Paolo Forzano

C’è utopia ed utopia!
Oggi, 14 gennaio 2010, a conclusione… dell’articolo del Secolo XIX …che parla della proposta del Comitato viabilità piazza Saffi-Villapiana di utilizzare la galleria Cadimora si parla brevemente di due interventi del Presidente della circoscrizione di Villapiana Musso a proposito del progetto comunale di una navetta elettrica di collegamento col centro, e di un mio intervento che definisce questa iniziativa un’utopia. Estratta dal contesto del mio intervento distorce enormemente il mio pensiero, non solo di oggi, ma anche dei decenni passati….

L’utopia consiste nel considerare metropolitane e mezzi pubblici la pandora delle soluzioni del traffico, indipendentemente dal contesto urbano, e con un astio verso il mezzo privato. L’articolo non ha riportato peraltro anche altri interventi, tra cui quello del consigliere comunale di Savona, Federico LaRosa che ha osservato quanto la adattamento della galleria Cadimora, così come proposto, sarebbe certamente un invito al traffico proveniente da levante a raggiungere piazza Saffi ed il centro città, con un conseguente consistente flusso di auto in Villapiana e su via Torino.

C’è bisogno di precisazioni. Nel mio intervento ho detto che la città di Savona da oltre 50 anni non si occupa di migliorare e di fluidificare il traffico su gomma, anzi lo ha voluto scientemente ostacolare. Vedasi il risultato che da ovest verso est esiste praticamente solo la direttrice corso Tardy&Benech-corso Mazzini-Torretta, altre possibilità che attraversano il centro città sono talmente tortuose da creare un perenne ingorgo. Non parliamo del nodo Torretta dove la discesa dei veicoli proveniente da via Berlingieri crea un serpentone di auto che intasa la piazza anche ad orari con minor intensità di traffico. Ho fatto notare che finchè era in atto quella “grandiosa utopia” della metropolitana nelle sue varie declinazioni, non si è parlato di Aurelia bis. Perchè grandiosa utopia? Perchè anche nell’ultima versione il bilancio tra introiti e spese di gestione era molto elevato, tale da porre gravi problemi di bilancio per il gestore. Inoltre  il servizio sarebbe dovuto essere necessariamente ridimensionato con corse molto meno frequenti rispetto alla proposta iniziale di un mezzo ogni 5 minuti; aggiungiamo ancora le poche fermate ed anche in buona parte distanti da centri di interesse quali l’ospedale, e da centri ad alta intensità abitativa quali Albisola Capo. Ed allora non basta la sigla “metropolitana” e “servizio pubblico” per rendere il servizio efficiente, efficace e naturalmente appetibile. Ho parlato di quanto la città di Savona abbia fatto in modo di contrastare il mezzo privato.  Ho osservato che il servizio pubblico non è nè attraente, nè efficace. Ho posto in evidenza quanto spesso politici che il mezzo pubblico non lo hanno mai usato, facciano i soloni verso quello che dovrebbero fare gli altri. Lo ha evidenziato durante la serata una persona che lavora a Vado, e che ha sostenuto che andare al lavoro da Villapiana a Vado occorrono 55 minuti. Non sanno di che cosa parlano  perchè magari abitano in centro e lavorano in centro. Non sanno che spesso chi arriva da Genova alle 20.15 col treno in ritardo cronico di 15 minuti perde l’ultimo bus per Quiliano, e che il treno poi riparte e fa tutte le fermate fino a Ventimiglia e salta solo Quiliano-Vado. La frequenza degli autobus è molto spesso insoddisfacente. Da Valleggia dove abito ad Albissola e ritorno si impiega una buona mezza giornata! Ho fatto presente, ed è stato confermato da molti in platea, che 40 anni fa il treno Limone-Genova impiegava 19 minuti, mentre adesso nessun treno impiega meno di 50 minuti. E’ questa l’utopia: spingere gli altri ad usare dei mezzi pubblici sempre più scadenti ed insoddisfacenti, od a trovare soluzioni costosissime per la comunità, quali mezzi di tipo metropolitano in sede propria che costano molto sia di costruzione che di manutenzione. La filosofia di utilizzare il mezzo pubblico è assolutamente condivisa, ma deve partire dal  rendere efficace il sistema attuale che non lo è, prima di spendere quantità di quattrini, che peraltro  non ci sono, in nuove costose opere. Credo che prima di tutto sia necessario usare bene i mezzi pubblici esistenti. In particolar modo cambiando la pregiudiziale mentalità ostile ed indiscriminata verso il trasporto su gomma. Da 50 anni il traffico è aumentato a dismisura, le infrastrutture assolutamente no. Bisogna “fluidificare” il traffico usando al meglio le strade esistenti, e poi realizzare quelle infrastrutture mancanti dove necessario. Fare un PUM Piano Urbano della Mobilità che comprenda i vari aspetti: pedoni, auto, mezzi pubblici. Considerare non solo Savona ma il comprensorio che a lei afferisce. Realizzare una miglior collaborazione fra strade urbane e l’esterno ovvero statali ed autostrade. “Fluidificare” il traffico ha come risultato che il traffico su gomma scorre a velocità adeguata ed anche i mezzi pubblici sono in grado di  offrire un servizio più veloce e quindi più attraente. Il Comitato Casello Albamare propone di fare un casello per Savona centro con uscita alle funivie, che dimezzerebbe il traffico dalle funivie verso Albisola fino a Celle compresa, e questo renderebbe il traffico scorrevole e come logica conseguenza il servizio pubblico sarebbe sicuramente molto più appetibile. Ma il nostro comitato ha da molto tempo sostenuto la criticità e la necessità di utilizzare il percorso dell’ex Ferrovia dalle funivie, attraversando via Falletti in sotteranea, ed uscendo dopo via Torino per connettersi al quartiere di Villapiana, a Savona centro ed oltreletimbro. Abbiamo sempre sostenuto l’utilizzo della galleria Cadimora come via pedonale e ciclabile con l’aggiunta di un piccolo mezzo elettrico Villapiana-Funivie eventualmente esteso al Lady-moon, dove potrebbe essere realizzato un breve ascensore per un collegamento diretto con l’ospedale. Due sistemi complementari al  normale servizio autobus, economici ma efficaci.

 Comitato Casello Albamare

il Presidente Paolo Forzano

http://comitato-casello-albamare.blogspot.com

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