Risposta all' articolo di Paolo Caviglia (Segretario PSE)

 

Vedi siamo stati per tanti anni io te, Locci, Altamura, Pezzoli (e altri)compagni di partito abbiamo condiviso molte battaglie insieme ma oggi mi chiedo dove sono finiti gli ideali del socialismo riformista?? Le nostre battaglie sull'equità sociale, sulla protezione delle classi più deboli, sullo snellimento della macchina pubblica, sul federalismo solidale le ha portate avanti il governo così detto di destra  (il governo che ha come ministri Tremonti, Brunetta Sacconi e Frattini) o  la  finta sinistra salottiera e scalatrice di banche che tu ancora ti ostini ad appoggiare?

 

Mi meraviglio che tu giudichi così chi per sue scelte personali ha preso strade diverse dalle tue perchè vedi non so se Craxi fosse vivo oggi mi prenderebbe a pedate ma sicuramente non sarebbe alleato, come sei tu, con gli ex_comunisti e i giustizialisti alla Di Pietro che troppo male, attraverso una giustizia a dir poco sommaria e unidirezionale, hanno fatto al nostro partito (PSI) a Bettino Craxi e all'Italia tutta.

 

Ne sei proprio sicuro che Bettino, vedendo Bobo alleato con Vendola con Bertinotti con Fava e con Mussi, lo scappellotto non lo darebbe a lui invece che alla sorella Stefania??

 

E concludo vedi Paolo quando un anno fa ho lasciato il tuo partito me ne sono andato in silenzio senza fare polemiche per non indebolire la sinistra socialista in cui ho militato e in cui ho per tanti anni creduto. Tu oggi, in modo del tutto gratuito, vuoi far esplodere una polemica per conquistarti posti di potere da dividere con i tuoi soliti amici. Questa è una costante nella tua vita, ricoprire incarichi senza mai "metterci la faccia" senza mai esporti in una competizione elettorale.

 

Queste parole te le dice uno che, come tu ben sai, non ti ha mai chiesto incarichi e che quando tu glieli hai offerti li ha rifiutati un uomo che come tanti altri, non ragionando come te, è andato via dal partito non per avere qualcosa in cambio ma perché ha visto negli anni snaturarsi il progetto politico in cui credeva.

 

Cordiali saluti, Aldo Marabotto