Un’occasione persa dalla città di Albisola. La demolizione dell’Asilo Infantile
Balbi è solo questo.
Nel consiglio comunale di lunedì 26 ottobre, la mozione presentata dal
consigliere Gambaretto per
aprire un tavolo di discussione con cittadini e committenza
sull’opportunità di questa operazione immobiliare, è stata bocciata in un clima
di sostanziale indifferenza. Un comportamento che i cittadini hanno accolto con
amarezza visto che dal 2 ottobre, sono oltre 500 le firme consegnate al Sindaco
Orsi per salvare un palazzo caro alla memoria di generazioni di
Albisolesi.
L’operazione immobiliare che interessa
l’Asilo Balbi, lascerà il segno sul territorio: quasi 80
i veicoli ospitati all’interno e all’esterno della struttura, e 5 piani fuori
terra. Oltre il 60% di volumetria in deroga al piano regolatore, in cambio di
una ludoteca al piano terreno.
Il progetto approvato dalla passata amministrazione, non è stato condiviso con
gli abitanti del luogo. Gli unici a sopportarne le conseguenze. Il solo contatto
del quartiere con la committenza è stato per le conseguenze dello scavo.
I palazzi vicini sono a rischio crepe perché
durante i carotaggi, l’acqua è emersa già alla profondità di un metro e
mezzo; e 60 box interrati richiedono 7 metri di profondità.
Un progetto immobiliare imposto che
prevede la demolizione di un edificio il cui proprietario, il marchese
Tomaso Balbi, aveva destinato ad asilo e, con una specifica clausola,
all’istruzione professionale della gioventù (atto Oxilia 5 maggio 1924).
Il consigliere Gambaretto, nell’argomentare la mozione promossa
dai firmatari, ha chiesto che l’intero lascito Balbi venisse
destinato all’infanzia, secondo la
volontà del proprietario. E che l’azienda esecutrice dei lavori, non venisse
penalizzata per il lavoro svolto, ma le venissero offerte in futuro operazioni
con un budget di pari importo.
La bocciatura della mozione era prevedibile, il progetto era stato approvato.
Invece non erano prevedibili le parole del consigliere Vigo: la
denigrazione della volontà espressa dai cittadini, e le
accuse di malafede a chi raccoglieva le firme (numerosi soggetti per
altro: due cartolerie di via Mazzini, un negozio di ferramenta in corso
Ferrari, un bar in via xxvaprile, una lavanderia in via S. Giorgio e
numerosi singoli cittadini).
Si è invece astenuta il consigliere Pozzato. L’unica che nel
valutare una mozione promossa dagli Albisolesi e portata avanti con coraggio da
Gambaretto, ha avuto il dubbio che la ragione fosse solo da
una parte.