Nel Decreto Legge 267 del 18 agosto 2.000, articolo 8 del Testo Unico Enti Locali, sono stati introdotti i Referendum abrogativi o consultivi sulle Delibere degli Enti locali, sia delle Province che dei Comuni. Sarebbe quindi possibile a livello legislativo promuovere azioni capaci di cancellare norme stabilite da Comuni e Province non condivise dagli abitanti e chiedere interventi pubblici ignorati dalle amministrazioni. Questi referendum provinciali e comunali vengono però sottoposti scientificamente a normative, più o meno rigide, stabilite dalle singole Amministrazioni negli Statuti e nei Regolamenti attuativi. In questo modo uno strumento di azione popolare, dei comitati civici e della società civile viene facilmente reso inutile da norme sempre più restrittive e modificate di volte in volta dalle singole Amministrazioni che temono eventuali risultati di consultazioni promosse dai cittadini. Di fatto, una situazione che sterilizzando alla partenza qualsiasi azione popolare sconsiglia a Movimenti non schierati o comitati civici di avventurarsi in una raccolta firme faticosa e dispendiosa. Union Savonese presenterà nei prossimi giorni un ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo chiedendo l’abrogazione di qualsiasi normativa comunale e provinciale diretta a cancellare o limitare la libertà dei cittadini espressa attraverso i referendum e chiederà ai cittadini savonesi di sostenere questa richiesta attraverso una raccolta firme avviata sia online dal sito www.unionsavonese.it sia in banchetti informativi nei Comuni savonesi. La stessa proposta verrà sostenuta ed avviata da numerose associazioni italiane.
Union Savonese