![]() Disperata denuncia del figlio che chiede aiuto. Il Comune di Ceriale non ha case
UN’ANZIANA MAMMA INVALIDA:
<SFRATTATA, STO
MORENDO DI CREPACUORE>
In città hanno costruito 11 mila alloggi (vuoti) per turisti. La vicenda
in tribunale, dopo che un giudice, ad Albenga, non ha riconosciuto
l’eccezionalità del caso, concedendo una proroga di sei mesi, anziché di
un anno come consente la legge. Intanto a Borghetto S. Spirito si
vendono anche alloggi di 26 mq. per 135 mila euro e vanno a ruba
di Luciano
Corrado |
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Ceriale –
Un figlio, disperato, invoca aiuto. Un’anziana mamma, invalida civile
all’80 per cento, in lacrime, con un’ansia senza fine, teme l’arrivo
dell’ufficiale giudiziario. E morire di crepacuore. Un avvocato in
attesa del responso collegiale del tribunale di Savona dopo che un
giudice, ad Albenga, ha già deciso. Non ha ritenuto di concedere una
proroga dello sfratto di 12 mesi (ha dimezzato il termine massimo di
legge a 6 mesi, senza motivarlo).
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“Uomini Liberi” non affronta, solitamente, casi di “straordinaria
desolazione sociale”. Sono tanti, troppi in questa nostra provincia,
opulenta a metà. Ci vorrebbe una “troupe” di giornalisti in servizio
permanente per raccontarli tutti, soprattutto approfondirli. E’ l’altra
faccia di una cronaca che offre di tutto e di più, ma in perfetta
sintonia con la “casta” e la classe dirigente, finisce per “trascurare”
i più deboli, i più indifesi, se non quando i casi finiscono per “far
notizia”, clamore e coinvolgono cittadini italiani, soprattutto.
Questa volta “Uomini Liberi” ha deciso di rispondere all’appello di un
figlio, Rodolfo Sanna: <Vorrei porre la vostra attenzione su
un caso, credo di una certa gravità, visto che ormai non so più a chi
rivolgermi…ho scritto anche al Secolo XIX e alla Stampa…Mia mamma di 72
anni, con invalidità civile dell’80 per cento, riconosciuta grave ai
sensi della legge 104/92, ha avuto lo sfratto per finita locazione dal
proprietario di casa che nel frattempo ha venduto l’alloggio. Con
termine per il rilascio, fissato all’udienza di convalida, dal giudice
del tribunale di Albenga, per lo scorso 24 aprile. Il giudice,
nell’occasione, ha fissato un termine di 6 mesi…non ritenendo
eccezionali le condizioni di salute di mia madre…Con l’avvocato di mia
madre si è fatto ricorso al Tribunale colleggiale di Savona. Nel
frattempo è pervenuto l’atto di precetto con relativo termine di
lasciare l’alloggio entro 10 giorni dalla notifica e la scadenza
è sabato 24 maggio, quattro giorni prima della discussione davanti al
collegio del tribunale di Savona.
Il Comune di Ceriale dove risiede mamma, da oltre un anno nulla ha fatto
per dare una sistemazione decente…i servizi sociali del Comune
sostengono di non avere alloggi disponibili. Nell’ultimo bando
dell’agosto 2006 non mi risulta che il Comune abbia riservato alloggi di
edilizia popolare per i disabili. Ho scritto anche un e-mail allo
“Sportello Savonese dei cittadini disabili” nella persona del referente
Maria Milena Farfazi che ha gentilmente contattato la
prefettura, inoltrando la missiva al capo di gabinetto del prefetto. Mi domando, se mia mamma non avesse me che seguo, con il tempo che mi resta del lavoro, le peripezie burocratiche di istituzioni democratiche che abbandonano anziani ed invalidi al loro destino, che fine farebbe mia mamma? Che fine, ripeto, sotto ogni aspetto. Quando prende il sopravvento la disperazione, la parola fine la conosciamo soltanto quando i giornali ci offrono la cronaca, superficiale, di una persona che (chissà perché!) finisce i suoi giorni sotto il treno, in mare o addormentata dal gas). Non vi chiedo privilegi, né favoritismi, sono un figlio che vuole aiutare la mamma…potete aiutarmi a sensibilizzare….>.
L’avvocato del titolare dell’alloggio che ha dato lo sfratto “per finita
locale” (non per morosità) è Simona Zunino di Albenga.
Ad assistere l’anziana è invece Bruno Benazzo che, tra l’altro, è
stato consigliere comunale di Savona e dunque “personaggio pubblico e
della politica”.
