Non sussistono ragioni occupazionali ed energetiche per il raddoppio della centrale. Quali indecifrabili ragioni inducono il Sindaco di Vado a sostenerlo?

Dopo il Comune di Quiliano, anche quello di Savona si dichiara contrario al progetto di raddoppio della centrale di Vado Ligure (così come la minoranza nel Consiglio comunale di Vado Ligure).
Resta arroccata nel sua difesa tenace e incondizionata del progetto il Sindaco di Vado Monica Giuliano (già tristemente nota in questi anni per aver difeso strenuamente la combustione a carbone), la quale continua a sostenerlo in modo acritico i tutti i modi: 
 
organizzando ‘tour turistici’ dei consiglieri in centrale, e permettendo di dar voce ai tecnici dell’azienda in incontri con i gruppi consiliari, senza contraddittorio;
posponendo la calendarizzazione di mozioni dell’opposizione, critiche al progetto;
non avvalendosi di consulenze indipendenti per un’analisi ambientale (essenziale in questi contesti per permettere ai ministeri una valutazione più ponderata, come normalmente accade in altri territori);
criticando il Sindaco del Comune adiacente il quale, a tutela della cittadinanza che rappresenta anche sul piano sanitario, ha invece optato per l’avvalersi di una perizia giurata redatta da tecnici indipendenti.
criticando pubblicamente partiti e associazioni che manifestano dubbi e critiche focalizzate sul fatto che un uso di quelle aree ancora vincolato a fonti fossili precluderebbe nei prossimi decenni uno sviluppo diverso ed ecocompatibile del nostro territorio.
rilasciando dichiarazioni fuorvianti: sia nell’enfatizzare il “miglioramento ambientale che deriverà dal nuovo impianto” (quando è evidente a tutti che non ci può essere miglioramento ambientale se a un impianto già esistente ne sommi un altro, benché più efficiente), e sia nel tacere sempre sull’esiguo contributo occupazionale dell’impianto a regime (focalizzando sempre l’attenzione sempre e solo sugli investimenti iniziali).
 
Il Sindaco afferma che “non ci sono basi scientifiche” per dire che “il territorio in questi anni è stato fortemente compromesso in termini ambientali e di ricadute sulla salute dei cittadini”Riteniamo grave quindi che, pur in qualità di primo responsabile della salute pubblica e ignorando i più elementari principi di precauzione, ritenga inattendibili gli esiti dei due unici studi epidemiologici pubblici effettuati sul territorio (quello commissionato dalla Procura e quello dell’Istituto di fisiologia clinica del CNR Consiglio Nazionale delle Ricerche, che analizzando i dati su 144.000 persone dal 2001 al 2013 ha rilevato un aumento estremamente allarmante della mortalità pari al 49%, con un eccesso di mortalità “per malattie del sistema respiratorio negli uomini di +90%”).
 
E’ ormai chiaro che non esistono ragioni economiche, occupazionali (soli 25 posti di lavoro a regime), energetiche (abbiamo già una potenza installata nazionale sufficiente), climatiche (le centrali hanno gravi effetti climalteranti), di transizione (che riguardano solo le centrali a carbone in attività), d’azienda (TP lo scorso anno ha già fatto registrare 167 milioni di utile), di coinvolgimento dei territori alle necessità nazionali (abbiamo già una centrale in attività) di valutazione sanitaria (nel progetto viene gravemente sottostimata la situazione sanitaria attuale del territorio), e ambientali (una centrale inquina enormemente il comprensorio in cui è installata per circa 30 anni, e questa nuova centrale sarebbe autorizzata ad emettere in Ossidi di Azoto l’equivalente di circa 800.000 auto Euro6 in più in circolazione).
Mentre purtroppo esistono le ragioni e gli interessi del Fondo di risparmio nuovo proprietario dell’azienda: con i contributi del Capacity market (75.000 euro a Mw installato) l’azienda potrà incamerare più di 900 milioni di ricavi in 15 anni anche a centrale spenta, un business sicuro e senza rischio d’impresa, a danno della salute dei savonesi.
 
In un’epoca mondiale di transizione green, non vogliamo passare alla storia come la provincia che accetta supinamente la costruzione di quella che diventerebbe a oggi una delle centrali a gas più grandi d’Europa, in un territorio che sta subendo ancora gli effetti dell’inquinamento provocato con la combustione a carbone dalla stessa azienda (attualmente sotto processo per disastro ambientale).
 
Siccome quindi non sussistono ragioni occupazionali ed energetiche, quali indecifrabili ragioni inducono la Giuliano a sostenere questo progetto contro tutto e tutti?
 
Rete contro le fonti fossili
(Ex Rete savonese fermiamo il carbone)
 
Le sigle aderenti alla Rete:
ARCI
ACLI
Comitato Acqua Bene Comune 
Comitato Ambiente Spotorno-Noli 
Gruppo Acquisto Solidale GASSA 
Legambiente 
Libreria Ubik 
Movimento Consumatori 
NuovoFilmstudio 
Federazione dei Verdi 
Movimento 5 Stelle 
Noi per Savona 
Rifondazione Comunista
 
 
Con il sostegno di: 
WWF Nazionale 
Greenpeace nazionale 
ARCI nazionale 
Legambiente Nazionale 
Comitato Unitario di base 
Medicina democratica 
Cittadinanza attiva

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