ricerche effettuate dalla nostra redazione economica il beneficiario del 26,26% delle azioni della Green LuxCo Capital S.A. è l’imprenditore Pietro Colucci, ma del restante 73,74% del pacchetto azionario non sarebbero noti i beneficiari. I fratelli Pietro e Francesco Colucci sono, da tempo, volti noti e discussi nel panorama del mondo dei rifiuti italiano (LEGGI). Francesco Colucci pare anche essere coinvolto in inchieste giudiziarie che lo hanno condotto all’arresto (LEGGI).

Ricordiamo che Ecosavona gestisce ed ha il diritto di superficie sulla discarica di Boscaccio sita nel comune di Vado Ligure su terreni di proprietà comunale (LEGGI). Inoltre, nell’ottobre 2020, le discariche di Boscaccio e di Bossarino, presenti nel comune di Vado Ligure, sono state sottoposte ad un sequestro cautelativo per presunto disastro ambientale colposo ed i legali rappresentanti delle società che gestiscono le discariche risultano indagati (La Stampa 19 ottobre 2020).

Visto che la gestione del ciclo dei rifiuti ha risvolti che interessano sia la salute pubblica oltre al fatto che le tariffe per la gestione e lo smaltimento si ripercuotono sui bilanci delle imprese e delle famiglie, sarebbe necessaria la massima trasparenza da parte delle pubbliche amministrazioni sotto ogni aspetto di questo delicato tema.

Una domanda ancora senza risposta è quella che, essendo la gestione della discarica di Boscaccio effettuata da Ecosavona, una società a partecipazione mista pubblico-privata, se la procedura di evidenza pubblica di scelta del socio privato (Green LuxCo Capital S.A.) da parte delle pubbliche amministrazioni (Savona – Vado Ligure), sia avvenuta ai sensi dell’articolo 5, comma 9, del decreto legislativo n. 50 del 2016 (Codice dei contratti pubblici).

Altre domande sono quelle di quando sia stato indetto il bando di gara per l’assegnazione della quota di Ecosavona ai privati e quali qualificazioni di carattere tecnico ed economico-finanziario siano state richieste alla Green LuxCo Capital S.A. per poter partecipare all’assegnazione del 70% di Ecosavona da parte dei comuni di Vado Ligure e Savona.

Appare anche abbastanza singolare che la partecipata mista pubblico-privata, Ecosavona, sia gestita da un l’amministratore unico, senza che sia presente un consiglio di amministrazione con membri in rappresentanza dei soci pubblici.

Domande che ad oggi pare non esservi risposta.

Claudio Busca vista l’inchiesta giudiziaria che lo ha coinvolto è stato sospeso dalla vicepresidenza dell’Unione Industriali della Provincia di Savona, ci chiediamo se anche le amministrazioni comunali azioniste di Ecosavona e SAT, per garantire la massima trasparenza nella gestione del ciclo dei rifiuti, non vogliano valutare l’opportunità di richiedere la sospensione dai loro incarichi di Raimondo e Zunino fino al chiarimento delle loro posizioni.

A seguire alcune immagini che ben rappresentano l’intreccio di interessi tra affari e politica.

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