Piaggio ed il boccone avvelenato lasciato dal PD

Venerdì 30 novembre si è tenuto uno sciopero dei lavoratori di Piaggio Aerospace. A seguito della richiesta dell’azienda di accedere all’amministrazione controllata avvenuta il 23 novembre, il management non avrebbe più il potere di autorizzare il pagamento degli stipendi, chiaramente questa situazione non è accettabile dai lavoratori, soprattutto in vista del Natale.

A fronte di 618,8milioni di € di perdite (al 30 settembre 2018), la richiesta di amministrazione controllata di Piaggio coincide con il disimpegno finanziario dell’azionista di maggioranza, il fondo sovrano Mubadala del governo degli Emirati Arabi Uniti. Un fattore sicuramente non trascurabile sul disimpegno di Mubadala è il disinteresse da parte del Governo italiano, ad assegnare un finanziamento del valore di 766milioni per lo sviluppo di un nuovo drone.

Gentiloni – Renzi – Pinotti

I precedenti Governi Renzi e Gentiloni a maggioranza PD, con Ministro della difesa la genovese Roberta Pinotti, si erano impegnati con il governo emiratino a finanziare lo sviluppo del drone P2HH, per cui il fondo sovrano Mubadala, a fine 2017, aveva provveduto all’ennesima ricapitalizzazione della azienda. Passato un anno il nuovo Governo a maggioranza Lega di Salvini, Movimento 5 Stelle pare essersi dimenticato degli impegni assunti dai passati governi, rischiando di compromettere la credibilità del paese nei confronti degli investitori stranieri.

Il fondo sovrano degli Emirati Arabi Uniti, Mubadala, che controlla Piaggio Aerospace, è un fondo di investimenti con interessi globali, nei più svariati settori.

Nel 2017, Mubadala, ha registrato un giro di affari di circa 40miliardi di € epossiede partecipazioni per 112miliardi di €.

Nella vertenza di Piaggio, più volte i sindacati savonesi hanno richiesto l’interessamento della politica locale, tanto che al precedente sciopero con manifestazione, tenuto per le vie di Savona lunedì 26 novembre alla guida del corteo vi erano sindaci, politici e parlamentari del territorio. Non ci sfuggì di fare notare che, tra politici di provenienza sindacale (CGIL) che a suo tempo votarono per il job act e politici appartenenti allo schieramento della maggioranza giallo-verde che protestavano contro il proprio governo, la coerenza di certo non era la virtù di molti partecipanti.

Politici alla manifestazione di piaggio del 26 novembre

Ragionevolmente è comunque difficoltoso per dei politici locali, sottoposti a vari vincoli di stabilità, avere “armi” efficaci per influenzare le scelte di un fondo sovrano di investimenti globali.

Bisogna riconoscere che la partigianeria politica non appartiene minimamente agli strumenti di lotta dei sindacati savonesi, Il Fatto Quotidiano del 30 novembre 2018, riporta che durante la manifestazione, i lavoratori hanno lanciato fumogeni gialli e verdi, in riferimento al governo, reo di non aver sboccato i 766milioni di finanziamenti, nonostante ripetute rassicurazioni. Notizia confermata anche da IVG (LEGGI).

Manifestazione Piaggio del  30 novembre

Ci chiediamo se durante i governi di centrosinistra guidati dal PD ai pochi scioperi con manifestazione tenuti dai lavoratori di Piaggio furono lanciati fumogeni con il tricolore verde-bianco-rosso o bruciate bandiere del PD.

Salvini – Conte – Di Maio

La responsabilità politica, non può essere solo di una parte ma va condivisa tra tutti i governi succedutisi in questi ultimi anni Renzi, Gentiloni, terzo triumvirato Salvini (Conte, di Maio).

La Verità del 28 novembre 2018, fa notare che il P180 è ormai fuori mercato in quanto più costoso di un Jet di categoria superiore pur avendo buone prestazioni di velocità e bassi consumi. Sulle responsabilità politiche viene puntato il dito sul governo a maggioranza PD presieduto da Matteo Renzi “Oltre a Renzi che celebrò in pompa magna nel 2014 lo stabilimento di Villanova D’Albenga, a seguire da vicino il dossier tra i 2014 e il 2016, fu l’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Luca Lotti,  figuradi punta del Giglio magico fiorentino. E proprio i renziani hanno ottenuto i maggiori benefici dallagestione di Piaggio, perché mentre l’azienda falliva, senza una politica industriale all’altezza, c’era peresempio chi come il gruppo Orsero versava alla Leopolda di Firenze ben 70.000 euro. Gli Orsero sonofamiglia impegnata nell’alimentare famosa nel mondo e proprio Piaggio rilevò da loro un capannone inLiguria dove è stata esternalizzata parte della produzione.”Ricordiamo tra l’altro che al gruppo Orsero verrebbe, di recente, contestata l’associazione a delinquere (Il Secolo XIX 16 novembre 2018).

