Risposta alla lettera di Emilio Barlocco “Il trasporto pubblico”.

 

Solitamente non controbatto mai agli articoli pubblicati su Uomini Liberi. Tuttavia dopo aver letto l’articolo di Emilio Barlocco intitolato “Il trasporto pubblico” non ho resistito e ho deciso di scrivervi alcune righe.

Mi domando infatti come si può, nel 2008, continuare a sostenere che chi utilizza i mezzi pubblici lo debba fare solo “per motivi contingenti, per costrizione, o per convenienza economica”. Sinceramente credevo che un tale disinteresse verso i problemi provocati all’ambiente dal traffico privato fosse ormai superato. Così come credevo che l’impatto dell’inquinamento su clima, aria e qualità della vita fosse ormai un dato di fatto, appurato da tutti. Ma evidentemente non è così. Inviterei quindi il Sig. Barlocco, prima di scrivere certe cose, a:

 

-         documentarsi sull’incidenza che le polveri sottili hanno avuto sull’aumento di casi di cancro e di malattie alle vie respiratorie;

-         documentarsi sugli studi che dimostrano chiaramente come l’emissione di CO2 stia ormai compromettendo irrimediabilmente il clima del pianeta;

-         farsi un bel viaggietto in una qualsiasi città europea per vedere come l’utilizzo diffuso dei mezzi pubblici abbia liberato i centri città dalla morsa e dal caos causati dal traffico privato.

 

Certo i mezzi pubblici in Italia non godono di ottima fama né garantiscono un servizio efficiente:  è appurato che sono spesso scomodi, inefficienti e sovraffollati. Ma ciò è dovuto essenzialmente dal fatto che per anni, nel nostro Paese, non si sono destinate adeguate risorse al miglioramento di questi, incentivando piuttosto una cultura che fa del mezzo privato uno status symbol insostituibile, da utilizzare sempre e comunque, anche per percorrere solo 500 metri. L’Italia è infatti il paese europeo con il maggior numero di autovetture immatricolate per abitante, vede sforare costantemente le soglie di PM10 nelle sue città ed è maglia nera per quanto riguarda l’utilizzo dei trasporti. Il tutto con conseguenze innegabili sull’ambiente e sulla qualità della vita.

Invitare la gente ad utilizzare i mezzi pubblici non significa quindi esseretalebani del trasporto pubblico ad ogni costo”, ma significa semplicemente essere dotati di giudizio, nella sentita speranza di poter lasciare ai nostri figli un mondo ancora vivibile.

 

Daniele Pucarelli

Consigliere Terza Circoscrizione - Gruppo "A Sinistra per Savona"

www.danielepucarelli.blogspot.com