I SINDACI DI VADO E QUILIANO NON VOGLIONO ABBANDONARE IL CARBONE NELLA CENTRALE TIRRENO POWER DI VADO

In un articolo recentemente pubblicato sulla stampa locale (La Stampa del 8/03/09) i Sindaci di Vado e di Quiliano, in contrasto con quanto deliberato all’unanimità dai loro Consigli Comunali e dalla Provincia di Savona in cui si chiedeva urgentemente depotenziamento e metanizzazione completa della centrale a carbone, oggi in realtà invocando il rispetto delle regole europee "….chiedono la cessazione dei gruppi 3 e 4 a carbone e la loro riconversione a metano ovvero il loro rimpiazzo con impianti che garantiscano un rendimento elettrico pari almeno al 47,50%." Tale rendimento "casualmente" è quello indicato a pag. 90 del progetto di Tirreno Power per il nuovo gruppo a carbone e questo fatto svela con chiarezza che "nei fatti" i Sindaci non vogliono ostacolare il progetto di Tirreno Power permettendo alla proprietà di continuare a bruciare carbone . D’altra parte i Sindaci di Vado e Quiliano non si sono nemmeno preoccupati in tutti questi anni di rispettare gli accordi firmati nel passaggio da Enel a Tirreno Power in cui si chiedeva tra l’altro di abbattere una ciminiera che, come ha affermato "candidamente" Tirreno Power, servirà per il nuovo gruppo a carbone. Afferma l’ing. Gosio direttore della centrale " …abbiamo chiesto alle Autorità competenti di consentire il rinvio dell'abbattimento in attesa della conclusione dell'iter autorizzativo della nuova unità a carbone" (La Stampa del 16/01/2009).

E il "depotenziamento" dove è andato a finire? E’ noto che noi attendiamo  la chiusura degli obsoleti gruppi 3 e 4 ancora a carbone da 660 Mw (depotenziamento) lasciando il gruppo a metano da 760 Mw (completa metanizzazione). Ricordiamo che il gruppo a metano in funzione dal Marzo del 2007 produce già il doppio dell'energia elettrica consumata in Provincia di Savona e quindi non abbiamo bisogno di altra energia.

La centrale di Vado oggi funziona purtroppo ancora con i gruppi 3 e 4 a carbone e con il gruppo a metano per complessivi 1420 Mw inquinando pesantemente il territorio e infatti non ha ancora  ottenuto, in violazione della normativa Ue, l’autorizzazione Ippc che prevede per gli impianti industriali l’uso delle "migliori tecnologie disponibili". Ricordiamo ai Sindaci di Vado e di Quiliano che vogliono "a parole" rispettare la normativa Ue che oggi la migliore tecnologia disponibile non è certo quella a carbone ma quella dei gruppi a metano a ciclo combinato con alti rendimenti e che, a parità di energia prodotta, emettono nell’aria circa la metà dell’inquinamento prodotto dal carbone (vedi). Non comprendiamo allora come mai i Sindaci, primi responsabili per Legge della salute pubblica, continuano "invece" a proporre l’inquinamento da carbone che procura costi enormi in termini di danni alla salute e all’ambiente (vedi ).

D’altra parte il MODA ormai da più di 20 anni, seguendo le conclusioni dell’Istituto Superiore di Sanità e dei Proff. Gianni Mattioli e Massimo Scalia, chiede il "depotenziamento e metanizzazione" di questa "centrale in città". Ma anche l’Ordine dei Medici (vedi ) giustamente citato da "Uniti per la Salute" si è espresso con rigore e coerenza scientifica per "depotenziamento e completa metanizzazione" così come l’ISDE Medici per l’Ambiente . Concludendo è altrettanto noto come i movimenti ambientalisti, oltre al MODA anche il WWF ed il Gruppo "Amici di Grillo" (vedi), già da tempo si sono espressi per il depotenziamento e la completa metanizzazione chiedendo con insistenza il ricorso al risparmio energetico e all’energia rinnovabile (la Liguria è ultima in Italia) che oltretutto produce molta più occupazione delle centrali a carbone. Occupazione che nella centrale di Vado, nel totale silenzio dei Sindacati, nel passaggio da Enel (anno 1985) a Tirreno Power (anno 2006) è letteralmente crollata da 556 a 224 unità.

Savona, 10 Marzo 2009

Dr. Virginio Fadda

Dott. Agostino Torcello

MODA Savona

Dott. Marco Caviglione

ISDE Medici per l’Ambiente