Lettera aperta
al direttore di Libero Vittorio Feltri.
Grazie,
direttore, grazie per la prima pagina del suo giornale del 9/5. In questo mondo
di disgraziati e delinquenti la
copertina dedicata ad una bestiola, la gattina nera del campo di calcio
dell’Inter, che solo per il suo bellissimo manto nero ha scatenato l’imbecillità
latente dei giocatori ed in particolar modo di uno che poi ha pensato bene di
ammazzarla, mi ha fatto molto male ma anche mi ha provato la sua grande
sensibilità. E’ pur vero, come accennavo prima, che questa è una società
all’abbandono, dove i ragazzini seviziano i coetanei per qualche euro o solo per
gioco, dove la meglio gioventù ( ma sarà poi vero?) come la descrivono i
mezzibusti dei telegiornali, si sballa nelle ore della notte con alcool e droga
e poi ci lascia la pelle, dove i figli sterminano crudelmente i genitori per
ottenere subito quello che sarà loro in seguito, dove gli amministratori dwlla
giustizia si dimenticano delle persone in carcere oppure si dimenticano di
tenercele per cui escono e delinquono nuovamente, dove…e potrei proseguire. Ma
certe piccole, per molti, cose come quella descritta da lei lasciano
un’oppressione profonda e una disillusione senza pari.
Parla chi
tifa, appena appena, per l’Inter e casualmente aveva in simpatia quel tal Figo,
forse solo perché ha sempre amato la sua compagna, la Figa, e da domani cambierà
squadra e tiferà Juventus anche per quella squisita persona e giocatore che è
l’intramontabile Del Piero. E’ vero che la categoria dei calciatori non ha mai
rapptresentato un serio riferimento qualitativo, se non per le solite stupidotte
che ambiscono a diventare veline e finire sui rotocalchi ( a proposito se verrà
abolito il sovvenzionamento all’editoria credo che ne rimarranno pochi) anche
solo per il fatto che tutte le volte che vengono inquadrati dalle telecamere
hanno sempre pronto un bello sputo o qualche bestemmia, ma da essere incolti a
dimostrare quella stupidità e
Inciviltà
che ha dimostrato il Figo veramente ce ne passa. Ho il cuore stretto stretto.
Grazie
ancora per averci fatto conoscere anche quest’aspetto poco edificante di
siffatti campioni. Se poi mi dovesse capitare di trovarmi davanti alla macchina
il Figo che attraversa…beh io non mi toccherò le pendule ma schiaccerò
volentieri sull’acceleratore. P.S. Ma il Santo Padre, quando ha benedetto quegli
scemi, era al corrente del fatto da lei descritto.? Credo proprio di no.!
G.Rolletti