NASCE LIBERA LIGURIA ALLA PRESENZA DI DON LUIGI CIOTTI

MATTEO LUPI, DI IMPERIA, IL COORDINATORE REGIONALE

 

 

Sotto gli occhi attenti di don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera, si è svolta sabato pomeriggio - a Palazzo Tursi - l'assemblea costituente di Libera Liguria che ha provveduto a nominare il suo coordinatore nella persona di Matteo Lupi.

 

Matteo Lupi e nato a Sanremo il 22/11/1976, laureato in lettere moderne all'Università di Torino nel 2000. responsabile obiettori di coscienza dell'Arci Servizio Civile imperiese dal novembre 2002, dopo qualche esperienza in ambito scolastico come supplente, si dedica totalmente all'attività di dirigente di associazioni di promozione sociale.

Dal 2003 è componente della presidenza regionale dell'Arci, dove nel 2007 assume l'incarico di referente sui temi legati alla giustizia, alla legalità e alle carceri. Dal 12/11/2007 è presidente del CE.S.P.IM. centro servizi al volontariato della provincia di Imperia.

Sono state 19 le associazioni che, a termini di regolamento, hanno proceduto all'elezione del coordinatore con 17 voti favorevoli e 2 astensioni:Laboratorio della pace e delle differenze di Savona, CGIL Liguria, CGIL Imperia, SPI Cgil Liguria, Camera del lavoro metropolitana, Auser Liguria, Arci Imperia, Arci Genova, Gruppo soci Banca Etica Genova – Spezia, UST Cisl Genova, Lega Coop Liguria, Associazione Culturale Apertamente IM, Circolo Arci Pasolini Ventimiglia, Amici Beppe Grillo Genova, Consulta Studenti SV, ACLI Liguria, Ass. Volontariato Crescita Comunitaria SP, Bottega solidale GE

Molte altre le realtà che hanno già aderito a Libera Liguria di cui entreranno a far parte a pieno titolo nelle prossime settimane.

Ad aprire i lavori dell'assemblea costituente è stato Davide Mattiello, responsabile di Libera Piemonte e, con Josè Maria Fava, delegato a seguire il percorso che ha portato alla nascita del coordinamento ligure.

Dopo la votazione si sono succeduti gli interventi di alcuni dei rappresentanti delle associazioni, "costituenti" e non, accomunati nell'esprimere profonda soddisfazione per la prima importante tappa e stima e sostegno verso il neoeletto Matteo Lupi.

 

In serata c'è stata poi l'assemblea pubblica con cui Libera Liguria ha voluto presentarsi ai genovesi, accorsi numerosi nonostante il maltempo.

Pieno sostegno a Libera Liguria è giunto anche dalle istituzioni. Erano presenti il consigliere Scialfa, in rappresentanza del comune di Genova, la vice-presidente della Provincia, Marina Dondero, e l'assessore regionale Vesco, con delega del presidente Burlando. Un messaggio di congratulazioni "per l'ottimo lavoro svolto a favore di tutta la comunità civile.." è stato fatto pervenire dal Prefetto di Genova, Annamaria Cancellieri. Impossibilitata a partecipare Anna Canepa, presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati di Genova, causa il ritardo dell'aereo che doveva riportarla in città.

Nel presentarsi ed esporre le linee generali del suo impegno Matteo Lupi ha esordito ricordando lo slogan della prima Carovana Antimafia, nel 1994: "Amiamo viaggiare, vedere, scoprire, per questo abbiamo iniziato un viaggio appassionante e pericoloso, difficile ma entusiasmante, un viaggio verso ipotesi nuove di esistenza, un viaggio che possa dare alle idee, alle parole, ai gesti, Libertà".

 

Non meno appassionato ed appassionante è stato l'intervento conclusivo di don Luigi Ciotti che come ama precisare "non fa sconti a nessuno" ed ha avuto parole molto chiare nel sottolineare la differenza che viene ad esserci tra legalità e giustizia se non si governa nell'interesse pubblico ma per quello personale. Riprendendo un concetto già espresso da molti degli intervenuti in precedenza, don Ciotti ha voluto ricordare il forte impegno dell'associazione nel  lavoro nelle e con le scuole: "La mafia ha paura della scuola non della giustizia" ha detto riportando le parole di Giovanni Falcone.

 

Relazione di Matteo Lupi

Genova 29 novembre 2008

 

"Amiamo viaggiare, vedere, scoprire, per questo abbiamo iniziato un viaggio appassionante e pericoloso, difficile ma entusiasmante, un viaggio verso ipotesi nuove di esistenza, un viaggio che possa dare alle idee, alle parole, ai gesti, Libertà".

