Terreni lottizzati Bertolotto si difende «Errori in buona fede»
l'inchiesta giudiziaria
Nel mirino le delibere 2001-2004 sull'area di ToiranoAll'epoca il presidente della Provincia era sindaco
IL SECOLOXIX
«FORSE siamo stati ingenui, sicuramente non in malafede. Avessimo voluto commettere un illecito non avremmo agito così alla luce del sole». Il presidente della Provincia, Marco Bertolotto, aspetta sereno. Aspetta che la procura della Repubblica di Savona formalizzi l'accusa di abuso d'ufficio, nei confronti suoi e di un gruppo di ex amministratori pubblici di Toirano. La vicenda è quella ormai nota dei terreni agricoli che la giunta-Bertolotto, tra il 2001 e il 2004, trasformò in aree a destinazione artigianale-commerciale, facendone lievitare il valore.
A quell'epoca Bertolotto era il sindaco di Toirano e parte dei lotti finiti nel mirino degli investigatori erano di proprietà di familiari del sindaco, degli assessori Vittorio Rosciano e Clotilde Odasso, e del consigliere Pietro Mazzarello. Dunque, secondo la magistratura, i quattro avrebbero favorito propri congiunti, varando quel piano di iniziativa pubblica che ha consentito la realizzazione di un polo artigianale a due passi dal casello autostradale di Borghetto Santo Spirito. E che ha aperto la strada ad un'altra importante operazione in itinere: la costruzione di spazi commerciali, sempre nello stesso comparto.
Proprio oggi, secondo quanto dichiarato al Secolo XIX dall'assessore all'Urbanistica, Roberto Peluffo, la conferenza dei servizi dovrebbe deliberare la variante urbanistica che consente l'accorpamento di più volumi in un unico manufatto di proprieta del "big" dell'edilizia del Ponente, Andrea Nucera. «Ottenuto il nulla osta della Regione - ha spiegato Peluffo - licenziamo la zona come artigianale, con possibilità di sbocchi commerciali sanciti dai limiti di legge». In altre parole: sì a piccoli negozi, no a rivendite di grandi e medie dimensioni».
Ma questa è un'altra storia. Oggi fa rumore soprattutto il procedimento penale nei confronti di Bertolotto. «Credetemi, sono assolutamente tranquillo - dice il presidente della Provincia -: Sulla vicenda ho ricordi vaghi...So, ad esempio, di aver sicuramente votato a favore della delibera del 2001, mentre non ricordo bene cosa accadde con quella del 2004. Dite che votai a favore anche di quella? Non ricordo».
Ricorda, tuttavia, Bertolotto, che con i colleghi di giunta «ci eravamo posti il problema di come rapportarci con una pratica che investiva interessi di nostri familiari. Lungi da me scaricare le colpe sul segretario comunale, ma fu lui a dirci di andare avanti. D'altra parte i terreni di cui stiamo parlando avevano un'ottantina di proprietari, mezzo paese...».
Come dire: è difficile in un comune così piccolo licenziare pratiche urbanistiche senza inciampare in qualche parente o amico. «Sì, il voto su quella pratica è stato un errore formale, ma fatto in buona fede. Detto questo: se, come dite, la magistratura sta indagando su di me, sono pronto a fornire tutti i chiarimenti del caso».
Intanto l'amministrazione-Bertolotto, come si diceva, sta approvando la variante di iniziativa pubblica per la costruzione di un manufatto di 12 mila metri quadrati, a destinazione artigianale-commerciale, sulle aree sotto inchiesta. Non era il caso di attendere che si diradasse un po' la nebbia? «Se gli atti sono leciti, perché fermare tutto, andando a ledere dei diritti?» risponde Bertolotto.
Nucera, naturalmente, ringrazia e già immagina di insediare a Toirano «importanti attività commerciali».
Il "re" degli appalti ha un progetto pronto e contatti avviati con «diversi gruppi alimentari di alto livello». Spiega: «Con il casello autostradale di Borghetto a due passi, posso dire, senza tema di smentita, che siamo in grado di offrire agli imprenditori del settore l'area più appetibile di tutta la Liguria».
Bruno Lugaro