Dal PDL, in provincia di Savona, una squadra di prim'ordine per
restituire, finalmente, la regione ai Liguri!
Le indiscrezioni che vanno susseguendosi in questi giorni cominciano a
tratteggiare contorni più definiti alla squadra di candidati che dovrà garantire
al Popolo della Libertà, la vittoria alle prossime elezioni regionali,
conquistando la strategica ed imprescindibile Provincia di Savona.
Dopo la nomina (in grazia di "Dio") della consigliera regionale Gasco
(UDEUR, formalmente nella maggioranza di centro-sx, eletta grazie agli accordi
Claudio-Claudio nel listino di Burlando) ad autorevole
coordinatore Provinciale del PDL; dopo i suoi proclami (dettati dall'esperienza
e dal considerevole bacino di voti) riguardo ai progetti di radicamento sul
territorio, meritocrazia, tesseramenti e giovani che dovrebbero incarnare la
moderna "Dottrina Scajola", i nomi che sempre più insistentemente si odono nelle
stanzette dei bottoncini nostrane incarnano, al di là di ogni ragionevole
dubbio, trasparenza, rinnovamento ed indubbia competenza.
Marco Melgrati: il monarchico, l'elitarista, il viveur
dell'amministrazione alassina, noto anche per alcuni "piccoli" eccessi un po'
bohemien, la cui immagine di uomo intoccabile è stata ultimamente ammaccata da
certi pasticcetti giudiziari.
Pietro Oliva: dopo aver ripudiato l'ex-amico Enrico Nan,
caduto in disgrazia, ha fatto la medesima fine, cacciato dal Consiglio Regionale
per ineleggibilità (era consigliere FILSE al tempo dell'elezione e lo scrisse
orgogliosamente anche sui suoi manifesti!!) a seguito di una sentenza del TAR
che ha fatto carta straccia del voto dei suoi elettori (a gongolare il
subentrato Falciani). Ora, penitente dopo una lunga
genuflessione, è approdato alla corte Imperiese e si da gran da fare per
accaparrarsi i voti delle maggiori categorie economiche. L'uomo
dell'Establishment!
Angelo Barbero: la quota AN, incredibilmente riabilitato dopo
il pasticcio delle firme (ma come è andato a finire il giudizio?) che ha
rischiato di costare a Vaccarezza l'elezione in Provincia per
la quale non è ancora detta l'ultima parola vista la pendenza di giudizio
innanzi al TAR e alla Consulta (che pare avere una certa consuetudine nel
mettere i bastoni tra le ruote al centrodestra).
Tra gli incerti:
Alessandro Parino: il moderato giovane, noto per diplomazia e
ponderazione, dovrebbe essere l'unico candidato della Città di Savona, sulla
quale il PDL conta molto!
Graziano Falciani: il subentrato, potrebbe godere della prassi
che prevede la riconferma degli uscenti, nonostante nè l'entourage Scajoliano nè
il Senatore Orsi lo vedano di buon occhio per l'eccessiva vicinanza al
pericoloso Enrico Nan (untore di ogni peste che sconvolga i piani della
dirigenza)
Carlo Cipollina: il Fedelissimo del Senatore, fa parte della
schiera degli eterni candidati, indicato come papabile per qualunque posto a
partire dal tribunato della plebe ai tempi dell'antica roma, potrebbe giocarsi
una delle ultime occasioni.
Rosavio Bellasio: l'ineffabile, se vogliamo dimenticare la sua
esperienza come candidato alla presidenza della Provincia
Filippo Marino: il grillo parlante del PDL, anche lui candidato
cronico, l'assicuratore ed imprenditore savonese può essere felice di poter
prendere la politica come un Hobby! Dopo il riavvicinamento all'area
Scajola, a Vaccarezza e a Scandroglio,
si consuma nell'improbo tentativo di trovare una conciliazione tra questi e
l'amico Enrico Nan, tornato sulle barricate a seguito delle
recenti vicissitudini interne al partito. La sua tendenza a uscire dagli schemi
del partito potrebbe costargli la speranza di una candidatura in Regione ed
anche il posto di sottogoverno (che gli sarebbe spettato di diritto dopo
l'assessorato mancato, e dato per sicuro fino a pochi mesi fa).
Qualche outsider farà capolino all'orizzonte?
Che ne sarà di Vaccarezza e della sua giunta se una qualsiasi
corte dovesse improvvisamente riportarli tra i comuni mortali?
In tutto questo una sola cosa sembra chiara: alla dignità degli elettori di
centro destra ed alle loro aspettative nessuno pensa. Una fabbrica di voti in
tempo di elezioni, una massa fastidiosa una volta eletti.