Luigi Bertoldi
Via Torre 9
17015 Celle Ligure
A tutti i componenti del Consiglio Comunale di Celle Ligure
Al Segretario comunale Direttore Generale
Al Prefetto di Savona
Al Procuratore Capo della Repubblica di Savona
Al Procuratore Capo della Repubblica di Torino, Dott. Giancarlo Caselli
Alla Direzione Investigativa Antimafia di Genova
Al Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Genova
Al Ministro dell’Interno
Al Presidente della Provincia di Savona
Alla Redazione Savonese del Secolo XIX
Alla Redazione Savonese de La Stampa
Alla Redazione Genovese de La Repubblica
Alla Redazione de Il Letimbro
Alla Redazione Savonese di Primo Canale
Ai siti web Uomini Liberi – Casa della Legalità – Libera – Amici di Beppe Grillo
Celle Ligure 29 settembre 2008
A seguito della discussione avvenuta in riunione del consiglio comunale di Celle
Ligure del 24 settembre, avente per oggetto la mozione presentata dal gruppo di
opposizione, peraltro in modo inconcludente, e riguardante il Pennello Buffou,
mi permetto di esporre le seguenti considerazioni.
L’Autorità di Vigilanza sui Lavori Pubblici, così indicata per brevità,
contrariamente a quanto mi è sembrato di udire,
ha già emesso il suo giudizio, non
suscettibile di revisione né sottoposto ad alcuna condizione.
Se ne riporta uno dei principali stralci: “…l’Amministrazione
appaltante ha mutato un elemento fondamentale del contratto…;..non sussiste la
possibilità …di rinegoziare con il soggetto prescelto…;..tale comportamento
si configura in palese violazione
delle regole
di concorrenza e parità di condizioni tra i partecipanti alla gara, fondamentali
per l’esistenza di un corretto mercato degli appalti”.
Ha mutato, non sussiste, si configura
sono affermazioni perentorie, essendo i verbi coniugati al modo indicativo e non
al condizionale, come affermato in sede di consiglio.
Violazione delle regole
non abbisogna di alcun commento, poiché non può essere inteso come inadeguato
atteggiamento morale.
Palese
aggiunge all’affermazione carattere di evidenza ed indiscutibilità.
La successiva affermazione “questa
scelta, peraltro, ha comportato anche la necessità della redazione di una
seconda perizia di variante per i danni causati alle opere…” assegna alla
decisione dell’Amministrazione la responsabilità di aver incrementato i costi
dell’appalto.
Ho il dubbio che codesto spettabile consesso ed il Segretario comunale non
abbiano avvertito l’esatta valenza dello scritto e soprattutto
l’obbligatorietà dell’azione
conseguente.
La violazione è aggravata dal fatto di aver manifestato l’intenzione di variare
sostanzialmente il progetto (in variante è scritto che Amministrazione
appaltante ed impresa si sono accordate) dieci giorni prima della consegna
lavori, particolare considerato come assolutamente inaccettabile e che darebbe
luogo ad un insanabile contrasto con il verbale di consegna, dove Comune ed
impresa avrebbero dovuto sottoscrivere l’esecuzione dei lavori come da progetto
non variato.
Altri stralci, però, sono assolutamente da considerare.
“…non
si rilevano valutazioni tecniche a sostegno della scelta da parte della S.A.
(stazione appaltante, Comune di Celle)
del mutamento della modalità di conduzione dei lavori” significa che le
varianti non erano tecnicamente giustificate.
“l’inquadramento della prima perizia di variante nella tipologia dell’intervento
migliorativo di cui all’art. 25,
comma 3, della legge 109/94 non appare confacente alla disposizione normativa”
e “l’inquadramento delle stesse
(varianti)
…non appare pienamente rispondente al
dettato normativo” significa che le varianti, così come presentate, non
erano legittime.
Non sembrerebbe censurabile, infine, l’esplicazione riassuntiva del giudizio
dell’Autorità, fatta tenendo conto che “violare
le regole di concorrenza e parità di condizioni tra i partecipanti alla gara”
significa
“favorire un’impresa” (o
danneggiare) e che porterebbe alla formulazione
“L’Amministrazione
appaltante avrebbe favorito un’impresa, concordando con essa delle varianti
sostanziali, tecnicamente ingiustificate e presentate in modo illegittimo”.
L’impresa ha subito il sequestro e l’arresto in carcere dei suoi vertici e del
capocantiere di Celle, ad opera della Procura di Reggio Calabria, nell’ambito
dell’operazione ARCA di contrasto alla ‘ndrangheta.
Si potrebbe concludere, allora, prospettando la seguente, breve, formulazione:
“L’Amministrazione appaltante avrebbe
favorito un’impresa poi colpita da arresti in carcere per sospetta appartenenza
ad organizzazione mafiosa”.
Non con questo l’obbligatorietà dell’azione conseguente viene rafforzata,
mancandone la necessità ed essendo essa già completamente operante.
Non sussiste, pertanto, la possibilità di chiedersi se si agirà, ma, con una
sola domanda che pongo, quale sarà il
provvedimento adottato?
Distinti saluti.
Luigi Bertoldi (nuova democrazia)