le notizie che non ci dicono sui rifiuti
Sono di questi giorni le ennesime assurde e irresponsabili sparate sul discorso inceneritori da parte di politici locali quali Bovero. Si da' per scontato che siano necessari, che siano indispensabili, che siano l'unica soluzione praticabile, e tutto il resto utopia. Cosa assolutamente scorretta, basata su informazione terroristica e unilaterale, che non tiene conto ne' delle alternative pratiche gia' ampiamente sperimentate altrove ne' degli enormi rischi ormai dimostrati per la salute e l'ambiente da parte di tali impianti, anche i piu' moderni.
Molto in voga lo slogan minaccioso: dobbiamo pensarci per tempo, o ci riduciamo come la Campania, tacendo ovviamente sull'assurdita' di tale paragone e sulle ragioni peculiari della crisi campana che dura da 14 anni almeno.
Altra cosa che usava spesso dire, a conforto di tale tesi, era che in Germania, piu' furbi di noi, si facevano pagare la nostra spazzatura per bruciarla nei loro inceneritori e guadagnarci. Si poteva ribattere che era proprio perche' i loro inceneritori erano ormai sottoutilizzati e in via di dismissione.
Ebbene, ora bisogna aggiornare gli slogan. Continuiamo a fare la figura dei fessi con i tedeschi, ma per motivi ancor piu' gravi. Ecco la notizia che non si trova molto in circolazione:
ANSA: I rifiuti campani già smaltiti in Sassonia non sono stati bruciati nei termovalorizzatori tedeschi, ma sono stati riciclati per ricavarne materie prime secondarie e composti organici che verranno venduti all'industria. Il percorso dell'immondizia italiana in Germania è questo, ha spiegato all'ANSA una portavoce del Ministero dell'Ambiente della Sassonia, sottolineando che niente dei nostri rifiuti è finito in discarica. «Questi rifiuti non sono stati bruciati» negli inceneritori. Anzitutto sono stati separati quelli organici da quelli solidi, che diventeranno poi materie prime secondarie (plastica, metallo, etc.) Il resto, «una parte minore ,è stato trattato in un impianto meccanico-biologico e verrà venduto alle industrie», le quali bruciano questo materiale trasformandolo così in energia.
Il grosso dei rifiuti campani diventa di nuovo materia prima utilizzabile. E questa materia utile (carta, vetro, metallo, compost...) l'Italia lo ricompra a caro prezzo. Siamo al terzo posto tra i compratori, con 2,01 milioni di tonnellate ricomprate".
Capito? Glieli paghiamo, loro li differenziano proficuamente, noi li ricompriamo. E noi? Per ben che vada stiamo progettando di costruire inceneritori per bruciare tutto.
Fino a quando dovremo rimanere per forza nell'arretratezza e nell'ignoranza, acocntentarci sempre del peggio o del meno peggio (con qualcuno che ci prende le manganellate, pure) e non avviare mai soluzioni migliori, piu' innovative e durature? Che ne e' del buon piano rifiuti provinciale che, dopo averlo a lungo boicottato, sono tutti pronti, irresponsabilmente, a rottamare per tornare all'antico?
MD