SOSPETTO E CLAMOROSO AUTOGOL DEI COMUNI DI VADO, QUILIANO, PROVINCIA DI SAVONA E REGIONE LIGURIA CHE INVECE DI BOCCIARE L’AMPLIAMENTO A CARBONE DELLA CENTRALE TIRRENO POWER RISCHIANO DI PROMUOVERNE IL PROGETTO
Premesso che:
1.
La società Tirreno Power in
data 6 Marzo 2007 in base all’art.1 della legge 9/04/2002 n.55 ha richiesto l’
“autorizzazione unica” per l’ampliamento a carbone della “centrale in città” di
Vado-Quiliano con la costruzione di un nuovo gruppo da 460MW, autorizzazione che
verrebbe rilasciata dal Ministero dello sviluppo economico. A tal fine la
società ha già predisposto e inoltrato il progetto preliminare e addirittura lo
Studio di impatto Ambientale sia al Ministero dello sviluppo economico che al
Ministero dell’Ambiente.(vedi “Avviso al pubblico Tirreno Power” La Stampa del 6
aprile 2007)
2.
Tale “ autorizzazione
unica ” è rilasciata a seguito di un “procedimento unico” e comprende l’
“autorizzazione ambientale integrata” che sostituisce ad ogni effetto le singole
autorizzazioni ambientali di competenza degli Enti pubblici territoriali
interessati (Comuni di Vado e Quiliano, Provincia di Savona e Regione Liguria)
.Per il rilascio dell’ “autorizzazione unica” è fatto obbligo agli Enti Locali
solo il parere motivato che come afferma il Sindaco Giacobbe di Vado
non è la valutazione di impatto ambientale (VIA): “ La valutazione di
impatto ambientale verrà effettuata al Ministero dell’Ambiente
e poi la pratica passerà al Ministero per lo Sviluppo economico. Agli
Enti locali è riservato un parere solo consultivo...” (La Stampa del 15/04/2007)
come a dire che se a Roma i Ministeri decideranno che il progetto supera la
VIA, l’ampliamento a carbone si farà anche con la netta contrarietà di tutti gli
Enti locali!
RITENIAMO UN ERRORE GRAVISSIMO ED INCREDIBILE DEI COMUNI DI VADO, QUILIANO, DELLA PROVINCIA DI SAVONA E DELLA REGIONE LIGURIA AVER ADERITO PASSIVAMENTE ALLA PROPOSTA DI AUTORIZZAZIONE UNICA DI TIRRENO POWER CHE HA GIA PREDISPOSTO TUTTO (PROGETTO E ADDIRITTURA LA VIA) QUANDO ESISTONO FORTI MOTIVI DI CARATTERE ENERGETICO E AMBIENTALE PER RESPINGERE IN BLOCCO IL PROGETTO CONTRASTANDOLO ATTIVAMENTE PER VIE LEGALI COME AD ESEMPIO IL RICORSO DELLA REGIONE ALLA CORTE COSTITUZIONALE IN QUANTO VENGONO LESE LE COMPETENZE REGIONALI IN MATERIA DI ENERGIA E DI AMBIENTE.
1.
L’applicazione della
legge n. 55 del 9/04/2002, utilizzata furbescamente da Tirrreno Power per
imporre l’ampliamento a carbone, è del tutto incongruente con la situazione
energetica sia locale che nazionale. l’Art. 1 infatti prevede interventi
classificati come “Misure urgenti per garantire la sicurezza del sitema
energetico nazionale”, mentre invece è ben documentato come attualmente sia la
potenza installata che la produzione energetica nazionale e locale siano ben
superiori ai consumi locali e nazionali.
2.
Nei Comuni di Vado e di
Quiliano non vengono neppure monitorate e quindi non si conoscono le
concentrazioni di polveri sottili PM10 e PM 2,5 cancerogene e cardiotossiche
prodotte in modo prevalente dalla combustione del carbone (vedi Piano Regionale
2006) e ciò impedisce qualunque valutazione seria di VIA (eventuali superi dei
limiti DM 60/02).
3.
L’ampliamento a carbone
dopo repowering a metano della centrale, passando così dai 660 MW attuali ai ben
1900 MW totali, comporterebbe un incremento di CO2 (anidride carbonica) del
tutto incompatibile con i limiti e le riduzioni imposte dal protocollo di Kyoto
e dai recenti accordi della Ue. Già attualmente con “soli” 660MW i limiti
imposti da Kyoto per la centrale di Vado sono stati superati del 12%.(fonte
Greenpeace)
PER TUTTI
QUESTI GIUSTIFICATI E DOCUMENTATI MOTIVI CHIEDIAMO QUINDI CON URGENZA CHE SUBITO
GLI ENTI LOCALI RESPINGANO IN BLOCCO IL PROCEDIMENTO DI AUTORIZZAZIONE UNICA
DELLA TIRRENO POWER PER L’AMPLIAMENTO A CARBONE PER OTTENERE “ALMENO”L’IMMEDIATA
CHIUSURA DEI GRUPPI 3 E 4 A CARBONE
DELLA CENTRALE TIRRENO POWER DI VADO-QUILIANO IN VISTA DEL PROSSIMO AVVIO A GAS
DEI GRUPPI 1 E 2 PER GRAVI MOTIVI SANITARI, AMBIENTALI, ENERGETICI, ECONOMICI E
DI CONTROLLI AMBIENTALI DEL TUTTO
INADEGUATI COME DELIBERATO PER BEN 2 VOLTE DALLA PROVINCIA DI SAVONA (15/11/95 e
20/03/98) E DAI COMUNI DI VADO (17/08/’90)
E DI QUILIANO (30/08/’90)
Comitato Liberare la Valle Bormida e la Provincia di Savona