Il trasporto pubblico.
Evviva! Dopo il V rapporto dell’ASSTRA, anche i talebani del trasporto pubblico ad ogni costo sono serviti per le feste
Ma ci voleva proprio un documento così ufficiale per capire che la gente – se può – preferisce muoversi con mezzi propri?
Non vi è alcun dubbio sul fatto che il servizio di trasporto pubblico debba esistere e debba essere il più efficace possibile, ma è altrettanto vero che non si può pensare che la gente debba preferire il trasporto pubblico a quello privato, se non per motivi contingenti, per costrizione, o per convenienza economica.
Pensare che una segreta aspirazione del Popolo sia quella di viaggiare su un autobus, o su un treno, nell’ora di punta, schiacciati tra gente di ogni sorta, dovendo subire ogni genere di piccoli o grandi sgarbi, il tutto condito dagli spiacevolissimi afrori emanati dai corpi dei vicini e dalle loro chiassose conversazioni, per giunta senza sapere quando si arriverà a destinazione, è perlomeno sciocco.
Senza parlare degli scioperi, più o meno improvvisi e dagli effetti pesantissimi.
Sarebbe come pensare che la gente preferisca andare alle toilettes pubbliche, piuttosto che in quella di casa propria.
Seguendo il ragionamento degli ecologisti che propugnano il trasporto pubblico per tutti - sempre e comunque - si potrebbe incentivare la realizzazione di toilettes condominiali, che garantirebbero una evidente economia di scala, sia per i costi di costruzione, sia per il consumo di acqua e degli altri prodotti tipici da toilette. Per la gioia di chi teme l’ineluttabile siccità prossima ventura, si potrebbe tirare lo sciacquone in modo automatico ogni 30 o 40 “sedute”, mentre per le vasche da bagno si potrebbe cambiare l’acqua con frequenza analoga.
Se tanto mi da tanto, l’idea di stabilire democraticamente i turni del mattino per le toilettes condominiali, dovrebbe affascinare ogni cittadino consapevole ed attento alla salvaguardia dell’eco-sistema. O forse no?
Tornando ai mezzi pubblici, essi, oltre ad offrire un ambiente fondamentalmente ostile al singolo passeggero, sono - per loro natura - luogo di diffusione di ogni sorta di patologie contagiose, anche se è oggettivamente difficile dimostrare che una specifica malattia sia stata contratta su un mezzo pubblico.
A questo punto bisognerà vedere se prevarrà ancora il principio secondo il quale il Cittadino che si “ostina” ad usare il mezzo privato deve essere contrastato con ogni mezzo e con ogni sorta di gabella o di divieto, in quanto mentalmente “deviato” e quindi da rieducare, oppure se finalmente si cominceranno a capire le ragioni di questa scelta ed a rispettarla, offrendo contemporaneamente maggiori infrastrutture viarie e di parcheggio e servizi di trasporto pubblico più decenti, efficienti e dalla gestione economicamente ragionevole. Magari privatizzandoli per davvero e mettendoli in regime di autentica concorrenza tra loro. I comuni potrebbero in quel caso fornire biglietti gratuiti a tutti coloro che si trovano in condizioni economiche disagiate.
Stella, 09 maggio 2008. Emilio Barlocco