Moltiplicatori occupazionali e decrescita felice nell’area di crisi complessa

Il telegiornale regionale itinerante di Rai Tre di sabato 22 dicembre 2018 ha visto protagonista la cittadina industriale di Vado Ligure.

Vado Ligure è inserita nel programma dell’area di crisi complessa del savonese, per tentare il rilancio delle due principali realtà industriali in difficoltà Tirreno Power e Bombardier. L’altra grande azienda metalmeccanica in crisi della provincia è Piaggio Aerospace, sita nel comune di Villanova d’Albenga, con uno stabilimento a Genova Sestri Ponente. Le crisi di queste tre grandi aziende hanno a loro volta determinato pesanti conseguenze sull’indotto. Nel tg itinerante di sabato 22 dicembre è stato proposto un ampio servizio sulla difficoltà dello storico stabilimento di costruzioni ferroviarie di Bombardier.

A fare gli onori di casa, il sindaco di Vado ligure ed ex Presidente della Provincia di Savona Monica Giuliano(PD), che punta alla riconferma alle prossime elezioni amministrative di primavera, mentre sul tema della crisi industriale di Bombardier, è intervenuto il segretario provinciale della CGIL Andrea Pasa

Monica Giuliano, fino all’ottobre 2018 Presidente della Provincia di Savona, ed Andrea Pasa, segreatario della CGIL di Savona, hanno glorificato il lavoro svolto nei due anni precedenti per ottenere il riconoscimento dello status di area di crisi industriale complessa del savonese, snocciolando numeri e previsioni, con particolare riferimento a prodigiosi moltiplicatori occupazionali, nel caso in cui le azioni correttive andassero a buon fine.

Giuliano – Pasa

La realtà è che negli ultimi anni l’occupazione ha registrato notevoli contrazioni. Ricordiamo solo che Bombardier nella seconda metà del 2016, ha aperto una procedura di mobilità volontaria per 104 lavoratori, a causa della perdita di una commessa per treni dei treni regionali, mentre Piaggio ha preso analoga iniziativa all’inizio del 2018 per 114 lavoratori, oltre ad aver fatto ricorso all’amministrazione straordinaria dalla fine di novembre del 2018. Tra Bombardier (530) e Piaggio (1200) sono oggi impiegati oltre 1700 lavoratori diretti, in caso di chiusura o pesante ridimensionamento di queste due realtà i conti sono presto fatti. Bisogna poi ricordare anche la vertenza degli ex cantieri Mondomarine di Savona non è ancora del tutto risolta, la Asset di Altare a fine dicembre ha chiuso i battenti delocalizzando le produzioni.

La chiusura degli impianti a carbone di Tirreno Power ha determinato la perdita di circa mille posti tra diretto e indotto, seppur in buona parte riassorbiti in altri contesti lavorativi. È possibile che non tutti i lavoratori di Tirreno Power si siano sentiti adeguatamente rappresentati dalle organizzazioni sindacali savonesi, tanto da aver formato l’associazione Alcev (Associazione Lavoratori Centrale Elettrica Vado Ligure) costituitasi parte civile contro l’azienda nel processo per presunto disastro ambientale e sanitario colposo. I lavoratori riunitisi in associazione si dichiarano «esclusi da qualsiasi decisione, ignorati dalle istituzioni abbiamo deciso di far sentire la nostra voce attraverso un’associazione. Non ci vogliamo sostituire ai sindacati, ma essere un soggetto che possa rapportarsi direttamente con le istituzioni. Solo così potremo essere convocati ai tavoli e alle trattative per discutere sul nostro futuro lavorativo.» (Il Secolo XIX 25 gennaio 2018)

La propaganda non si ferma, ed a distanza di poco più di due settimane, il telegiornale regionale di Rai Tre nell’edizione delle 19.30 di giovedì 10 gennaio 2019, vede nuovamente protagonista con un ampio servizio Vado Ligure, questa volta a fare da sfondo è la centrale elettrica di Tirreno Power.

