LA COMMISSIONE IN GITA ISTRUTTIVA
La commissione consigliare del comune di Savona, presieduta dal panificatore
Paolo Apicella, con l'amichevole partecipazione dell'assessore
all'urbanistica, nonche' esperto in futuribili, Livio Di Tullio,
si e' recata, in pulmino, in visita guidata per prendere contezza dal vivo dei
problemi del porto di Savona...leggi….durante
il tragitto, il presidente Canavese ha illustrato le
"magnifiche sorti" dello scalo e non si e' sottratto alle domande più insidiose,
tra le quali ne scegliamo un campione significativo:
D. Perche' e' stato segretato il nome delle 5 banche di peso
nazionale che hanno manifestato interesse a finanziare la parte pubblica del
terminale di Porto Vado?
R. Oltre che in ossequio alla legge dei contratti, che non
prevede la divulgazione di nomi, tenete conto che il bando e' stato emesso ben
prima della crisi finanziaria mondiale, quindi alcuni di questi Istituti
potrebbero non avere piu' i requisiti patrimoniali richiesti.
D. Correva voce, prima della catastrofe, che la società più
accreditata a garantire il mutuo da 300 milioni, fosse l'australiana BBI,
un conglomerato di banca e fondi. Le ultime notizie parlano di fallimento
dell'azienda con intervento di ricapitalizzazione. Tra l'altro
la Babcock&Brown entro il 15 ottobre
doveva confermare l'impegno di entrare in società con Campostano
e soci per gestire il moderno terminale delle funivie, alla luce di quando sta
accadendo, e' ottimista o pessimista?
R. A tutto il 23 ottobre non sappiamo se BBI
manterrà l'impegno o se venderà la sua quota per fare cassa. In questo
frangente alle nuove funivie mancherebbe un socio di rilievo internazionale.
D. Quindi, ci par di capire, siamo entrati, con la crisi
finanziaria, in una fase rischiosissima, che mette in pericolo il terminal
carbone di Savona, in parte pronto, ma anche quello progettato per i contenitori
a Porto Vado. Le risulta che il crollo dei noli e la crisi cinese saranno
superati in breve tempo?
R. Non sono un profeta e mi attengo ai fatti, al momento scommettere su una
banca italiana o estera, che garantisca un mutuo da 300 milioni sull'ipotetico
extragettito fiscale, appare certo una chimera, come quella di trovare un socio
potente che punti sul carbone.
D. Allora, forse si e' peccato di gigantismo e di ambizioni
sproporzionate?
R. Forse, ma pensare in grande significa anche gettare il cuore
oltre l'ostacolo. Sotto la mia gestione, il porto si e' rinnovato, soprattutto
dal punto di vista del risanamento urbanistico, firmato dai migliori architetti
del momento.
La torre Bofill, il Crescent, rimarranno a
perenne testimonianza di una stagione di grande mutamento, con un nuovo volto
della darsena che ci fa simili ad una piccola Montecarlo
ed i suoi grandi e piccoli grattacieli.
La commissione, concluso il dibattito, ha ringraziato il Presidente
Canavese per la cortesia dimostrata. In qualcuno dei presenti faceva
capolino un interrogativo, piccolo e fastidioso come un
coleottero: a questo punto, se le cose si devono sapere da lui, noi
consiglieri, eletti dai cittadini, che cosa ci stiamo a fare???