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LA
CONTRADDIZIONE con il recente programma berlusconiano, che rivendicava
il diritto all´autonomia dello sport, è più che evidente. Imbarazzante.
Ma al leader del Movimento Sport Azzurro Italia, atletica emanazione
dell´attuale partito di governo, forse non importa. E però questa è una
storia così strana, contraddittoria, così poco «sportiva», che vale
senz´altro la pena di essere raccontata.
Pierluigi Vinai, consulente del lavoro di 41 anni, savonese, legato da
profonda amicizia a Claudio Scajola ed influente esponente dell´Opus
Dei, è prima di tutto vicepresidente della Fondazione Carige. Come
autorevole membro della Fondazione ha approvato il finanziamento del
Progetto Giovani, tre mesi di eventi sportivi in Liguria e nel Basso
Piemonte. Seicentomila euro di spesa, come raccontato con enfasi dai
giornali. Denaro finito nel conto corrente – Carige, naturalmente –
intestato alla sezione ligure del Movimento Sport Popolare, associazione
riconosciuta dal Coni che organizza l´evento. A Genova e dintorni,
Movimento Sport Popolare fa rima con Vinai: che ne è stato presidente
fino allo scorso anno e che ancora oggi risulta come uno dei principali
referenti. Vinai era anche il numero uno del Movimento Sport Azzurro
Italia che, come racconta lui stesso è poi «confluito nel Movimento
Sport Popolare», anche se su Internet risulta avere ancora una sede
nella biblioteca universitaria di salita Superiore della Noce a San
Martino. I due enti hanno anche avuto la stessa sede sociale. Un
appartamento di corso Montegrappa. Quello dove abita e ha lo studio
Pierluigi Vinai. Che per qualche discreto motivo, lo scorso anno ha
lasciato la carica di presidente del Msp ad una persona conosciuta e
fidata. Si chiama Roberto Bognetti, è nato a Lavagna 57 anni fa.
Insegnante di educazione fisica, in alcune occasioni rappresentante
della direzione scolastica regionale. E dall´autunno scorso, delegato
per le politiche sociali e del volontariato per Forza Italia nel
capoluogo ligure. Ufficialmente Bognetti è il coordinatore del Progetto
Giovani.
Ricapitolando: il vicepresidente della Fondazione contribuisce al
finanziamento di un evento – destinato ai bimbi - che viene gestito da
un´associazione che in pratica è la sua creatura. Un milione e
duecentomila euro. La cosiddetta creatura, un´associazione di
volontariato che non risulta avere partita Iva, è poi legata doppio filo
ad un partito politico. Che per inciso è lo stesso dell´ex ministro
dell´Interno, cui il vice-residente è molto vicino. A proposito di
autonomia nello sport, Silvio Berlusconi avrebbe probabilmente qualcosa
da dire.
Non Vinai, che in questa stessa pagina spiega la legittimità formale e
morale, di tutta la vicenda. E che in particolare sottolinea - quasi
fosse la trasposizione in senso solidale del manuale Cencelli - come «la
Fondazione Carige abbia elargito 600mila euro al Progetto Giovani e la
stessa cifra sia andata al Progetto Anziani Festa dell´età Libera
organizzato dall´Auser». Manifestazione che, per la cronaca, si svolge
anch´essa alla Fiera del Mare e che dura pure questa tre giorni, quelli
immediatamente successivi al Progetto Giovani. Un contributo per ogni
età.
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La difesa del consigliere: "La sede in casa mia? Una
scelta dettata dal risparmio"
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"Non c´è nulla di vietato soldi anche agli amici dei Ds"
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"Le cariche sono di nomina politica e finché non si
troverà un sistema migliore rimarrà valido questo"
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«Le cariche in fondazione sono di nomina politica e finchè non
si sarà trovato un sistema migliore resta valido questo. D´altra
parte, la politica non è incompatibile con le attività di
volontariato e solidarietà. Io non ho più cariche nel Movimento
Sport Popolare e l´associazione non fa altro che programmare un
evento, per Progetto Giovani sia chiaro che non incassa un
soldo».
Pierluigi Vinai non ha dubbi sulla assoluta trasparenza del
finanziamento ad un´associazione che, fino a poco tempo fa,
aveva sede nel suo studio.
«Una scelta dettata dal risparmio».
Quanto alla forte connotazione politica - marchio Forza Italia
oggi Pdl - del Movimento, l´esponente dell´Opus Dei la pensa
così.
«Nulla di vietato. La Carige finanzia anche associazioni ed enti
di grande valenza sociale come l´Auser, vicina agli ex Ds con
Claudio Ragazzoni, o come il Chiossone diretto dall´amico Sergio
Rossetti fino a poco tempo fa segretario della Margherita,
entrambi consiglieri di Fondazione».
