Meglio tardi che mai, si mette mano agli archivolti ferroviari adibiti ad ogni sorta di utilizzo testimonianza di uno degli aspetti di maggior degrado di Savona

Lo abbiamo già detto in passato e ripetutamente. Savona è forse l’unica città di mare in cui il viadotto ferroviario costituisce un autentico sbarramento al mare, una autentica divisione della città in due parti con poche possibilità di comunicazione essendo stati murati gli archivolti ferroviari formando numerosi spazi chiusi adibiti a cosa non si sa, gestiti da chi non si sa, realizzati in base a quale normativa comunale non si sa.

Primo tratto: tra via Luigi Corsi e corso Mazzini, un’autentica suburra, zona malfamata, sudicia immorale, immonda nel centro città;

Secondo tratto: da corso Mazzini a corso Colombo e poi via lungo corso Vittorio Veneto e via Nizza, archivolti che sono stato adibiti ad ogni sorta di utilizzo, magazzini, ripostigli, nascondigli, bugigattoli di ogni sorta, effettiva testimonianza di uno degli aspetti di maggior degrado di Savona.

Ora, viene detto che hanno messo mano al primo tratto, quello tra via Luigi Corsi e corso Mazzini si parla di manutenzione straordinaria, in cosa consiste? Non si sa

Nel secondo tratto di cui abbiamo detto non si parla. Il tutto, comunque, senza una programmazione senza una progettazione dell’amministrazione comunale, dove in particolare il settore urbanistico tutto è immerso in un profondo colpevole letargo.

E non parliamo per favore di RFI ricordiamoci che il primo responsabile del territorio è l’amministrazione comunale

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