MERCOLEDÌ, 21 NOVEMBRE 2007
 
Pagina XV - Genova La repubblica
 
IL CASO
 
Italia Nostra si affida allo studio dell´ex sindaco
 
Recco, Puc davanti al Tar ricorso firmato da Pericu
I legali: "Ottica da speculazione edilizia" Accuse contro Comune Provincia e Regione
 
MARCO PREVE

Giuseppe Pericu contro Alessandro Repetto e Claudio Burlando. Lo scontro, seppur indiretto, tra l´ex sindaco di Genova e gli attuali presidenti di Provincia e Regione, accusati di favorire la speculazione edilizia, va in scena di fronte ai giudici del Tar, il Tribunale amministrativo regionale. La vicenda è quella che riguarda il Puc di Recco, uno dei piani urbanistici comunali più contestati in Liguria negli ultimi anni, e approvato dopo varie traversie nel mese di agosto. Italia Nostra che allo strumento voluto dal sindaco Gianluca Buccilli non ha mai risparmiato critiche ed esposti (quello preparato dall´avvocato Pietro Bogliolo è affidato al pm Maura Macciò), adesso ha deciso di rivolgersi al Tar per provare a fermare «la colata di cemento» che, secondo gli ambientalisti, grazie al Puc, coprirà la celebre collina di Megli.
Il ricorso, che mira ad ottenere un provvedimento di illegittimità, è firmato dagli avvocati Giuseppe Pericu, Carlo e Raniero Raggi, e Francesco Turrini Dertenois. «Non si comprende - scrivono i legali - come Provincia, Regione e Comune, abbiano permesso la localizzazione delle edificazioni in una meravigliosa cornice naturalistica... in un quadro d´insieme che non dovrebbe essere svenduto in un´ottica di speculazione edilizia». Il travagliato iter del Puc è stato sbloccato ad agosto, quando la Provincia, che in precedenza aveva chiesto alcune modifiche, e che per voce del suo ex vicepresidente Paolo Tizzoni non aveva lesinato critiche, ha approvato il Piano. A nulla erano servite le dure contestazioni da parte della Soprintendenza, che secondo i ricorrenti al Tar non è stata neppure consultata. Un intervento contro il Puc era arrivato anche dall´ex ministro dei beni culturali Giovanna Melandri che si era scagliata contro le «decisioni che danneggiano il territorio». Nessuna presa di posizione ufficiale su Recco, invece, per il suo successore, il vicepremier Francesco Rutelli.