Mi corre l’obbligo rispondere alla lettera di Caviglia.

Non mi dilungo sulle scelte del partito per le europee perché al di là delle sigle e dei giri di parole di Caviglia, ed andiamo a verificare i nomi dei partecipanti alla  alleanza si vedrà che ho perfettamente ragione. Mi riferisco a personaggi che ritengo di assoluto valore politico, ma, come ho già scritto, portatori di indirizzi politici distanti anni luce dal mio pensiero.

Ho scoperto che il nostro Caviglia è un interprete del pensiero craxiano.  Io invece credo che anche qui Caviglia sbagli perché  tra i suoi eredi, Craxi prenderebbe a calci chi ha dimostrato di essere molto disinvolto passando da una alleanza ad un'altra, mentre darebbe un bacio e non uno “scopaccione” alla figlia Stefania che invece ha fatto della difesa della memoria del padre lo scopo della sua vita sia attraverso la Fondazione e sia attraverso una posizione politica coerente.

Sulle provinciali rimane il fatto che la federazione savonese aveva preso una decisione ferma di correre da soli e invece, senza motivazioni plausibili, si è cambiata rotta. Caviglia dovrà rispondere alle richieste scritte pervenutegli  da molti compagni di dimissioni dell’attuale triunvirato ( Caviglia – Altamura- Ferraro ) e di  convocazione di un congresso straordinario proprio perché non hanno capito il senso della “giravolta”. Forse, come molti sostengono, un Congresso risolverebbe anche l’anomalia del precedente che ha visto la elezione di  Caviglia come segretario che il giorno dopo  ha rassegnato le dimissioni.

In merito ai miei incarichi voglio precisare che essi riguardano la partecipazione a collegi sindacali dove è prescritto, per il codice civile, che solo i commercialisti lo possano fare. Io lo sono da 44 anni ( iscrizione all’albo nel 1965 ) e ho 5 modesti , seppur importanti, incarichi. Altri professionisti, amici del citato triunvirato ed amici di altri gruppi,  forse con un curriculum non superiore al mio, hanno rivestito e rivestono tuttora nella nostra Provincia molti incarichi professionali di tutt’altro spessore e remunerazione .

Comunque è bene precisare a certi benpensanti che un conto sono gli incarichi professionali ed un conto sono le “poltrone” nei consigli di amministrazione ove tutti possono essere nominati, con titoli o senza titoli e dove il compenso è di molto superiore a quello di  componente del collegio sindacale.

Io di questi tipi di incarichi non ne ho mai ricevuto , altri Compagni invece si.

Non ho capito l’ultimo passaggio di Caviglia . Egli sostiene  e spiega che , in considerazione del momento politico delicato, ha rifiutato di essere “pagato” con l’offerta fatta al Partito della presidenza del Consorzio Depurazione.  Che bel gesto!

Ma la realtà è molto diversa da come afferma Caviglia . Infatti il Partito è stato “pagato” solo un po’ meno : dice di aver rifiutato la presidenza ( sarà vero ? ), ma ha accettato la vicepresidenza dello stesso Consorzio . Sarebbe utile, per una migliore comprensione del suo pensiero,  che Caviglia  chiarisse questo episodio.

Savona, 14 maggio 2009.

 

                                                                                                          Luciano Locci