E le Province?

Caro Presidente Berlusconi, assistiamo con fiero entusiasmo alla “carica” che Lei sta dando all’Italia con un’attività governativa frenetica, quanto incisiva.

In questo momento un dubbio coglie tuttavia il Cittadino-Elettore: si ricorderà il Presidente che nel programma era prevista l’abolizione delle Province?
Tutti coloro che non aspirano a cariche politiche in quegli Enti sperano vivamente che Lei se ne ricordi e dia rapida esecuzione anche a quella parte del programma.

Non vi è molto tempo per provvedere, giacché siamo ormai in fase pre-elettorale ed i possibili candidati stanno scaldando i muscoli, visto che manca circa un anno a tali elezioni.

Allora cerchiamo di dare quest’altra botta al sistema delle spese pubbliche inutili, decidendo subito - per esempio – che tutte le amministrazioni provinciali che dovrebbero andare ad elezioni nel 2009 (e negli anni seguenti), alla scadenza degli attuali mandati vengano invece commissariate, fino al raggiungimento di una situazione di regime di organico da definire, in qualità di uffici periferici delle regioni.

Tali organici ridotti non dovrebbero certo essere raggiunti con licenziamenti, ma con sapiente uso della mobilità ed a seguito dei normali pensionamenti, quindi il raggiungimento della situazione “a regime” richiederebbe un po’ di anni, ma il risparmio su tutte le spese dirette, o collegate, per gli organi politici sarebbe immediato, mentre il risparmio su quelle di struttura si spalmerebbe nel tempo.

Oltre al risparmio economico, che io non ho gli elementi per calcolare (ma che immagino molto rilevante), il segnale dato alla Nazione sarebbe forte ed importante, non meno di quello della lotta alla criminalità.

Esso sarebbe più importante e sentito della stessa riduzione dei parlamentari, perché le Province sono giustamente percepite, non soltanto come inutili, ma anche come dannose, visto che non fanno altro che “girare carta” e prendere le poche decisioni di loro competenza, spesso in modo del tutto incompetente o clientelare, nonostante la qualità dei dirigenti e funzionari sia sovente molto alta.

Sarebbe la prima volta che la Politica dimostra in Italia di sapersi tirare indietro, creando evidenti e tangibili vantaggi immediati per il Popolo, snellendo contemporaneamente il funzionamento della “Macchina Pubblica”.

Caro Presidente, Lei sa meglio di chiunque che questa riforma, o si comincia adesso, o non si farà mai più.

Buon lavoro!

 

Stella, 27 maggio 2008.                                                                             Emilio Barlocco