Se il TAR decide di cancellare la giunta Vaccarezza...

Si apre un nuovo scenario nella lotta politica savonese con il probabile ritorno alle urne per le elezioni provinciali, peraltro atto assolutamente dovuto viste le assurde motivazioni legate all’esclusione del PCL. Va rimarcato il fatto che proprio l’incredibile vicenda aveva di fatto tramutato il partito di Ferrando in una inconsapevole spada di Damocle sulla testa di Vaccarezza, forse per acuta regia politica forse per errori di valutazione giuridica. Non possiedo gli strumenti analitici per discuterne.  Di certo in questi pochi mesi molte cose sono cambiate. Il PD, alle prese con le solite lotte intestine, metterà probabilmente in campo la nuova alleanza con l’UDC di Rosario Monteleone se il test  alle Regionali (difficilmente le due date di votazione potranno coincidere) darà esito positivo. Ma potrebbe perdere i Socialisti di Caviglia che correndo da soli al primo turno cercheranno un aumento del loro peso contrattuale, ovviamente se nel frattempo non vedranno soddisfatti i loro appetiti nel Comune di Savona. Ma l’alleanza PD - UDC apre di fatto anche una ferita profonda nella costola leghista del PDL nel Ponente Ligure: potrebbero infatti confluire in altra direzione i pacchetti di voti di centro dirottati sia su Villani, presentato nel collegio di Alassio con la Lega Nord e oggi assessore in Provincia, sia su altri candidati lumbard. Potrebbe giocare un ruolo importante la regia di Avogadro in caccia della poltrona di sindaco di Alassio, ma come sempre comunque la parola definitiva la scriverà il potere di Scajola. Il malcontento in casa leghista per l’evidente annessione alla PDL (casi Maersk e Tirreno Power docet, unica voce di opposizione ancora attiva il sempre più isolato Giancarlo Bertolazzi) potrebbe anche dare nuova linfa al Movimento Altra Provincia di Sergio Cappelli, se deciderà di riproporsi dopo la debacle di giugno. Possibile anche la presentazione di altre liste in grado di pescare negli elettorati di Bossi e di Casini in una competizione elettorale dagli esiti molto più incerti della precedente, dove anche poche migliaia di voti potrebbero scardinare gli equilibri in campo. Sicuramente il PD presenterà un nuovo candidato, con Boffa dirottato in Regione, ma la sorpresa potrebbe essere la rinuncia a Vaccarezza, anche lui paracadutato nel parlamentino ligure. In questo caso in pole per la Presidenza della Provincia potrebbero esserci, perché no, il senatore Franco Orsi o la stessa neo-coordinatrice PDL Gasco. Molto dipenderà ovviamente dalle decisioni spartizionali bipartisan dei plenipotenziari liguri Burlando e Scajola e dal risultato regionale di marzo. Una attualmente probabile vittoria del PD porterebbe probabilmente alla scelta di lasciare la provincia savonese alla PDL, viceversa con la regione nella mani del centrodestra si prefigurerebbe un quadro dove potrebbe essere la Lega Nord chiamata a presentare un suo candidato alla guida della coalizione, in una sfida ipoteticamente difficile. Magari Rosy Guarnieri, che vedrebbe così “rimborsata” la sua quasi certamente perduta battaglia per la poltrona di sindaco di Albenga o Renato Giusto, sulla cui entrata in Regione si stanno addensando dense nubi.  Nel gioco del dare e avere, la Provincia consegnata al PD aprirebbe anche la strada a Marson nella corsa a sindaco di Savona, con Federico Berruti probabilmente chiamato ad un assessorato in Regione. Di certo se  il TAR dovesse riportare i savonesi alle urne assisteremo ad una macelleria politica dove saldare conti rimasti in sospeso sarà l’occupazione principale delle segreterie politiche.

 

Falco Savonese