Caro signor Bronda le scrivo...
Ho riletto con cura tutti i miei interventi su Uomini Liberi, non ho trovato alcun riferimento al signor Andrea Bronda. Nessun attacco personale, mai. Mai neppure nominato. Nessun insulto che comunque non penso la redazione avrebbe pubblicato. Non capisco quindi questa sua un po’ infantile nota di protesta condita da accuse di codardia....leggi... Ho sempre proposto un discorso politico che può essere accettato o meno, ma nel primo caso deve ricevere risposte politiche concrete e nel secondo silenzio. Il problema forse risiede nel fatto che la politica locale non esiste più e ci si appoggia a schieramenti nazionali con il solo intento di gestirne il consenso, tutto qui. Ci si incazza contro chiunque osa chiedere il perché di situazioni tanto anomale quanto mortificanti per chi crede nella totale indipendenza delle idee. Mi perdoni il signor Bronda, sarebbe facile attaccare la sua identità politica partendo dalla innegabile melina per ottenere un suo assessorato personale in Provincia o la rassegnata accettazione dei dogmi e delle persone, degne di rispetto sempre ma fisiologicamente lontane da chi si propone come movimento di protesta, indicati dai potenti alleati della PDL e altri proponenti. Sarebbe facile smontare tutta l’impalcatura che sta facendo della Lega Nord solo un laboratorio gestionale per utenti privilegiati, isolando qualsiasi voce dissenziente anche con logiche da pensiero stalinista o franchista (Comino e Pagliarini docet) capace di tramutare il vostro leader Umberto Bossi in un totem triste annullandone il pensiero libero da totalitarismi. Sarebbe facile riproporre tutte le mie domande strettamente politiche che hanno ricevuto come risposta unicamente due attacchi personali dal signor Bronda e da altri esponenti del suo partito. Le stesse domande erano rivolte anche ad IDV, PD, Sinistra Radicale, PDL ed altri che, padroni di una pregnanza politica discutibile ma innegabile, non hanno minimente pensato di sparare a zero tacciando di stupidaggine parole che comunque, mi permetta il signor Bronda, una valenza politica la possiedono. Sarebbe facile, dicevo, approfittare di queste pagine, che rappresentano la forse unica possibilità di comunicare liberamente, per attaccare qualcosa che sta usando gli istinti più bassi della popolazione per ottenere consenso e nel locale la sola cosa politica che produce è una pur apprezzabile battaglia contro i ladri di fiori nel cimitero. Sarebbe facile ma non lo faccio, perché la conclusione del suo attacco dove il signor Bronda parla del suo lavoro e del suo impegno nel volontariato, indiscutibili patrimoni suoi come di milioni di altre persone, mi ha sinceramente disarmato. Ho avuto l’impressione di trovarmi davanti ad un tenero bimbetto sgambettante, intento a giustificare le sue marachelle parlando dei buoni voti ottenuti a scuola e un bimbo non si deve ferire, mai. Per quanto riguarda lo pseudonimo, senza sprofondare nella blasfemia laica, sicuramente il signor Bronda sa che giornalisti come il messicano El Gallito (ucciso in redazione), Serrano, Farouz Farzami e tanti altri usarono ed usano abitualmente questo modo di firmare i loro scritti e mai a mia memoria questo è costato loro accuse di codardia e stupidaggine. Mi piace però pensare che inconsciamente ho deciso di firmare con uno pseudonimo in memoria dei vecchi partigiani, anche loro credo distanti dal vigliacchesimo, in un momento storico dove davvero occorre resistere contro chi vorrebbe un’opinione pubblica piatta e priva di coscienza critica. Se questo al signor Bronda dà noia organizzi un incontro pubblico dove si parli di politica ed io interverrò con gioia, senza burka e con tante altre persone rigorosamente a viso scoperto che altro non desiderano se non un confronto aperto con la classe politica. Questo credo voglia anche il Savonese Stanco del quale ho letto l’articolo condividendone assolutamente il senso politico e cristiano, non il presunto attacco personale che comunque non ho intravisto così feroce. Non siamo la stessa persona, troppo diverso il modo di scrivere e penso non serva essere laureati in lettere per capirlo. Grazie per la stima, ma non possiedo sfortunatamente la duttilità intellettuale di Baudelaire e Seneca... I Savonesi Stanchi sono tanti signor Bronda, mi dispiace per lei. Verrà il giorno che si accorgeranno di essere una forza e schianteranno un sistema politico aberrante con la sola arma che può davvero spazzarlo via: la democrazia. Nell’attesa, sopporti le stupide parole di questo vecchio idealista senza futuro, magari confutandole con un discorso politico. Organizzi un incontro pubblico e prometto ed assicuro: una sola risposta di spessore basterà a tramutarlo in una tenera colomba bianca…
Falco Savonese