Virginio Fadda e Agostino Torcello M.O.D.A.

IL MODA ALL'ASSESSORE FILIPPI: REVISIONE DEL PIANO DEI RIFIUTI ELIMINANDO IL PROGETTO

COMBUSTIBILE DA RIFIUTO (CDR) E RELATIVO PERICOLOSO INCENERIMENTO

Gli Ambientalisti savonesi del MODA intendono rintervenire con alcune osservazioni su quanto dichiarato di recente dall'Assessore provinciale Filippi sull'incenerimento dei rifiuti (vedi La Stampa del 30/05/08)  e sulla politica  dei rifiuti espressa dal ... Piano Provinciale

Il Piano  dei rifiuti, pur rinunciando all’inceneritore provinciale, non può certo definirsi "ecosostenibile" in quanto prospetta a regime (2014) su un totale di 179.000 t/a di rifiuti, raccolta differenziata di circa il 50% e una produzione di rifiuto "indifferenziato" per circa il restante 50% ( 80.000 t/a). Dall’"indifferenziato": produzione di CDR per il 45-60% (circa 40.000 t/a) mentre il resto continuerà ad andare in discarica (20-30.000 t/a). Le circa 40.000 t/a di CDR verranno quindi bruciate per produrre energia in industrie locali provinciali (cementifici, centrali a biomasse o centrali a carbone come indicato con chiarezza nel Piano a pag. 171) e regionali (inceneritore).

Ecco alcune importanti precisazioni :

  1. Il Piano Provinciale (pag. 171) prevede la possibilità di bruciare il CDR anche nelle centrali in sostituzione del carbone (e quindi anche a Vado nella centrale  a carbone Tirreno Power) nonostante che l’Assessore continui a dichiararsi contrario all'incenerimento dei rifiuti  
  2. La pericolosità della combustione di CDR è accertata sulla base della letteratura scientifica internazionale per la produzione, con i fumi emessi nell’aria, di nanoparticelle cancerogene, diossine e metalli pesanti ecc. Tale argomento è quello più importante se si vuole salvaguardare la salute della popolazione e la Provincia pare non voglia nemmeno considerarlo.
  3. I progetti "Rifiuti zero", che l’Assessore ritiene irrealizzabili e che non prevedono incenerimento dei rifiuti, sono applicati con successo in molte parti del mondo (vedi ad es. la California o progetto di Firenze) con elevatissime quote di raccolta differenziata (fino all'80%!),aumento dell'occupazione, minore inquinamento e notevole risparmio nel costo di gestione di tutto il ciclo rifiuti. (qui l’Assessore dovrebbe un pò documentarsi)
  4. La provincia di Savona ha partecipato, pro quota, all'acquisto effettuato dalla FILSE regionale del 5% del capitale di A.M.I.U. spa, ente controllato dal comune di Genova che costruirà l'inceneritore di Scarpino .Riporta infatti " IL SECOLOXIX" del 23/07/2005: "Ieri mattina, intanto, la giunta regionale ha deliberato l'acquisto del 5 per cento di Amiu per un valore di un milione e 100 mila euro. Scelta, quella di entrare nel pacchetto azionario di Amiu, che risale a diversi mesi fa ma che è stata formalizzata solo ieri mattina. "Si tratta - ha commentato il presidente della Regione, Claudio Burlando - di un'operazione, già impostata dalla giunta precedente, alla base della quale c'è il tentativo di farsi carico, come Regione, del coordinamento dello smaltimento dei rifiuti in un'ottica non solo provinciale". Una dichiarazione che ha un peso politico rilevante. E che può significare l'intenzione della Regione di far diventare quello di Genova l'inceneritore della Liguria." Tutto ciò convalida con chiarezza che parte del CDR provinciale potrà alimentare oltre che le industrie locali anche l’inceneritore "regionale" di Scarpino.

Dietro l’incenerimento dei rifiuti si nasconde oltretutto un grande business: nel Decreto 387 per premiare l'energia pulita viene stabilita una agevolazione per ogni kilowattora prodotto di 9.74 cent./kwh che sommate al valore dell' elettricita' convenzionale (5,60 cent./kwh) fruttano così ben 15,34 (dati 2004). Ma all‘Art 17, in barba alla Normativa europea si legge:
"...sono ammessi a beneficiare del regime riservato alle fonti energetiche rinnovabili i rifiuti, ivi compresa, anche tramite il ricorso a misure promozionali, la frazione non biodegradabile e i combustibili derivati dai rifiuti" (CDR). Nel 2004, grazie a questo stratagemma, i novanta termovalorizzatori di biomasse e rifiuti, attualmente in funzione in Italia, hanno ricevuto incentivi per 144 milioni di euro, pagati letteralmente da tutti gli italiani e sottratti allo sviluppo delle vere fonti energetiche rinnovabili.

Questo "regalo" andrà anche a chi brucerà CDR in impianti industriali (centrali, cementifici, inceneritori o altro) per produrre energia elettrica, come previsto dal Piano Rifiuti della Provincia di Savona che anche se non costruirà l’inceneritore partecipa al capitale per costruire l’inceneritore di Scarpino a Genova potendo bruciarvi parte del CDR e limitando così la raccolta differenziata.

LA RACCOLTA DIFFERENZIATA "RIFIUTI ZERO" QUINDI NON E’ PURA TEORIA MA UNA STRADA CONCRETAMENTE REALIZZABILE A PATTO DI RINUNCIARE ALLA COMBUSTIONE DEL RIFIUTO COME CDR.

Questo il progetto "Rifiuti Zero" proposto dal MODA per la Provincia di Savona senza CDR o inceneritori considerando una quantità totale di RSU in Provincia di Savona di circa 200.000 tonnellate/anno:

  1. Riduzione dei rifiuti alla fonte di produzione per 30.000 t/a (15%)
  2. Una seria raccolta domiciliare "porta a porta" che permetta di recuperare quasi tutte le 60.000 tonnellate/anno di rifiuto organico (30% del totale) e avviarlo a uno o più impianti di compostaggio con compost da utilizzare come concime in agricoltura.
  3. Il recupero delle altre frazioni solide (plastica, metalli , carta, vetro, legno) per un totale di 100.000 tonnellate/anno (50% del totale) con raccolta differenziata grazie anche a finanziamenti "Obiettivo 2" della Comunità Europea.
  4. Con queste premesse su 200.000 t/a si potrebbero recuperare almeno 190.000 t/a ed il residuo di 10.000 t/a (5%) potrebbe essere smaltito con sicurezza in discarica.

Savona, 31 Maggio 2008

LA COMBUSTIONE DEL CDR NELLE CENTRALI E’ PERICOLOSA E CONTRO LE NORME EUROPEE

Localizzazione impianti CDR Piano Provinciale Rifiuti 2007

 

Dr. Virginio Fadda

Dott. Agostino Torcello

Ambientalisti Savonesi del MODA