Piaggio, se non ci pensa Di Maio ci penserà Salvini?

Sulla crisi di Piaggio Aerospace dopo l’incontro al Ministero dello Sviluppo Economico del 20 giugno, pesano sempre numerose incognite, ma dal punto di vista di un salariato questo ragionevolmente è ciò che accade se i lavoratori ed i loro rappresentanti non son abituati a fare rispettare i patti o si hanno divisioni tra i lavoratori che prestano servizio nei diversi stabilimenti produttivi.

Che al tavolo ministeriale si siano registrati dei progressi, ma che questi progressi non siano ancora risolutivi lo si può ritrovare nelle caute parole di Andrea Benveduti (Lega di Salvini), Assessore regionale allo sviluppo economico che afferma “apprezziamo lo sforzo sul breve termine per portare il più velocemente possibile l’azienda in una condizione nuovamente operativa, chiudendo la sempre dolorosa fase di cassa integrazione. La Difesa pare garantire impegni su contratti con valenza pluriennale specificatamente in ambiti manutentivi, che verranno via via formalizzati e resi operativi entro la fine dell’anno” (SavonaNews 20 giugno 2019). Per quanto riguarda l’acquisto di nove nuovi P180 e il riammodernamento di altri 19 delle flotte istituzionali le tempistiche non sembrerebbero ancora ben definite. Comunque, se dall’incontro del 24 aprile al MISE l’acquisto dei nuovi velivoli era previsto in dieci unità, al 20 giugno si è scesi a nove unità. Tuttavia, pare sia necessario aspettare fino a fine anno affinché i contratti diventino operativi, per cui gli obiettivi di rientro dalla cassa integrazione andranno rivisti di conseguenza.

Più critico il segretario della Fiom-CGIL di Genova, Bruno Manganaro nel sottolineare la condizione di incertezza. «L’unica cosa concreta è una commessa sui motori e forse una seconda, ma non si tratta di lavoro nuovo bensì di commesse bloccate dopo l’avvio dell’amministrazione controllata» ed inoltre «non c’è solo un problema di annunci al ribasso, ma di commesse che non arrivano e non consentiranno di rispettare quello che il governo ha detto un mese fa, vale a dire che a giugno sarebbero rientrati lavoratori dalla cassa». Anche dalle parole del segretario della Fiom genovese è ravvisabile uno slittamento dei tempi per il rientro dalla cassa integrazione.

Effettivamente durante l’incontro al MISE del 24 aprile il sottosegretario al Ministero della Difesa Angelo Tofalo (5 Stelle) aveva auspicato di poter dotare l’azienda entro giugno 2019 di un contratto di manutenzione dal valore di 18 milioni di euro, a cui si aggiungerà un contratto di fornitura di componenti del valore di 15 milioni di euro e, infine, anche un contratto triennale di manutenzione e fornitura per componenti motori che per la prima tranche avrà un valore di 15 milioni e un valore complessivo di 28 milioni di euro. Evidentemente, gli auspici del sottosegretario Tofalo, al momento, non hanno trovato conferma, se dai 504 lavoratori inizialmente in cassa integrazione a partire dal 2 maggio, si è passati ai 527 del 13 giugno. Comunque, giugno non è ancora finito, auspichiamo che ad aumentare non siano ancora i lavoratori in cassa integrazione, ma i contratti diventati operativi, come annunciato nel verbale del MISE del 20 giugno (LEGGI).

Di Maio in visita alla Piaggio (17-05-2019)

Già in occasione della visita elettorale tenuta, il 17 maggio, dal capo politico dei 5 Stelle, vicepremier, Ministro dello sviluppo economico e del lavoro Luigi Di Maio allo stabilimento di Piaggio si parlava di un cronoprogramma realistico, ma di tempistiche certe pare non ne siano state fatte (VEDI). In relazione alle commesse istituzionali che dovrebbero essere assegnate a Piaggio, con relativo impegno di risorse del bilancio dello Stato, si deve anche evidenziare la domanda sibillina posta dal giornalista, al vicepremier Di Maio, riguardo alla manovra correttiva sui conti pubblici che le istituzioni europee potrebbero richiedere all’Italia.

