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![]() Maurizio Scajola |
Il 2008 si è chiuso per l’Italia con un –1%
del PIL ai prezzi di mercato. In particolare
sono risultati in diminuzione la domanda
interna (spesa delle famiglie: -0,9%) e
l’export (-3,7%).
Tra i vari scenari possibili per il 2009, le
previsioni OCSE indicano un calo del 4,3%
del PIL
per l’Italia, in linea con quello
dell’Area Euro (-4,1%), dove si registrano
peraltro punte negative come il –6% previsto
per la Germania, dato che può interessare
negativamente anche l’economia locale,
soprattutto turistica.
Secondo l’Ocse, i conti italiani del 2009
vedranno particolarmente colpite la spesa
delle famiglie (-3%) e le esportazioni
nazionali (-15,9%).
I consumi delle famiglie nel 2009, in base
all’indagine Unioncamere di inizio anno,
rimarranno stabili nel 58% dei casi, mentre
il 31% dei consumatori prevede una
diminuzione dei consumi e il 28% è
preoccupato di non riuscire a far fronte
alle spese necessarie. Tra le voci che
subiranno i tagli maggiori, le famiglie
indicano l’abbigliamento, i viaggi e l’auto. |
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L’economia della provincia di Savona,
un’economia di piccole dimensioni ( è 69° in
Italia con 32.059 imprese registrate),
caratterizzata da un tessuto produttivo
costituito per il 96,2% da unità locali con
meno di dieci addetti e una apertura
medio-bassa sui mercati esteri e con una
elevata vocazione per i servizi
tradizionali, denotava già nel 2007 una
interruzione del processo di crescita. Il
dato principale che sintetizza il ritmo di
sviluppo dell’economia, cioè il prodotto
interno lordo,
in base alle prime stime per il 2008
segnala per Savona una dinamica peggiore
rispetto all’andamento regionale e
nazionale. L’Istituto Tagliacarne valuta una
variazione del PIL a prezzi correnti
dell’1,1% per Savona, del 3% per la Liguria
e dell’1,8% per l’Italia. Si deve
sottolineare comunque che si tratta di dati
provvisori, basati sulle prime stime di
contabilità nazionale e quindi sicuramente
oggetto di successive rettifiche.
Risulta così “rosicchiato” il maggior valore
del PIL pro capite della nostra provincia:
nel 2007 tale valore superava del 4,3% la
media nazionale, nel 2008 il PIL savonese
per abitante supera del 3,7% quello
italiano.
Savona mantiene una posizione di metà
classifica in base al valore aggiunto pro
capite: nel 2008 si situa in 43° posizione e
risulta la seconda provincia ligure, dopo
Genova (33°). La Spezia è al 56° posto e
Imperia in 59° posizione.
Il sistema imprenditoriale savonese nel 2008
ha ridotto al minimo il proprio ritmo di
crescita: il tasso di sviluppo è risultato
pari a +0,1%, valore che si inserisce tra i
peggiori degli anni Duemila, insieme al
–0,1% del 2002 e al
+0,2% del 2003.
Il
settore delle costruzioni è stato l’unico a
registrare un numero di iscrizioni di
imprese superiore a quello delle cessazioni,
mentre l’agricoltura, il commercio, i
trasporti, le agenzie immobiliari
hanno registrato i saldi negativi più
significativi.
Molto importanti per la valutazione degli
effetti della crisi economica in atto sul
tessuto imprenditoriale locale sono gli
ultimi dati disponibili, ossia quelli
relativi al primo trimestre 2009. I primi
tre mesi dell’anno consegnano
tradizionalmente un bilancio negativo per il
Registro imprese, poiché si accumulano
cessazioni contabilizzate a gennaio ma
riferibili in realtà agli ultimi giorni
dell’anno precedente; quest’anno il bilancio
è
pari a –326 imprese, più pesante
rispetto all’analogo dell’anno precedente
che risultò pari a –252 imprese. A causare
l’allargamento della forbice demografica non
è però stato un aumento delle cessazioni,
che al contrario sono diminuite, ma è stato
il calo della natalità. Di fronte alle
difficoltà della crisi economica e
all’incertezza circa il suo protrarsi nel
tempo, le imprese che già operano sul
mercato cercano in ogni modo di rimanervi,
riducendo i margini, limando i costi,
rallentando l’attività. Coloro invece che
vorrebbero avviare un’attività
imprenditoriale, di fronte alle incognite
del momento,
hanno assunto un atteggiamento di
prudente attesa.
La
conferma viene dall’andamento dei
fallimenti. Per la natura stessa della
procedura, il momento della dichiarazione di
apertura del fallimento segue a distanza di
tempo l’insorgere dei problemi che l’hanno
generata. Ciò per evidenziare come le
aperture di procedure nel primo trimestre
del 2009 stiano in buona parte ad
evidenziare difficoltà che risalgono
probabilmente ad un periodo compreso tra i
sei e i dodici mesi precedenti. Savona
comunque si posiziona molto bene e in
controtendenza rispetto all’aumento rilevato
a livello nazionale, in quanto le aperture
di procedure fallimentari sono risultate
soltanto 3 nel primo trimestre 2009. Se si
rapportano le aperture di procedure
fallimentari al numero di imprese, Savona è
tra le province “virtuose”, risultando al
quinto posto in Italia (con un valore molto
basso, pari a 0,9 per 10.000 imprese).
Il peggioramento della dinamica
imprenditoriale non esclude il mondo delle
imprese artigiane, il cui andamento era
risultato finora sempre più positivo della
generalità delle imprese: il saldo del primo
trimestre 2009 è infatti
pari a –173 unità (-1,78%), mentre
l’anno scorso era risultato pari a –158
(-1,65%). Il bilancio è negativo per tutti i
settori di attività. Maurizio Scajola
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