Con questo slogan partiva nel 1994 la prima Carovana Antimafie: lo spirito di quegli inizi è vivo anche qui a Genova, in una giornata molto importante perché sancisce il raggiungimento di un ulteriore traguardo, un passo compiuto con consapevolezza, certo con fatica, ma che rende più forte Libera in Liguria. Abbiamo condiviso questo cammino verso Libera Liguria insieme alle organizzazioni sindacali, ai rappresentati della scuola, al mondo del terzo settore. L’abbiamo vissuto soprattutto insieme a cittadini che hanno creduto fin da subito nella necessità di assicurare alle esperienze di “Libera” già vive sul territorio, una più organica capacità operativa e di coordinamento regionale.

Costruiamo Libera Liguria perché siamo fermamente convinti che non si possa fare a meno di un coordinamento che sappia garantire la fondamentale comunicazione con il  Consiglio Nazionale di Libera.

Costruiamo Libera Liguria perché siamo altrettanto convinti dell’urgenza di rilanciare campagne rivolte alla cittadinanza sui temi della legalità e della convivenza civile. 

Questo percorso è stato facilitato dal contributo di esperienza e saggezza assicurato da Maria José Fava e Davide Mattiello che da Primavera ci hanno preso per mano, per farci capire che “il tempo era arrivato”. Ci hanno accompagnato per favorire e stimolare la conoscenza reciproca, per sviluppare i valori comuni, ma anche per ricomporre le differenze. A voi, va il più sentito ringraziamento dei referenti provinciali provvisori, dei nascenti presidi, delle associazioni  e delle organizzazioni che hanno intrapreso questo percorso, colmi di entusiasmo, ma anche di dubbi, di incertezze, di inesperienze.

 

Cari Maria José e Davide, Libera Liguria nasce grazie alla vostra fermezza, grazie alla vostra testardaggine, grazie alla vostra capacità di farci sentire parte di un percorso comune ed indispensabile per valorizzare le già importanti esperienze territoriali che Libera ha sviluppato in questi anni.

Un sincero ringraziamento lo rivolgo ai referenti provinciali provvisori di Libera e ai rappresentanti dei nascenti presidi: è vostro il merito di aver realizzato una rete di relazioni e di competenze che da oggi darà grandi frutti. Sarà fondamentale lavorare insieme per favorire il consolidamento delle reti, l’organizzazione dei coordinamenti provinciali e il loro allargamento a nuove esperienze locali.  

 

Così come riaffermato con forza da Don Luigi Ciotti, la Carovana “Antimafie” ritorna, e non riparte, perché il nostro è un viaggio che non si è mai interrotto: perché ogni anno anche in Liguria rinnoviamo il nostro impegno  contro le mafie, per la legalità, per la solidarietà, per costruire un diffuso sentimento di rifiuto per ogni forma di corruzione, di discriminazione, di solitudine.

Anche oggi registriamo con soddisfazione ed entusiasmo che nuove realtà si uniscono alla rete, nuove associazioni, cittadini che con le loro esperienze e peculiarità valorizzano il nostro percorso, rendendo sempre più stimolante il progetto che dal 1994 non è mai cambiato, mai si è fermato.

 

Il nostro viaggio si arricchisce di nuove conoscenze, di nuovi contributi, di sorrisi, di impegni certamente, anche di ulteriori responsabilità. Di responsabilità nei confronti dei tanti cittadini che credono in una società più sana, in cui i cittadini siano veramente protagonisti della comunità, siano interpreti di un vero “fare insieme”.

Ricordiamoci innanzitutto l’appello lanciato da Ciotti, da Beni, da Campinotti, da Giancarlo Caselli e dai tanti rappresentanti della società civile, della magistratura, della scuola, in occasione dell’avvio dell’edizione di quest’anno: ricordiamoci che il nostro stare insieme, questo ripartire in carovana avviene per

Riaffermare che la vera emergenza sicurezza in Italia sono mafie e corruzione! Che in Italia una grande emergenza è rappresentata dall’incapacità di tanta politica di rispondere ai bisogni di un paese in difficoltà! Continueremo a chiedere che siano restituiti celermente alla collettività i beni sottratti alle mafie e ai corrotti, con progetti di sviluppo e di cittadinanza e che le vittime della criminalità organizzata ed i loro familiari siano fattivamente sostenuti. Rifacendomi all’appello della Carovana, rinnoviamo qui il nostro impegno perché

Sia incentivato e tutelato il ruolo dei collaboratori e dei testimoni di giustizia

Siano denunciate le collusioni tra mafia e politica e colpiti i legami tra mafia ed economia

Siano contrastate le ecomafie introducendo nel codice penale i delitti contro l’ambiente

Sia riconosciuto ufficialmente il 21 marzo come la giornata nazionale dedicata a tutte le vittime delle mafie

Siano finanziate e rilanciate politiche educative e giovanili che promuovano una cultura della legalità democratica, della solidarietà e della giustizia sociale

Siano favoriti i processi di inclusione dei migranti che vivono nel nostro Paese e di quanti lasciano la propria terra in cerca di pace e lavoro.