Nessuna delle due strutture ha, però, sede nello studio privato
dei due consiglieri citati. E poi, seppur in modo diverso, sono
enti fortemente radicati sul territorio. Il Movimento Sport
Popolare di quanti dipendenti o volontari dispone?
«Non lo so, chiedetelo a Bognetti».
Ma quando ne era lei presidente, pochi mesi fa?
«Mah, contavo sull´appoggio di volontari e poi il lavoro dei
circoli sportivi».
Insomma, il sospetto è che l´Msp abbia questo risalto
soprattutto grazie alla sua influenza, tra l´altro l´attuale
presidente nazionale è un altro genovese, Gianfrancesco
Lupattelli, ex presidente Coni provinciale...
«Assolutamente no. Io ho risollevato la struttura quando mi è
stato chiesto, all´inizio del 2000, e oggi il Movimento conta di
persone con l´esperienza e le competenze tali da farne un
soggetto affidabile nella programmazione di eventi tanto
importanti come quello che si tiene in fiera e coinvolge
migliaia di giovani».
(m. cal. e m. p.)
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Pagina II - Genova
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La Fondazione che piace all´Opus Dei
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Carige, l´irresistibile ascesa dei discepoli di
Josè Maria Escrivà
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MARCO PREVE
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Tra Opus Dei e Fondazione Carige i legami sono sempre
più stretti. In queste ore tiene banco il caso dei
finanziamenti al Msp (vedi l´articolo in questa stessa
pagina, ndr) che ha tra le sue anime Pierluigi Vinai,
uno degli esponenti di spicco della prelatura fondata da
José Maria Escrivà, il santo i cui rapporti con il
dittatore spagnolo Franco sono tuttora oggetto di
dibattito tra gli storici.
Ma c´è un altro "soprannumerario" (una delle varie
distinzioni dei fedeli) dell´Opus Dei ligure che in
questo periodo è in piena ascesa. Si tratta di Marco
Simeon, sanremese, 30 anni appena e una serie di
incarichi davvero impressionante. Manager di Capitalia,
Cesare Geronzi lo ha nominato "ambasciatore" di
Mediobanca in Vaticano come addetto ai rapporti con la
chiesa. A Genova siede nel consiglio dell´ospedale
Galliera, dal gennaio del 2007 consigliere di
amministrazione della Fondazione Carige, ed è priore
della Fondazione Magistrato di Misericordia, un ente
religioso che amministra da 600 anni lasciti di famiglie
genovesi ed è presieduto dall´arcivescovo Bagnasco. Per
la ristrutturazione della storica sede medievale in via
dei Giustiniani, sotto il coordinamento della
Soprintendenza, la Fondazione Carige ha sborsato 270mila
euro. Marco Simeon quando fu deciso lo stanziamento non
era ancora nel Cda. C´era invece, prima del suo
turbolento addio, Vincenzo Lorenzelli, che dell´Opus Dei
è una delle figure di maggior rilievo a livello
nazionale. Quando si dice la continuità. A fronte dei
270mila euro arrivati dalla banca dei genovesi, il
Magistrato, nel 2007 ha distribuito 109.614 euro di
beneficenza. Centomila dei quali raccolti in una
sontuosa cena di gala svoltasi a novembre che ha visto
partecipare, oltre alle gerarchie ecclesiastiche:
l´allora ministro Clemente Mastella, Claudio Scajola,
grande sostenitore di Simeon, Claudio Burlando (tra gli
invitati più graditi, visto che fu per suo volere che la
Regione regalò il proprio posto in Carige alla curia,
che nominò monsignor Giorgio Noli) e poi magistrati,
parlamentari di destra e sinistra, consoli,
imprenditori.
La generosità dei convenuti era necessaria perché come è
scritto in un comunicato dell´ente «il Magistrato
gestisce un cospicuo patrimonio immobiliare di circa 130
unità immobiliari ad uso abitativo e commerciale...per
poter perseguire i propri scopi ha però bisogno di altri
introiti, i redditi degli immobili sono insufficienti».
Così Simeon ha deciso di americanizzare lo scenario
introducendo il "Cardinal dinner", evento mondano con
finalità benefiche. Al momento l´unica, piccola
delusione, alla sua ascesa Simeon l´ha ricevuta dal suo
amico Antonio Bissolotti con il quale ha condiviso la
nascita del progetto Leonardo Da Vinci, l´associazione
che a Sanremo aveva organizzato un grande convegno con
Giulio Andreotti. Era l´occasione per festeggiare
l´annunciata assoluzione di Bissolotti al processo per
corruzione. Il tribunale la pensò diversamente e
condannò l´ex assessore. Vicino all´Opera, lontano dai
giudici.
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