| Qual è il valore di un elettore e del suo voto? Un
euro a voto, per ogni anno di durata della legislatura: è il prezzo
stabilito dal parlamento italiano nella legge sui rimborsi elettorali ai
partiti, che non riguardano solo le elezioni nazionali. Riguardano anche
quelle regionali. Sui partiti e le liste civiche che sono rappresentati
nel consiglio regionale della Liguria e che alle elezioni liguri del
2005 avevano superato l´1 per cento, piovono ogni anno finanziamenti
statali, oltre alle indennità dei consiglieri e ai finanziamenti della
Regione stessa ai gruppi consiliari per il relativo funzionamento. In
totale sono 770 mila euro, che arrivano direttamente dallo stato e sono
una partita nazionale, del tutto separata dal bilancio del consiglio
regionale che è di 28 milioni di euro e comprende le indennità dei
singoli consiglieri (una media di 9 mila euro al mese, tutto compreso),
le spese di funzionamento dei gruppi, il personale, le utenze (luce,
riscaldamento e telefono, ad esempio) e quant´altro fa funzionare il
palazzo. Per gli addetti ai lavori sono cose note. E´ una legge dello
Stato. Ma perché se ne parla oggi e proprio in Liguria? Perché nei
giorni scorsi, nel clima del tutti contro tutti, che sta avvelenando lo
scenario politico nostrano, qualcuno ha tirato fuori numeri e tabelle. E
allora, tanto vale andare a curiosare, partendo dal principio che tutto
è legittimo. Anzi, lo dice una legge. Si chiamano rimborsi elettorali ma
non vengono assegnati solo dopo le elezioni, bensì il "rimborso", dura
per tutta la legislatura. In Regione, ad esempio, ogni partito o lista
anche non collegata a quelle nazionali, come la Lista Biasotti o Gente
della Liguria, ogni anno riceve dallo stato un euro per ogni voto
ricevuto: e poiché la legislatura dura cinque anni, fanno 5 euro a voto.
In numeri reali, significa ad esempio che Forza Italia riceve ogni anno
dallo stato 160 mila e 507 euro, avendo ottenuto alle regionali del
2005, 160.507 voti. L´Ulivo (che ormai non esiste più perché il gruppo
si chiama Pd) in Liguria nel 2005 è stata la lista più votata e di
conseguenza è anche la più pagata: 279 mila e 442 euro all´anno. Per
cinque anni. Il rimborso va a tutti i partiti che hanno superato la
soglia dell´1 per cento. L´Udeur in Regione ha un consigliere (Roberta
Gasco) ma eletto nel listino del presidente mentre il partito con 7726
voti si era fermato allo 0,9 per cento. Dunque, non ha diritto al
"rimborso" per le spese elettorali regionali. Rimborso che invece va
indifferentemente a monogruppi o plurigruppi, purché abbiamo superato
l´1 per cento. Il calcolo è solo in base ai voti. Un voto un euro. La
Lista Biasotti, che porta il nome dell´ex governatore e oggi
parlamentare, alle regionali aveva ottenuto 70 mila e 997 voti e con i
suoi tre consiglieri riceve ogni anno 70 mila e 997 mila euro di
rimborsi elettorali. L´Udc che è un monogruppo riceve 26.588 euro, tanti
quanti i voti che ha ottenuto. Così l´altro monogruppo, quello di Gente
di Liguria, la lista civica del presidente Burlando, che avendo perduto
il consigliere Luigi Patrone (passato all´Udc) ormai conta solo
sull´assessore alle risorse umane e finanziarie, G. B. Pittaluga: il
rimborso elettorale è di 35.845 euro all´anno. Prende qualcosa di più la
Lega Nord, altro monogruppo che ha solo Francesco Bruzzone: 38.070 voti,
38.070 euro annui di rimborso. Per An, che di consiglieri ne ha due, il
rimborso è di 58 mila euro all´anno. Rifondazione Comunista prende 53
mila e 776 euro all´anno; il Pdci 21 mila e 912 euro all´anno, i verdi
15 mila e 966 euro all´anno. L´Italia dei valori con 10.595 voti
ottenuti, è entrata per un soffio nel diritto al rimborso annuale: ha
avuto l´1,3 per cento dei voti. In cinque anni sono circa 4 milioni di
euro pagati dallo stato alle liste che hanno eletto i propri consiglieri
in Regione. La legge, ovviamente, è nazionale ed era stata varata dopo
che gli italiani con un referendum del 1993 avevano detto no al
finanziamento pubblico ai partiti. |