Piattaforma Maersk

PIATTAFORMA MAERSK
Sulla vicenda della piattaforma Maersk, che riguarda le politiche infrastrutturali, economiche e sociali di un’area che va ben oltre quella vadese, ritengo siano stati commessi errori politici importanti anche e soprattutto dal PD, che hanno prodotto una sconfitta elettorale per lo stesso PD storica e choccante  a Vado Ligure, e che interroga i gruppi dirigenti, i militanti e gli elettori, ancora increduli, dopo nove mesi, di ciò che è accaduto.
 
Aver indetto un referendum consultivo …

 tra i cittadini vadesi che ha sostanzialmente bocciato la piattaforma e non tenerne conto mi pare si sia rivelato un doppio errore, sia sul piano della democrazia partecipata che è stata negata, sia sul piano meramente politico.

Spiace fare queste considerazioni perchè nutro il massimo rispetto per gli attori di quelle scelte, in primis il sindaco uscente Carlo Giacobbe, che mi è sembrato dover gestire “in solitudine” una situazione, forse troppo grande  e complessa per un comune di piccole dimensioni come Vado Ligure.

 Le pressioni di grandi gruppi di potere, gli investimenti pubblici e in parte privati di dimensioni enormi, la possibilità di avere vantaggi amministrativi per il Comune, in termini economici e infrastrutturali, la chimera di posti di lavoro in periodo di gravi crisi finanziaria  e produttiva hanno caricato un’amministrazione comunale composta da persone valide ed impegnate di un peso forse eccessivo. Dire di no a 350 milioni di investimenti non è facile…

Il punto è un altro.

Quale modello di sviluppo e quale tipo di governance locale vogliamo darci a livello provinciale e locale? E chi lo decide?

Il modello di sviluppo attuale è un mix incoerente di attività portuali senza importanti attività retroportuali, un pò di pseudo-sviluppo turistico, molto “mattone”.

La governance è invece evidentemente in mano a poche persone che si ritengono depositarie di verità, che esercitano il potere in modo talvolta anche “brutale”, e che ritengono il parere dei cittadini una fastidiosa intromissione su strategie che come cittadini non possiamo, evidentemente, essere in grado di capire..

 Ritengo che il Partito Democratico, se vuole essere davvero nuovo e moderno, riformista ed europeo debba aprire una vera fase di riflessione sui modelli di sviluppo economico e sociale e sui sistemi di governo locale, sull’importanza delle democrazia partecipativa, con un approccio davvero nuovo, più aperto, pluralista, più attento alla qualità di vita dei cittadini, che ponga l’ambiente e la qualità del territorio come una risorsa da preservare e non da consumare rapidamente e in modo definitivo.

 Credo che in questo momento queste mie posizioni siano un “tantino” minoritarie nei gruppi dirigenti del PD, ma sono convinto che tantissimi elettori del PD e del centro sinistra si riconoscano in posizioni più “avanzate”.


Per questo ho deciso di candidarmi alle elezioni regionali, per rappresentare un elettorato “silente” che aspetta una svolta, che spero di offrire insieme a tanti altri iscritti e volontari del PD. Tutto ciò è contradditorio? Forse, ma stiamo parlando di posizioni politiche, su temi controversi, e non credo che qualcuno abbaia la verità in tasca, anche nel mio partito..

 La mie posizioni, se eletto o meno, sono certo che serviranno ad aprire un confronto necessario anche nel PD. Consideriamo che con l’impegno di centinaia di attivisti le posizioni sul grattacielo Fuksas sono cambiate, e che i potenti difensori del progetto si sono rapidamente defilati dopo la bocciatura  della regione Liguria. 

Giovanni Durante candidato alle elezioni regionali nella lista del PD

 

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