Giuseppe Pericu contro
Alessandro Repetto e Claudio Burlando. Lo scontro, seppur indiretto,
tra l´ex sindaco di Genova e gli attuali presidenti di Provincia e
Regione, accusati di favorire la speculazione edilizia, va in scena
di fronte ai giudici del Tar, il Tribunale amministrativo regionale.
La vicenda è quella che riguarda il Puc di Recco, uno dei piani
urbanistici comunali più contestati in Liguria negli ultimi anni, e
approvato dopo varie traversie nel mese di agosto. Italia Nostra che
allo strumento voluto dal sindaco Gianluca Buccilli non ha mai
risparmiato critiche ed esposti (quello preparato dall´avvocato
Pietro Bogliolo è affidato al pm Maura Macciò), adesso ha deciso di
rivolgersi al Tar per provare a fermare «la colata di cemento» che,
secondo gli ambientalisti, grazie al Puc, coprirà la celebre collina
di Megli.
Il ricorso, che mira ad ottenere un provvedimento di illegittimità,
è firmato dagli avvocati Giuseppe Pericu, Carlo e Raniero Raggi, e
Francesco Turrini Dertenois. «Non si comprende - scrivono i legali -
come Provincia, Regione e Comune, abbiano permesso la localizzazione
delle edificazioni in una meravigliosa cornice naturalistica... in
un quadro d´insieme che non dovrebbe essere svenduto in un´ottica di
speculazione edilizia». Il travagliato iter del Puc è stato
sbloccato ad agosto, quando la Provincia, che in precedenza aveva
chiesto alcune modifiche, e che per voce del suo ex vicepresidente
Paolo Tizzoni non aveva lesinato critiche, ha approvato il Piano. A
nulla erano servite le dure contestazioni da parte della
Soprintendenza, che secondo i ricorrenti al Tar non è stata neppure
consultata. Un intervento contro il Puc era arrivato anche dall´ex
ministro dei beni culturali Giovanna Melandri che si era scagliata
contro le «decisioni che danneggiano il territorio». Nessuna presa
di posizione ufficiale su Recco, invece, per il suo successore, il
vicepremier Francesco Rutelli. |