Sia contrastata la riduzione in schiavitù, la tratta degli esseri umani ed il lavoro nero, attività legate agli interessi criminali delle mafie nel nostro paese. Sia combattuto con efficaci strumenti legislativi il dramma delle morti bianche.

 

Nel sessantesimo anniversario della Costituzione Repubblicana, ripartiamo nuovamente da quei saldi valori di giustizia ed uguaglianza impressi dai padri costituenti, eletti finalmente da uomini e donne di ogni parte d’Italia, in un paese appena uscito dalle macerie di un drammatico conflitto mondiale. Nel sessantesimo anniversario della Costituzione, crediamo che debba essere riaffermato e valorizzato il ruolo della partecipazione civile, vero antidoto all’esclusione sociale ed alle solitudini.

Il ripudio della guerra e la convivenza pacifica tra le persone, le culture e le tante identità rappresentano il valore supremo della Carta Costituzionale Italiana. Guardando ai principi fondamentali della nostra Costituzione, percepisco con forza e orgoglio un sentimento di speranza vivo più che mai, oggi, in un paese mortificato e impaurito, in una Italia in “recessione”, prima di tutto culturale, in un paese disorientato, incapace di reagire alle sfide di un mondo nuovo. 
 
La nostra Regione, la Liguria, e le nostre città, hanno alle spalle una tradizione di accoglienza e di difesa dei valori democratici, testimoniate dall’azione e dall’esempio dei tanti eroi del Risorgimento, dei pensatori liberali e riformatori, dei protagonisti della lotta partigiana, degli uomini e delle donne che hanno visto nella coesione sociale, nell’integrazione e nello sviluppo di una società più dinamica, la riposta efficace alle questioni aperte dalla storia.
Noi viviamo in un paese che guarda all’Europa con scetticismo, che soffre di una forte crisi educativa e culturale e che si allontana sempre di più dai minimi standard di equità ed equilibrio nel sistema della comunicazione e dell’informazione. 
Si afferma con sempre maggiore disagio una questione sociale.      
 
 
Essere in tanti, qui a Genova, per formalizzare anche nella nostra Regione, la nascita di “Libera” significa ribadire l’impegno comune per favorire la crescita civile del nostro paese, diffondendo una cultura della solidarietà e della legalità, nel concorso e nella consapevole partecipazione dei diversi attori sociali e politici. Siamo qui per ribadire che non ha futuro un paese privo di giustizia sociale, privo di coscienza civile, privo di forti identità culturali. 
 
Anche in Liguria il fenomeno mafioso è diffuso: episodi di cronaca nera lo testimoniano. Le organizzazioni criminali trovano in Liguria terreno fertile per le loro attività: gli snodi portuali, la barriera di Ventimiglia, il Casinò di Sanremo, sono i nuclei attorno ai quali si concentrano le attenzioni delle principali mafie del mondo. Noi siamo qui per sollecitare una riflessione seria sul pericolo di infiltrazioni mafiose nel tessuto sociale della nostra Regione, che, apparentemente, sembra non permeabile. Siamo qui per denunciare la crescente diffusione di fenomeni corruttivi nelle pubbliche amministrazioni. Siamo preoccupati delle infiltrazioni del potere illegale in quello legale. Per noi il rispetto delle regole è uno dei capisaldi irrinunciabili della democrazia. La corruzione implica un esercizio distorto della funzione pubblica, che invece di soddisfare interessi collettivi viene utilizzata per la perpetrazione di abusi e la creazione di privilegi personali.   
 
Da oggi continuerà un cammino che ci vedrà impegnati tutti insieme, con nuove responsabilità. Davanti a noi si apre una strada, sulla quale, sono certo, incontreremo nuovi compagni di viaggio animati dalla stessa testarda volontà di fare e di collaborare per sostenere le associazioni, gli enti, i soggetti collettivi, individuali  ed organizzati già impegnati in attività di lotta ai fenomeni mafiosi. 
Ci sforzeremo di favorire uno stabile rapporto di relazioni tra tutti i soggetti impegnati per la legalità e contro le mafie nei diversi settori di attività civili e sociali: faremo in modo di creare occasioni di collaborazione e di confronto con le Istituzioni per realizzare nuove strategie di lotta nonviolenta contro il dominio mafioso del territorio. 
 
