Addio ad "Altra Savona"
Non so davvero se esprimere amarezza piuttosto che sorpresa o semplice divertimento.
Da qualche giorno sto osservando, con curiosa attenzione, una vicenda che, se non mi coinvolgesse in modo rilevante, potrebbe pure rappresentare per me l’adeguato sostituto della salutare visione settimanale di “Zelig”.
Secondo il tradizionale esordio che sento spesso profferire dai soloni della politica (che, poi, in realtà, se ne avvalgono per non dire nulla o quasi) “occorre una breve premessa”.
Su sollecitazione di un amico (del quale, se sarà il caso, potrò certamente fare il nome) diedi la mia adesione al movimento “Altra Savona” le cui originarie istanze condividevo sinceramente.
Ho incontrato, in alcune occasioni, alcuni dei promotori e molti simpatizzanti/sostenitori senza (per colpa solo mia) dare altro utile contributo.
Recentemente mi è parso che le spontanee e vivaci (anche se un po’ confuse) ambizioni iniziali siano state “incapsulate” in un robusto schema operativo il cui traguardo/scopo tende, ancora una volta e fatalmente, a connotarsi o ammantarsi delle sacrosante (ma non sempre condivisibili) mire di uno o di pochi.
Possibile, mi sono detto, che senza un “leader” di riferimento, per quanto stimabile ed apprezzabile esso sia e pressati o stressati dalla incombenza di occasioni elettorali, si debba continuamente rinunciare ad un luogo delle idee dove far fermentare e crescere, nel libero e costruttivo confronto di posizioni non ideologiche o non ideologizzate, una nuova prospettazione del futuro sociale, culturale, economico ed ambientale (ancor prima che “politico/amministrativo”) di Savona?
Ho preso atto che, a causa della mia inguaribile ingenuità di idealista, ho smarrito il mio orizzonte: la coerenza mi ha imposto di revocare la mia iniziale adesione.
Ho quindi dato le dimissioni.
Sin qui le premesse: passiamo all’attualità.
La lettera contenente le mie dimissioni è stata da me personalmente inviata ad “Altra Savona”: per tale semplice (anche se sofferta) incombenza ho ritenuto di poter fare a meno di qualsiasi sovrabbondante ed inutile mediazione.
Mi aspettavo che il fatto rimanesse confinato nell’ambito del riservato rapporto fra me e “Altra Savona” appunto.
Ed invece, ancora una volta il cattivo costume di utilizzare gli altri per i propri personalissimi scopi ha fatto prepotente capolino.
E così ho appreso, con somma sorpresa e non poca indignazione, che una persona a me totalmente sconosciuta ha fatto uso improprio di tale lettera per sostenere la sua polemica uscita da “Altra Savona”: tale persona, fra l’altro, non ha mancato di spruzzare il suo scritto di qualche goccia di adulazione (che non ho gradito).
Oggi pare che tale ineffabile soggetto non esista neppure (o, peggio, sia vittima di un caso di omonimia).
Ma siccome, nel nobile gioco al massacro di cui ci fa ogni giorno spettatori un’enfasi mediatica ormai al limite della schizofrenia, un fatto per apparire vero deve essere eclatantemente assurdo (altrimenti “non fa notizia”), la persona che non dovrebbe esser quella che invece dovrebbe essere, ha ritenuto di confermare che la lettera di dimissioni da me firmata l’ha davvero vista con i suoi occhi.
Se così è, allora desidero e debbo sapere chi gliel’ha indebitamente mostrata, visto che io non ha autorizzato alcuno a propalare la mia privata corrispondenza.
Attendo con fiducia una risposta.
Roberto Suffia