Non c’è da stupirsi, il conflitto di interessi  o consociativismo tra politica imprese ed aggiungiamo sindacato, a Savona, sono un fatto storico documentato da tempo anche da firme note del giornalismo (LEGGI). I fallimenti perfetti o meno ne sono state le conseguenze più evidenti.

Piaggio Aerospaceda quanto è possibile dedurre dalla scheda dell’impresa pubblicata dal Ministero dello Sviluppo Economico, ha un attivo patrimoniale di 494milioni di € (al 30 settembre 2018) ed un fatturato di 104milionidi € (anno 2016).

I dati economici di Piaggio rapportati a quelli della controllante emiratina, Mubadala, di cui si è accennato sopra, hanno un peso a dir poco trascurabile. I 494miloni del patrimonio di Piaggio rispetto ai 112miliadi del valore delle partecipazioni di Mubadala sono lo 0,44%, mentre il fatturato di Piaggio è un misero 0,26% sul totale del gruppo.

Tenuto conto di questi dati economici, gli unici a rimetterci dal fallimento di Piaggio, sono evidentemente i lavoratori. Se per Mubadala, Piaggio è un giocattolo ormai rotto, che rappresenta qualche “zero-virgola” sui bilanci finanziari del gruppo, per un lavoratore salariato di Piaggio o dell’indotto (es. Laer), come per qualsiasi altro lavoratore dipendente, il passare dal pieno stipendio a zero, o per quelli più fortunati che possono accedere agli ammortizzatori sociali ad una percentuale che può essere del 30-50% inferiore al pieno stipendio, la contrazione sul proprio bilancio non è sicuramente trascurabile.

A fronte di queste considerazioni, i primi a doversi preoccupare della propria continuità di reddito sono i lavoratori salariati e le organizzazioni sindacali che li dovrebbero rappresentare, i politici, gli azionisti o i manager di un gruppo finanziario il reddito in un modo o nell’altro lo hanno sempre assicurato. Se un dirigente sindacale fa degli appelli affinché dei politici e/o delle associazioni datoriali scendano in campo per difendere i diritti dei lavoratori, si rischia di avere le idee un po’ confuse.

Per Lorenzo Ferraro della CGIL di Savona è comunque sempre necessario affidarsi nelle mani dei sindaci locali (VEDI).

Lo stato di Piaggio lo si può imputare a dei governi che non onorano gli impegni presi con gli investitori stranieri, all’incapacità del management di amministrare la società negli interessi degli azionisti, di non avere investito a sufficienza nell’innovazione dei prodotti o all’andamento del mercato non favorevole.

I lavoratori che sono i primi a rimetterci nel caso del dissesto dell’impresa, oltre ad essere quelli che potenzialmente ci rimettono di più in termini relativi alle loro condizioni economiche, sarebbero i primi a doversi preoccupare dello stato dell’azienda.

Nel caso di Piaggio, trascorsi undici mesi dall’ultima ricapitalizzazione, essendo noto ai lavoratori ed ai loro rappresentanti che in mancanza del finanziamento per lo sviluppo del drone P2HH era a rischio la sopravvivenza della propria azienda e la continuità del proprio reddito, si sarebbe richiesta una maggiore reattività, soprattutto non aspettare ad agire una volta portati i libri contabili in tribunale.

A margine di un evento, a gettare acqua sul fuoco ci pensa il vicepremier e Ministro dello sviluppo economico Luigi di Maio, dichiarando “lunedì, massimo martedì mattina avremo il nome del nuovo commissario e pagheremo gli stipendi. La procedura per individuare il commissario è stata fatta in tempi record e lunedì sarà formalmente fatta la nomina così da poter pagare subito gli stipendi. So che i lavoratori hanno già avuto tanta pazienza, ma gli chiedo di aspettare altri pochi giorni e di fidarsi di noi” (ANSA 30 novembre 2018)

Auspichiamo che nelle casse di Piaggio ci sia la liquidità per pagare stipendio e tredicesima.

Chi ha agito per tempo conducendo dure battaglie a difesa del proprio reddito con oltre venti giorni di scioperi e marce per centinaia di chilometri, sono stati i lavoratori della Fincantieri di Sestri, che si sono guadagnati assieme ai colleghi di altri cantieri del gruppo l’invito a pranzo dell’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Oggi i cantieri sono in piena espansione(La Stampa 11 giugno 2011)

Napolitano saluta i lavoratori di Fincantieri

Chissà se vicepremier e Ministro dello sviluppo economico Luigi di Maio braccato da agguerriti giornalisti per i presunti lavoratori in nero impiegati nell’azienda di famiglia, per farsi perdonare le tante dimenticanze del suo governo nella politica industriale del paese, sarà lieto di invitare a pranzo qualche lavoratore o preferirà dotarlo di uno dei 6milioni di bancomat di cittadinanza in via di emissione per provvedere al proprio sostentamento, nel caso il lavoro venga meno.

In ogni caso per i sindacati savonesi, se le cose non si risolveranno per il meglio la colpa sarà del governo populista. Con PD e Forza Italia si è sempre andati d’amore e d’accordo

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