Benazzo
osserva: <Non ero presente all’udienza di convalida di Albenga, mi ha
rappresentato un collega. Posso confermare che l’invalidità della donna
ha tutti i crismi di legge, compreso l’aggravante del grave handicap
della deambulazione, per essere stata riconosciuta dalla commissione
provinciale dell’Asl. Poiché solitamente assisto, a parti rovesciate,
proprietari di immobili, ritengo legittima l’aspirazione di chi vuole
entrare in possesso del proprio bene. Solitamente il giudice, di fronte
a casi analoghi, concede la proroga di un anno. Il collega mi ha
riferito che il giudice Atzeni ha ritenuto di fissare in sei mesi
il rilascio. Ma non ha ritenuto neppure di motivare perché ha disatteso
la richiesta dei 12 mesi, vedremo cosa deciderà il tribunale di Savona.
Al figlio ho detto che mi accingo a questa nuova udienza senza certezze,
ma con la fiducia che occorre avere verso la giustizia. Penso, inoltre,
che la collega di Albenga che tutela la controparte, non abbia motivo di
far eseguire il provvedimento di rilascio dell’immobile prima
dell’udienza del 28 maggio. Comunque, anche il rinvio di ulteriori sei
mesi, ad ottobre, il problema si ripropone, sperando che dopo l’estate i
servizi sociali del Comune potranno forse fare qualcosa di più, almeno
cosi mi hanno detto gli assistenti sociali. La mia assistita percepisce
una pensione di 700 euro al mese, e pagava circa 200 euro di affitto>.
Il nuovo proprietario dell’abitazione risulta essere Maria Pala,
pensionata di Genova (proprietaria di altri immobili) che ha ritenuto
conveniente investire i suoi risparmi in un alloggio, proprio a Ceriale,
acquistato da Antonio Bostrenghi e Maria Luisa Bucinnà. Per un avvocato che vive da “testimone” il “problema casa”, ormai da decenni, cosa si può fare? Bruno Benazzo:
<Resto fermamente convinto che in questa
nostra Liguria che tende sempre più ad invecchiare, con una popolazione
di anziani sempre più numerosa, con molte persone sole, la politica non
può non farsi carico, con
priorità assoluta, del dramma casa degli anziani. Non sono mai stato di
sinistra, non ho mai cavalcato certi massimalismi che non hanno aiutato
i senza casa, dico però che non si può assistere ad un’imponente
cementizzazione, con migliaia di nuove case, trascurando, come si è
fatto, il tormento di chi una casa non può permettersela perché non ha
reddito a sufficienza. Invece si finisce per far chiasso solo quando
esplode una situazione…Lo Stato, gli enti locali non possono scaricare
sui privati, sui proprietari di immobili, la mancata soluzione, ormai
cronica…>. |
![]() Il giudice Fiorenza Giorgi |
Giudice relatore all’udienza che deciderà la sorte immediata
dell’invalida è Fiorenza Giorgi, sulla sua sensibilità e sul suo
rigore come servitore della giustizia, la garanzia è totale. Ceriale, ricordiamolo a chi l’avesse dimenticato, e Trucioli Savonesi ha dedicato tre servizi al “tema edilizia abitativa”, ha un patrimonio di 11 mila seconde case, e quasi un migliaio di residenti (su 5.400 ) che hanno ottenuto il certificato per “comodità e risparmio” (Ici, Enel, Gas….) e sono pendolari delle vacanze. |
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A Ceriale i primi alloggi di edilizia convenzionata sono stati
realizzati solo di recente.
E’ uno dei paradossi di questa città, ubriacata e mortificata dal
mercato immobiliare (sei sindaci si sono dimessi per le “guerre del
cemento”), ma anche da una miopia sociale che non accenna a diminuire.
Un parroco di lungo corso, proprio di Ceriale, pochi giorni fa, faceva
notare una cosetta che è finora sfuggita alle cronache e alle polemiche. Ceriale è
l’unica cittadina dell’intero ponente ligure che, sull’Aurelia, ha il
marciapiede solo a monte. O viceversa.
Hanno lasciato costruire palazzi, palazzoni, palazzine (zona ponente)
sulla striscia tra Aurelia e strada a mare, ma a nessuno è mai venuto il
dubbio più elementare: i pedoni, per camminare, devono trasferirsi tutti
sull’unico marciapiede… l’alternativa è invadere l’Aurelia, dove, tra
l’altro, sostano le auto.
A Ceriale, non c’è davvero limite alla vergogna, alla decenza di chi ha
avuto responsabilità pubbliche. Mentre non mancano altre mostruosità, ignorate dalla cronaca. La segnalazione, questa volta, arriva da Borghetto Santo Spirito, dove per risolvere un caso molto simile, un’anziana ha potuto trovare casa acquistando un alloggio di 26 mq (zona mercato) per la modica somma di 135 mila euro. E si è saputo che questo tipo di affare (mini-mini alloggi) sta fiorendo, grazie ai frazionamenti. E’ l’unico modo per persone sole, di risolvere dopo una vita di lavoro, un’esigenza primaria della vecchiaia. E a Borghetto ci troviamo nella capitale delle “seconde case” (15 mila) e si continua a costruire, per la speculazione.
Luciano Corrado |