Olimpiadi 2026 . L’intervista al sottosegretario del M5S, il savonese Simone Valente. Dal Fatto Quotidiano

Il 5 stelle che spunta nella  foto della festa è un sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e si chiama Simone Valente ma non lo sanno  proprio tutti: “Appena entrati nel Convention Center di Losanna per la cerimonia di assegnazione, mi si è avvicinato Luca Cordero di Montezemolo e mi ha chiesto se fossi un atleta e quante medaglie avessi vinto. La mia risposta forse lo ha un po’ sorpreso…”.

Valente sorride, poche ore dopo la vittoria di Milano e Cortina come città ospitanti dei Giochi invernali del 2026.”

Voi 5Stelle siete più contenti o più in imbarazzo per la vittoria? Avete ceduto un altro pezzo di coerenza?

Noi abbiamo sostenuto la candidatura e abbiamo gioito. Ma non c’è stata nessuna giravolta. Avevamo fissato alcuni principi e sono stati rispettati.

Parlavate di costi a Giochi “senza oneri” per lo Stato, e invece lo Stato tirerà fuori almeno 400 milioni.

Sono costi indiretti per la sicurezza. Quel che conta è che abbiamo preteso e ottenuto un accordo sottoscritto dal presidente del Consiglio Conte con tutti gli enti locali, in base a cui in caso di saldo negativo dei Giochi, cioè se le entrate fossero inferiori ai costi, le due città e le regioni Lombardia e Veneto verseranno allo Stato la differenza.

Sarebbero comunque soldi pubblici, no?

Sì, ma le candidature a ogni grande evento sportivo partono dalle città. Se gli enti locali sostengono questo evento a determinate condizioni, l’accordo si può fare.

Sul Fatto Gustavo Rinaldi, docente di Economia all’Università di Torino, ricordava che nel 95 per cento dei casi gli eventi olimpici comportano perdite per i Paesi ospitanti. E voi dovrete spendere anche per la parte restante di impianti.

Sulle strutture da costruire bisognerà ragionare, ma di certo dovranno tornare utili ai territori anche dopo i Giochi. Per questo è necessario creare il prima presto possibile un comitato organizzatore con tutte le parti interessate che vigili sui lavori, mettendo in chiaro principi come la trasparenza e il contenimento dei costi. Non ci dovranno esserci spartizioni di risorse pubbliche come in passato.

Chi dovrebbe guidarlo?

Un manager competente, il cui nome sia condiviso da tutti. E credo che a indicarlo debba essere la presidenza del Consiglio.

Torino è rimasta fuori dalla partita, perché il M5S era spaccato sul tema.

No. Il Comune di Torino voleva ospitare la manifestazione, ma da solo. Una volta ches i è manifestata l’ipotesi di un tridente con Milano e Cortina ha deciso di rinunciare.

Perché?

Riteneva di avere un dossier importante e che per Torino la soluzione a tre non fosse ottimale. Così ha scelto la sindaca Chiara Appendino.

E lei condivide?

Rispetto la sua scelta. E poi la città ha portato a casa un grande evento come l’Atp di tennis.

Voi siete sempre quelli del no alle Olimpiadi a Roma. La contraddizione resta, no?

I Giochi olimpici estivi costano molto di più, e parliamo di un contesto totalmente differente da quello di Milano e Cortina. Roma non avrebbe potuto sostenere economicamente un evento tale.

Avete avuto solo paura di gestirlo?

La sindaca Raggi ha dimostrato ampiamente di non avere paura di affrontare le difficoltà. Detto questo, lei aveva fatto del no ai Giochi uno dei punti della campagna elettorale. E i cittadini l’hanno eletta con numeri larghissimi, manifestando che anche loro erano contrari.

Sarà, ma ieri il M5S lombardo ha rimosso un post di esultanza per i Giochi: come se si vergognasse.

Non ci avevo fatto neppure caso. Mi pare davvero strumentale parlarne, serve solo per attaccare il Movimento.

LUCA DE CAROLIS dal FQ

 

 

 

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