Per Enrico Erulo, direttore affari generali di Tirreno Power, il risultato per la reindustrializzazione dei gruppi a carbone dismessi, a quasi tre anni dall’inizio dell’iter dell’area di crisi complessa del savonese sarebbe il contatto con oltre 50 aziende nazionali ed internazionali. Al momento, però, sembrerebbe essersi solo concretizzato un progetto con l’Università di Genova per un polo di didattica e ricerca e lo spostamento del parco gru di Vernazza con annessa scuola di formazione. Mauro Cerruti, responsabile del personale di Vernazza, ha dichiarato un totale di 50 assunzioni in tre anni dalla stipula della convenzione (agosto 2018), di cui 21 già eseguite oltre a due impiegati di Tirreno Power reintegrati.

Una sintesi del piano di rilancio era già stata ampiamente illustrata dal Secolo XIX del 18 ottobre 2018.

Come già facemmo notare su un precedente articolo, un parco gru in termini di fatturato, valore aggiunto, qualità e specializzazione dell’occupazione, non può essere certamente paragonato alla perdita della centrale a carbone.

Per Monica Giuliano, il piano di recupero delle aree a carbone della Tirreno Power, con la nascita della cittadella della tecnologia dell’Università di Genova è un passaggio epocale per la rinascita delle attività produttive, oltre ad una grande conquista dal punto di vista ambientale.

Nella migliore tradizione savonese di consociativismo tra affari politica e sindacato la trimurti è rappresentata al gran completo.

Bosio – Mandraccia – Mazziotta

Per Andrea Mandraccia segretario della Fiom CGIL di Savona il percorso intrapreso serve per affermare che in questa provincia si deve continuare a fare industria.

Claudio Bosio della CISL afferma che il processo di riutilizzo delle aree parte da una prospettiva di industria 4.0 in un contesto territoriale abbinato alla nuova piattaforma (Apm Terminals ndr), una visione prospettica di formazione di nuove eccellenze che consentiranno al territorio di sviluppare la filiera della logistica e della trasportistica in un processo integrato tra mare ed entroterra.

Giovanni Mazziotta della UIL è d’accordissimo per questa boccata d’ossigeno per la provincia che è da anni in situazione di crisi e di perdita di posti di lavoro.

Mazziotta, con un assist decisivo al sindaco Giulianoconclude affermando che, il comune di Vado Ligure è il capofila del rilancio di questa provincia.

Il giornalista ringrazia i partecipanti per la ventata di ottimismo di inizio anno e chiude il servizio restituendo la linea allo studio.

In questo clima bucolico tutto savonese tra affari politica e sindacato a rompere le uova nel paniere ci pensa il vicepremier (sempre più in affanno), Ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro Luigi di Maio(5 Stelle).

Di Maio

Con un tweet del MISE è stata pubblicata la graduatoria delle iniziative finanziabili nell’ambito dell’area di crisi complessa del savonese. La APM Terminals Vado Ligure S.p.A. prima classificata nella graduatoria, con un programma di investimento di € 5.931.628 agevolazioni richieste per € 4.179.417,75 ed una nuova occupazione stimata in 196 unità risulterebbe non ammessa.

Una decisione che meriterebbe adeguate spiegazioni, visto che l’iniziativa con i minori costi per ogni occupato è stata esclusa dalla graduatoria. Ci chiediamo se il governo del cambiamento ha ben chiaro il concetto di produttività e che solo le aziende più produttive saranno in grado di competere con i giganti della globalizzazione. Peraltro, tra gli obiettivi del piano di riqualificazione industriale del savonese vi era la riqualificazione delle produzioni, incentivando gli investimenti volti a migliorare l’efficienza dei processi e l’innovazione dei prodotti e il potenziamento della logistica connessa alle attività portuali.

Nell’ idillio tra affari politica e sindacato savonesi che fantasticano su portentosi moltiplicatori occupazionali e governo della decrescita felice, la ventata di ottimismo per i lavoratori savonesi sarà prevedibilmente rimandata ai prossimi anni.

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