Credo fortemente in un lavoro di squadra: ecco perché ritengo determinante che questa assemblea concordi sull’individuazione di un gruppo di lavoro regionale, una sorta di "segreteria ristretta" rappresentativa dell’intero territorio ligure, ma anche dei due nascenti presidi di Libera di Savona e della Spezia.
I presidi sono realtà che in questo percorso costituente di Libera, hanno svolto un ruolo determinante. L’energia, la capacità di proposta e l’entusiasmo dei presidi è parte integrante del nostro cammino. Purtroppo le norme elettorali escludono i presidi dalla possibilità di votare ed eleggere direttamente il referente regionale: ma è nostra volontà dare voce fin da subito ai cittadini che sul territorio si impegnano per costruire una Libera sempre più vicina alla comunità ed alla scuola.
La promozione di percorsi di sensibilizzazione nelle scuole, i corsi di educazione alla legalità e alla convivenza civile rappresentano da sempre il baricentro più intimo di Libera: da qui bisogna partire per favorire la crescita di cittadini consapevoli, per costruire nuovi presidi di Libera sul territorio, farci conoscere e stimolare il tesseramento individuale all’associazione.  
 
Costruire una rete ligure di insegnanti per la legalità e la nonviolenza, organizzare corsi di formazione per insegnanti, studenti ed operatori per la crescita della cultura della legalità, della solidarietà e della tutela dell’ambiente è sicuramente obiettivo primario del nostro programma.
La trasformazione del nostro paese, il riscatto dell’Italia non può che passare da una grande rivoluzione culturale che metta al centro il tema dell’educazione alla legalità. I cittadini non saranno mai tali senza una vera attività di formazione alla giustizia e alla libertà. Non c’è democrazia, dove c’è mafia, corruzione e paura. 
Ricostruire una nuova coscienza della legalità dunque, ripartendo dalle scuole. 
Penso al Giudice Antonino Caponnetto che ha incontrato i giovani studenti delle scuole d’Italia, ha viaggiato senza fermarsi per parlare di giustizia sociale. 
Su questo tema, i diversi livelli territoriali di Libera sono già impegnati: il coordinamento regionale avrà il compito di valorizzare questi percorsi, di affinare gli strumenti di comunicazione, certo della solidarietà e dell’appoggio delle reti associative che a Libera sono storicamente vicine e di quelle reti di cittadini che sul territorio si sono rese portavoce di queste stesse istanze.
 
Oggi riprendiamo insieme un cammino, nella consapevolezza che una sfida affascinante la si può vincere soltanto con la partecipazione e il confronto aperto e sereno: sono certo che il carico di responsabilità che oggi assumo, sarà più leggero, con il vostro aiuto, con il sostegno della vostra umanità e dello conoscenze che ognuno di voi porta dai territori e dalle associazioni di provenienza.
 
Domenica pomeriggio Libera ha perso una grande compagno di viaggio: Enrico Adler, un uomo giusto, onesto, schietto. Fondatore di Libera a Sanremo, nel 2001.
Enrico c’era quando Davide e Maria José hanno incontrato per la prima volta il coordinamento provvisorio di Libera a Sanremo. Enrico invitò tutti noi a correre,  per costruire Libera in Liguria, come se un immaginario conto alla rovescia fosse cominciato. Ci ricordava che la corruzione, l’illegalità, il malcostume sono molto più veloci del nostro lavoro onesto e faticoso di operatori della giustizia civile, più capaci di annidarsi nella società.  
Enrico era un’idealista: si impegnava per dei valori e non per un posto di potere. Lottava per accogliere il diverso, soprattutto se ultimo. Si batteva per la rappresentanza di chi non ha diritti.



Le quotidiane lezioni di moralità e di passione civile di Enrico Adler sono lì per rammentarci che vale ancora la pena vivere una vita densa di ideali, idee, battaglie fatte con la testa e con il cuore. E che non é necessario vincere, per avere ragione. Il successo è certamente importante nella vita, ma anche l'amicizia, la solidarietà, la tenacia nel perseguire i propri ideali. Battersi, sempre nel rispetto dell’interlocutore, significava per lui  contribuire a migliorare un mondo che gli pareva sbagliato, per cambiare una società che schiacciava i diritti dei più fragili.
 
Quando ho intrapreso la mia attività di dirigente, come responsabile obiettori di coscienza dell’Arci di Imperia, scelsi insieme al Direttivo, di fissare la sede legale dell’associazione a Sanremo, presso lo sportello informativo della CGIL, dell’Arci e del nascente Centro Servizi al Volontariato. Dal 2001 ad oggi tante cose sono cambiate in quelle stanze. Ma malgrado i restauri, i traslochi, le riorganizzazioni, le continue innovazioni gestionali e progettuali, da sempre c’è un elemento di continuità: sì, una bandiera di Libera che all’ingresso accoglie i visitatori, per ricordare a tutti che in quell’ufficio ci sono cittadini che credono fortemente nel valore della legalità, della solidarietà e dell’impegno civile.
 
Grazie a tutti!