A tutti i componenti del Consiglio Comunale di Celle Ligure

Al Segretario comunale Direttore Generale

Al Prefetto di Savona

Al Procuratore Capo della Repubblica di Savona

Al Procuratore Capo della Repubblica di Torino, dott. Giancarlo Caselli

Alla Direzione Investigativa Antimafia di Genova

Al Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Genova

Al Ministro dell’Interno

Al Presidente della Provincia di Savona

Alla Redazione Savonese del Secolo XIX

Alla Redazione Genovese del Secolo XIX

Alla Redazione Savonese de La Stampa

Alla Redazione Torinese de La Stampa

Alla Redazione Genovese de La Repubblica

Alla Redazione de Il Letimbro

Alla Redazione Savonese di Primo Canale

Ai siti web Uomini Liberi – Casa della Legalità – Libera – Amici di Beppe Grillo

 

Celle Ligure 20 ottobre 2008

 

Oggetto: Pennello Buffou di Celle Ligure

Facendo seguito alle proprie note del 29 settembre e del 10 ottobre u.s. si presenta la seguente integrazione.

L’Autorità di Vigilanza sui Lavori Pubblici, nella sua comunicazione avente, come già detto, valore di giudizio, ha scritto che “sono state introdotte significative modifiche alle lavorazioni di contratto (le opere del ripascimento arenile, previste in progetto in sabbia e ghiaietto, sono state realizzate mediante l’utilizzo del materiale della rampa e della pista di cantiere), con variazioni qualitativo-quantitative, al fine di reperire risorse necessarie a finanziare gli interventi di modifica individuati con le n. 2 perizie di variante…”.

Non ci si può esimere dal fare alcune considerazioni.

1.     L’Autorità ha rilevato nel ripascimento anomale variazioni qualitative (al posto della sabbia prevista in progetto sarebbe stato utilizzato materiale con elementi fino a 25 cm. di diametro!).

2.     La stessa Autorità ha rilevato anomale variazioni quantitative (come già detto, al posto di 10.000 mc. di sabbia sono stati utilizzati 1.500 mc. circa di materiale di pista e rampa).

3.     Come si era già evidenziato nella nota precedente, l’Autorità ha dichiarato l’inesistenza di giustificazioni tecniche per tutte le varianti. Nel caso del  ripascimento ha aggiunto che la sua modificazione è stata fatta per trovare le somme necessarie per pagare gli ingenti incrementi del costo dei lavori, prodotti con le altre variazioni. Non solo, quindi, la variante sarebbe tecnicamente ingiustificata, ma, addirittura, rivolta a coprire le altre spese. La stessa Autorità sottolinea che la legge ammette varianti in aumento o in diminuzione solamente se fatte “nell’esclusivo interesse dell’amministrazione” e finalizzate al miglioramento dell’opera e alla sua funzionalità, sempreché non comportino modifiche sostanziali…”. Non sarà mica che l’Autorità, proponendo il confronto fra l’obbligatorio “miglioramento dell’opera” che evidentemente non c’è stato (il materiale terroso con frammenti di 25 cm. di diametro non è migliore della sabbia e 1.500 mc. non sono migliori di 10.000 mc.) e il fine perseguito di “reperire risorse” per finanziare gli altri aumenti di costo, abbia inteso indicare un possibile fatto illecito? Non sarebbe il caso di scrivere alla stessa Autorità di Vigilanza, chiedendone la conferma o meno? A ben pensarci, però, le altre Autorità in indirizzo sanno benissimo come valutare l’accaduto ed i giudizi espressi, senza alcuna necessità di precisazioni.

E’ evidente, peraltro, che qualcuno dovrebbe rispondere all’unica domanda che pongo: “L’Autorità ha forse posto all’attenzione un possibile fatto illecito?

 

Aggiunge l’Autorità “…gli interventi di modifica (effettuati)…sono da considerarsi sostanziali…Se le parti realizzano un’opera totalmente diversa, la disciplina del rapporto non può più essere individuata nel primitivo contratto di appalto…In definitiva, la variante deve avere carattere accessorio rispetto all’opera progettata e contrattualmente stabilita; altrimenti si è in presenza non di una modificazione del progetto, ma di un nuovo contratto. Si è ribadito il fatto che l’introduzione delle varianti apportate avrebbe reso inefficace il primitivo contratto di appalto e avrebbe favorito la COFOR, sottraendo agli altri concorrenti la stessa possibilità di negoziazione.

 

Il ripascimento avrebbe dovuto essere fatto con 10.000 mc. di sabbia, da ripetere per altre due volte. Non si tratta di alcune carriole, ma dell’equivalente di un palazzo di sette od otto piani solamente per il primo versamento. Questo quantitativo di sabbia è stato sostituito con circa 1.500 mc. di materiale della rampa, che non era affatto sabbia.

In variante è scritto che la sostituzione è avvenuta previa analisi fisico-chimica del materiale della rampa, fatta dall’ARPAL, e successiva approvazione della Regione Liguria.

A quest’ultima, per la verità, è stata inviata una lettera avente per oggetto “Richiesta di localizzazione del materiale di ripascimento”, con la quale, appunto, si è chiesto di poter versare la sabbia in un punto diverso da quello previsto, e non vi era affatto scritto che non si sarebbe portato alla spiaggia nemmeno un metro cubo di sabbia.

Per quanto riguarda gli esami dell’ARPAL, è scritto nei risultati delle analisi che il prelievo è stato fatto alla cava di Albisola, quella, per intenderci, dove, in due episodi diversi, sono successivamente bruciati tre ruspe e sette camion, e non sulla rampa del pennello, come dichiarato.

Riponiamo fiducia nelle indicazioni dell’ARPAL, perché sarebbe davvero allarmante se tale istituto scambiasse i referti; allora, sembrerebbe non veritiero il documento che afferma l’avvenuta, favorevole, analisi del materiale di pista e rampa.

Una domanda mi permetto di porre: “Come viene definito un documento non veritiero?”.

I tecnici dell’ARPAL  sono stati chiamati ufficialmente, per iscritto, allo scopo dichiarato di effettuare gli esami del materiale della rampa?

In caso negativo (motivazione diversa) si potrebbe presentare un caso ben imbrogliato!

In caso affermativo, perché l’ARPAL è andata alla cava di Albisola?

Si ritiene probabile che qualcuno abbia accompagnato i tecnici ARPAL alla cava. Chi è stato e su mandato di chi?

Cosa è stato detto ai proprietari della cava, “siamo qui per analizzare il materiale della rampa del pennello di Celle”?

Distinti saluti.

Luigi Bertoldi (nuova democrazia)

PS "Mi sono attribuiti interventi privi di firma, la qual cosa non mi garba affatto. Preciso, una volta per tutte, che ho sempre firmato e sempre firmerò i miei interventi, non accettando, fra l'altro, che si possa pensare che io parli, in terza persona, di me stesso".