No allo scambio soldi – territorio
“… e adesso che l’abbiamo letto?” era il tema della serata organizzata da Italia Nostra, riferita al libro “Il Partito del Cemento”, di Sansa e Preve, presentato nello scorso luglio sempre da Italia Nostra. Come noto il libro tratta il tema politica ed affari, soprattutto riferito alle speculazioni edilizie che stanno sommergendo la costa ligure, in totale contrasto con gli interessi di lungo periodo della popolazione.
La domanda del titolo dell’incontro voleva spostare la discussione dalla denuncia di malefatte urbanistiche all’impegno personale di ciascuno. E così è stato. Il centinaio di persone presenti ha confrontato opinioni e proposte, passando dal rifiuto dei partiti esistenti e apprezzamento dell’opportunità data dal sorgere delle liste civiche, all’impegno proprio all’interno dei partiti per modificare l’orientamento filo – cemento diffuso in tutte le amministrazioni liguri ed in particolare a Savona. Il fatto che tanti edifici proposti siano ancora in fase di progetto (cantiere Solimano, cittadella tecnologica , torre Fuksas, grattacieli di Piazza del Popolo ecc.) consente alla comunità savonese di opporsi se opportunamente informata e sensibilizzata.
Ciò che emerso con chiarezza è il rifiuto della logica dei sindaci “consentiamo che il territorio sia sfruttato per avere i soldi dei diritti di urbanizzazione da potere spendere anche per opere utili”. Un esempio particolarmente citato è stato quello della sciagurata intenzione di Savona di fare costruire palazzi sul litorale verso Vado per finanziare la passeggiata tra Savona e Vado. I partecipanti hanno concordato che questa logica è perversa, compromette beni fondamentali ed, in realtà, non dà benefici concreti e diventa pura distruzione di un bene scarso come la qualità ambientale del nostro territorio.
In diverse riprese è stato citato anche il libro “Il fallimento perfetto” di Bruno Lugaro, che conduceva la serata con Roberto Cuneo. Anche su questo libro sono emersi commenti interessanti sull’origine del progetto Bofill; esso descrive gli incredibili vantaggi di cui hanno goduto gli imprenditori. Si è anche fatto qualche amara riflessione sulla mancanza di tempismo della popolazione che si rende conto del disastro non al momento in cui si può intervenire ma quando esso è ormai nella inarrestabile fase realizzativi.
Insomma si è detto basta alla svendita del bene comune a vantaggio di colossali interessi speculativi e a poche briciole per gli amministratori politici attuali.
Nell'occasione, poichè si è parlato anche della discarica di Passeggi,
sottolineo che è sbagliato fare venire i rifiuti da Albenga a Savona solo perché
ATA è stata ed è gestita male (vedere, tra l'altro, gettoni per commissione
qualità, spazzolatura strade solo dove c'è pulito, tasso di riciclo minimo nel
nord Italia ecc.) e quindi in perdita. Le aziende si devono risanare e non
premiare coprendo le loro perdite con regali: la collina di Passeggi è
l'ultima collina verde del Comune che arriva fino al mare, farne una discarica
umana (carcere) e di rifiuti è insensato. Se in provincia di Savona ci devono
essere due discariche perché devono essere entrambe a Savona?
Roberto Cuneo 11/10/2008