LETTERA di Alessandra Zacco*

Escort, trans, cocaina, corruzione, donnine, dacie russe, editori-capi del governo "solidali" che avvisano avversari politici per aiutarli a lavare in casa i panni sporchi....Giuro, non ce la faccio più.

Ma in quale paese viviamo? Sono sempre più convinta che i media (e lo dice una giornalista che conosce ciò di cui parla ed è “scappata” dalla cronaca di Provincia perché disgustata dagli squallidi giochetti di potere di capi e capetti delle diverse redazioni locali) abbiano da tempo stipulato patti con poteri oscuri che altro scopo non hanno che drogare l'opinione pubblica, orientandola a ragionare su falsi problemi per distoglierla dalla vita reale. 

Siamo in una crisi profonda, economica, sociale, umana e spirituale, ma l'unica cosa di cui si parla è del Premier, delle sue voglie da settantenne arrapato che grazie al suo potere e al suo denaro può "permettersi" escort di lusso; di un governatore del Lazio che mente su questioni private, si smentisce e grazie a Dio si dimette. Ed è su queste "importanti" argomenti che si organizzano dibattiti anche in programmi che dovrebbero essere seri come, ad esempio, "Ballarò".

Ma l'ottantenne che non arriva a fine mese perché ha una pensione di 500 euro e paga un affitto ( quando è fortunato) di 250, siamo proprio sicuri che capisca anche solo i termini escort, trans, perversione sessuale, sconosciuti nella sua epoca e astrusi anche per noi?

Perché non ci parlano di un'Italia nella quale le donne non fanno più bambini, perché non esistono politiche serie e concrete a favore della famiglia e delle lavoratrici? Perché non parliamo della detassazione dei nuclei famigliari numerosi? Perché non torniamo ad occuparci degli operai, delle fabbriche che chiudono e lasciano a casa centinaia di lavoratori giovani che non riescono a trovare una nuova occupazione? Perché non sentiamo mai politici intervenire sugli stipendi di lavoratori che con mille euro al mese non potranno mai emanciparsi dalla famiglia di origine e formarne una propria? Perché almeno quelli della sinistra (anche in Regione e in Provincia) non rinunciano ad essere casta e si riducono lo stipendio devolvendo l'incredibile surplus a fondi per la povertà? Perché non si parla seriamente dei precari della scuola e più in generale dello sfruttamento anche di chi, come me, esercita una libera professione con tanto di sudata iscrizione ad un albo e si vede spesso scavalcato, grazie ad un pesante vuoto legislativo, da chi al massimo ha conseguito un diploma di scuola media e può essere assunto da un sindaco per fare il suo "portavoce" o addetto stampa?

Sono stanca di politici dell'opposizione che non riescono mai ad alzarsi dalla poltrona di quei finti salotti dove si dibattono falsi problemi ed urlare verso il pubblico a casa che è tutta una grandissima sceneggiata e che la vita reale è altrove ed è fatta di mercati rionali dove i pensionati comprano la frutta di scarto per pagarla meno, di quartieri dimenticati dove l'unico svago, per ogni fascia di età, è la tv e andare al cinema è un sogno, di luoghi dove gli adolescenti crescono soli o in insani branco e che grazie al Grande Fratello e ad altra spazzatura tv pensano che la felicità sia coniugabile solo con soldi, successo, sesso e droga... zone dimenticate dove con i 50 mila euro e più che Marrazzo ha pagato per nascondere la sua passione per le trans vivrebbero bene alcune famiglie per qualche mese.

Urlare, arrabbiarsi, scappare dai programmi spazzatura, con politici spazzatura, rifiutandosi di leggere giornali spazzatura..questo sarebbe forse, finalmente "qualcosa di sinistra". 

*Alessandra Zacco giornalista professionista addetto stampa

COMMENTO DI UN LETTORE

Sono totalmente d'accordo con l'amara ed amareggiata analisi  che Alessandra Zacco ha compiuto nella  sua lettera che avete presentato.
Nel contempo mi chiedo però, senza  nutrire tanti dubbi, quale alta dose di sfacciataggine la accompagni sapendo che ella, a suo debito ed interessato tempo, si contraddistinse per  essere  l' addetto stampa del “famoso” Renato Zunino, sindaco di Celle Ligure.
Lo fece in doppia veste, sia  diventando sua addetto stampa riscuotendo  regolare parcella, sia dalle pagine del giornale locale “Celle oggi” dando voce sia a Renato Zunino  e secondariamente  a Michele Manzi, noto  personaggio politico  menzionato nella pubblicazione  "il partito  del cemento" nella veste di  agente immobiliare  e di vice sindaco, allora ancora in carica.
Alessandra Zacco, per il suo passato e'  la persona meno indicata per scrivere e lamentarsi  per quelle degenerazioni  che ha contribuito a suo tempo  a produrre in quel disdicevole contesto politico che ormai  molti sanno essere il  paese dei balocchi di Celle Ligure, ove  personaggi come Renato Zunino stanno tutti insieme privando quel paese di ogni  avvenire turistico e riscatto politico e morale.

Lucio

LA REPLICA di Alessandra Zacco

Innanzitutto sarebbe corretto che Lucio, per quanto noto ritenga di essere, si firmasse per esteso.

In secondo luogo tengo a precisare, per dovere di cronaca, che ho iniziato a lavorare per il Comune di Celle Ligure, in veste di addetto stampa, nel 2000 ed inizialmente solo per le manifestazioni estive, solo dopo aver lasciato il quotidiano per il quale lavoravo a seguito di una scelta personale legata soprattutto alle oggettive difficoltà di una giornalista donna, alle prese con un mestiere difficile,  che aveva deciso di avere un secondo figlio e desiderava seguirlo in prima persona.

La mia collaborazione, fino a quest'anno, è stata con il sindaco Remo Zunino, persona che stimo e con la quale ho sempre collaborato lealmente e nel massimo rispetto della mia professionalità e del suo ruolo. Dal mese di ottobre (e fino a fine anno), ho iniziato a  collaborare con l'attuale maggioranza, guidata dal sindaco Renato Zunino.

Lavorare per un ente, con incarichi trasparenti e a tempo determinato, non impedisce ad una persona di avere opinioni proprie e neppure di muovere critiche ad un giornalismo televisivo che si fa sempre più squallido. Nel mio intervento non scelgo una parte politica, ma chiedo che si parli dei problemi dei cittadini, quelli reali, delle donne, degli anziani, dei pensionati. Qui non si tratta di predicare bene e razzolare male, ma di dire ciò che andrebbe detto, oltre le barriere e le piccinerie campanilistiche e faziose.

 Io sono una giornalista free lance, che fatica ogni giorno per guadagnarsi da vivere. Sono una professionista che grazie al suo curriculum (che non contempla per fortuna solo il Comune di Celle Ligure)  può lavorare e lavora indifferentemente per Rai uno, per Sanremo, per un'azienda privata, per una casa editrice, per un comune come Celle Ligure o Arenzano, per una compagnia di danza o di teatro. 

L'unica condizione, è che ci siano SEMPRE rispetto della professionalità e libertà di pensiero.

Il resto...sono solo inutili chiacchiere da bar. 

 

Alessandra Zacco