Su questa vertenza è verosimile che abbiano un peso non trascurabile anche le divisioni sul fronte sindacale, dovute al fatto che l’azienda sia presente su due siti produttivi, il sito produttivo principale di Villanova d’Albenga, ed il sito produttivo di Genova Sestri Ponente in cui ha sede il Customer Service. Il Secolo XIX del 19 giugno 2018 mette in evidenza che le rappresentanze sindacali di Genova, evidentemente più combattive, ma in minoranza, hanno diffuso un volantino indirizzato all’azienda, al commissario Nicastro e ai sindacalisti savonesi in cui viene evidenziato il fatto che non si salva Piaggio Aerospace a Villanova d’Albenga chiudendo lo stabilimento di Genova. Probabilmente, il motivo di questa esternazione è dovuto al fatto che, tra i possibili ordinativi istituzionali che dovrebbero mettere un freno alla crisi di Piaggio, lo stabilimento genovese potrebbe non essere interessato da carichi di lavoro sufficienti.

A smorzare la polemica con i colleghi genovesi, ci pensa Lorenzo Ferraro della tranquilla Fiom-CGIL savonese, che su La Stampa del 21 giugno dichiara «a piccoli passi s’intravvede qualcosa di positivo e ora puntiamo a capire le modalità di rientro dei lavoratori in cassa. Vale la pena precisare poi che la Piaggio per noi è una sola da Genova a Villanova». Comunque dal 2 maggio bisogna ricordare nuovamente che i lavoratori in cassa sono aumentati ed un loro rientro potrà avvenire ragionevolmente solo con l’effettiva erogazione degli stanziamenti e non con gli annunci.

Piaggio P1HH

Ferraro auspica inoltre che arrivi al più presto anche l’ok della Difesa per la certificazione del drone P1HH. Sulla questione del drone P1HH bisogna evidenziare le riserve già espresse dall’ex Capo di Stato Maggiore della Aeronautica, Generale Vecciarelli, oggi Capo di Stato Maggiore della Difesa, che definisce il P1HH un velivolo non idoneo a rispondere ai requisiti dell’Arma Azzurra, con troppe limitazioni e criticità, privo di margine di sviluppo e buono solo per l’esportazione in Paesi che non avessero requisiti stringenti come quelli italiani (Start Magazine 22-06-2019).Di fatto il drone P1HH era stato sviluppato per i clienti dell’area degli Emirati Arabi, quando a controllare Piaggio, prima dell’amministrazione straordinaria, era il fondo emiratino Mubadala.

Leonardo Falco Xplorer

Sull’eventuale certificazione del drone Piaggio P1HH e della sua adozione da parte dell’Aeronautica Militare Italiana, è necessario domandarsi se potrà avere anche un peso la recente presentazione da parte di Leonardo del drone Falco Xplorer, che secondo quanto dichiarato dal costruttore sarà certificato in conformità allo standard NATO di idoneità al volo per sistemi pilotati da remoto, che lo renderà immediatamente operabile dai Paesi dell’Alleanza (LEGGI). Come noto l’Italia fa parte della NATO.

Di Maio – Salvini

Su Piaggio continuano a pesare molte incognite, se nella soluzione dei problemi dell’azienda aeronautica ligure pesano le diverse visioni da parte dei ministeri pentastellati oltre alle le divisioni sindacali tra i due stabilimenti di Villanova d’Albenga e Genova Sestri, per risolvere i loro problemi, ai lavoratori di Piaggio, non resta che ad affidarsi, in via provvidenziale, al vicepremier e Ministro dell’Interno Matteo Salvini, che dopo la convocazione entro luglio delle parti sociali al Viminale, pare aver commissariato tutto il Governo.

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