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Per
la Liguria, e Genova in particolare, continua a riservare clamorose
sorprese la maxi inchiesta della procura di Milano su Gianpiero Fiorani,
l´ex amministratore delegato della Banca Popolare Italiana.
Nei prossimi giorni i magistrati del pool finanziario potrebbero
chiedere i rinvii a giudizio per la cosiddetta scalata alla Bnl, la
Banca che Fiorani assieme agli amministratori di Unipol tentò di
conquistare assieme ad una "cordata amica". Di quest´ultima, secondo i
pm Luigi Orsi, Eugenio Fusco e Giulia Perrotti, facevano parte anche
Giovanni Berneschi, presidente del gruppo Carige, e l´avvocato ex
campione di pallanuoto, Alessandro Ghibellini. Entrambi hanno da poco
ricevuto l´avviso di conclusione indagini che li vede indagati per
aggiotaggio in concorso assieme ad altre 29 persone. Ma la procura
ipotizza anche reati societari contestati a 14 soggetti. E tra questi
c´è Banca Carige, nei confronti della quale i pm ipotizzano un illecito
amministrativo per l´abuso di informazioni privilegiate e manipolazione
del mercato. Una contestazione che coinvolge, come organo collegiale, il
consiglio di amministrazione della banca. «Carige - scrive nell´atto di
fine indagini il gip Valentina Forleo - non ha adottato ed efficacemente
attuato modelli di organizzazione e gestione idonei a prevenire reati
della specie di quello verificatosi, con ciò traendo dalla condotta
delittuosa dell´apicale (Berneschi, ndr) - il quale non ha agito
nell´interesse esclusivo proprio o di terzi - un profitto di rilevante
entità». Nel gruppo di società e persone, che avrebbero sostenuto la
«scalata occulta» di Fiorani e di Unipol sotto la direzione dell´ex
governatore della Banca d´Italia Antonio Fazio e in «elusione della
normativa che disciplina le offerte pubbliche di acquisto», compaiono
altri nomi noti in Liguria, come Vito Bonsignore, ex parlamentare il cui
figlio siede nel cda Carige, e poi l´imprenditore Marcellino Gavio.
Ma se del ruolo di Carige si era già scritto - prima di sapere
dell´iscrizione al registro degli indagati di Berneschi - e lo stesso
presidente aveva difeso il proprio operato come scelta legittima e di
successo per la banca, assai meno si era parlato di Ghibellini.
L´ex campione della Pro Recco è finito nei guai per il suo ruolo di
presidente di Talea, che è la società di gestione immobiliare
controllata da Coop Liguria che partecipò anch´essa alla scalata Bnl.
Nella Talea compaiono nomi di primo piano della cooperazione e della
finanza genovese: Bruno Cordazzo, Sergio Pedevilla, Pietro Pongiglione,
Angelo Costigliolo. Per Ghibellini, già avvocato di Cgil e Comune, da
sempre vicino alla sinistra genovese, il business immobiliare non è una
novità. E´ lui, infatti, a capo del gruppo che ha ristrutturato e sta
tentando di rilanciare il complesso delle piscine di Albaro.
Meno noto, ma di assoluto rilievo, invece, il suo ruolo di presidente di
Tecnocittà, una società con sede in piazza Corvetto, che ha come oggetto
sociale «operazioni immobiliari, finanziarie, predisposizione di
insediamenti per attività produttive ed economiche», e le cui quote -
cinque milioni di euro - sono suddivise tra Talea, Coopliguria e Sapam
Immobiliare. Quest´ultima è la Società Acqua Marcia della famiglia di
costruttori romani Bellavista Caltagirone - cugini del Caltagirone
suocero di Pierferdinando Casini - Nel consiglio della Tecnocittà siede
tra gli altri Andrea Gotti Lega, che della Sapam è vicepresidente ed è
consigliere del nuovo porto di Imperia che i Caltagirone hanno
realizzato assieme a Beatrice Parodi, con il sostegno del neo ministro
Claudio Scajola. Insomma un incrocio di nomi e società trasversale sia
geograficamente che politicamente.
Quanto all´inchiesta milanese su Fiorani, questi ultimi sviluppi sono la
conferma di un particolare feeling esistente tra il gruppo di finanzieri
e imprenditori lombardi che ruotava attorno all´ex capo della Popolare
Italiana e la Liguria. Pochi mesi fa, infatti, i finanzieri del nucleo
di polizia valutaria posero sotto sequestro, a Genova e Imperia, beni di
società riconducibili a Fiorani per un ammontare di quasi 40 milioni di
euro.
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