Regione, quei rimborsi a piè di Lista
Ogni voto vale un euro, per cinque anni: un affare da quattro milioni
Fuori per un soffio l´Udeur di Roberta Gasco che, con soli 7.726 consensi, si era attestato allo 0,9 per cento
La legge, nazionale, era stata varata, tra le polemiche dopo il no del referendum al finanziamento pubblico
Per ottenere il finanziamento è sufficiente avere superato la soglia dell´uno per cento
Quasi 800.000 euro che arrivano, ogni dodici mesi, direttamente dalle casse dello Stato
 
AVA ZUNINO

Qual è il valore di un elettore e del suo voto? Un euro a voto, per ogni anno di durata della legislatura: è il prezzo stabilito dal parlamento italiano nella legge sui rimborsi elettorali ai partiti, che non riguardano solo le elezioni nazionali. Riguardano anche quelle regionali. Sui partiti e le liste civiche che sono rappresentati nel consiglio regionale della Liguria e che alle elezioni liguri del 2005 avevano superato l´1 per cento, piovono ogni anno finanziamenti statali, oltre alle indennità dei consiglieri e ai finanziamenti della Regione stessa ai gruppi consiliari per il relativo funzionamento. In totale sono 770 mila euro, che arrivano direttamente dallo stato e sono una partita nazionale, del tutto separata dal bilancio del consiglio regionale che è di 28 milioni di euro e comprende le indennità dei singoli consiglieri (una media di 9 mila euro al mese, tutto compreso), le spese di funzionamento dei gruppi, il personale, le utenze (luce, riscaldamento e telefono, ad esempio) e quant´altro fa funzionare il palazzo. Per gli addetti ai lavori sono cose note. E´ una legge dello Stato. Ma perché se ne parla oggi e proprio in Liguria? Perché nei giorni scorsi, nel clima del tutti contro tutti, che sta avvelenando lo scenario politico nostrano, qualcuno ha tirato fuori numeri e tabelle. E allora, tanto vale andare a curiosare, partendo dal principio che tutto è legittimo. Anzi, lo dice una legge. Si chiamano rimborsi elettorali ma non vengono assegnati solo dopo le elezioni, bensì il "rimborso", dura per tutta la legislatura. In Regione, ad esempio, ogni partito o lista anche non collegata a quelle nazionali, come la Lista Biasotti o Gente della Liguria, ogni anno riceve dallo stato un euro per ogni voto ricevuto: e poiché la legislatura dura cinque anni, fanno 5 euro a voto. In numeri reali, significa ad esempio che Forza Italia riceve ogni anno dallo stato 160 mila e 507 euro, avendo ottenuto alle regionali del 2005, 160.507 voti. L´Ulivo (che ormai non esiste più perché il gruppo si chiama Pd) in Liguria nel 2005 è stata la lista più votata e di conseguenza è anche la più pagata: 279 mila e 442 euro all´anno. Per cinque anni. Il rimborso va a tutti i partiti che hanno superato la soglia dell´1 per cento. L´Udeur in Regione ha un consigliere (Roberta Gasco) ma eletto nel listino del presidente mentre il partito con 7726 voti si era fermato allo 0,9 per cento. Dunque, non ha diritto al "rimborso" per le spese elettorali regionali. Rimborso che invece va indifferentemente a monogruppi o plurigruppi, purché abbiamo superato l´1 per cento. Il calcolo è solo in base ai voti. Un voto un euro. La Lista Biasotti, che porta il nome dell´ex governatore e oggi parlamentare, alle regionali aveva ottenuto 70 mila e 997 voti e con i suoi tre consiglieri riceve ogni anno 70 mila e 997 mila euro di rimborsi elettorali. L´Udc che è un monogruppo riceve 26.588 euro, tanti quanti i voti che ha ottenuto. Così l´altro monogruppo, quello di Gente di Liguria, la lista civica del presidente Burlando, che avendo perduto il consigliere Luigi Patrone (passato all´Udc) ormai conta solo sull´assessore alle risorse umane e finanziarie, G. B. Pittaluga: il rimborso elettorale è di 35.845 euro all´anno. Prende qualcosa di più la Lega Nord, altro monogruppo che ha solo Francesco Bruzzone: 38.070 voti, 38.070 euro annui di rimborso. Per An, che di consiglieri ne ha due, il rimborso è di 58 mila euro all´anno. Rifondazione Comunista prende 53 mila e 776 euro all´anno; il Pdci 21 mila e 912 euro all´anno, i verdi 15 mila e 966 euro all´anno. L´Italia dei valori con 10.595 voti ottenuti, è entrata per un soffio nel diritto al rimborso annuale: ha avuto l´1,3 per cento dei voti. In cinque anni sono circa 4 milioni di euro pagati dallo stato alle liste che hanno eletto i propri consiglieri in Regione. La legge, ovviamente, è nazionale ed era stata varata dopo che gli italiani con un referendum del 1993 avevano detto no al finanziamento pubblico ai partiti.