POLEMICHE LEGANORD PDL
Io credo che tutte le boutade inerenti alle prossime candidature regionali e al rinnovo degli organismi interni alla Lega Nord descritte da molti quasi come un regolamento di conti vadano commentate. Da libero cittadino, non da esponente del Movimento di Umberto Bossi. Le elezioni provinciali hanno consegnato alla Lega Nord un forte consenso, due ottimi assessori come Guarnieri e Villani, una presenza cospicua e decisa nel Consiglio Provinciale. Tutti rappresentanti provenienti dal ponente savonese sia per una questione legata ai forti problemi legati all’immigrazione sia per un lavoro e una presenza costante sul territorio. Lavoro e presenza che stanno procedendo a grandi passi anche a Savona dopo anni di difficoltà. Questo è quanto, tutto il resto aria fritta.
Viene da chiedersi chi abbia interesse a soffiare sul fuoco di polemiche inesistenti. Forse qualcuno che sentendosi minacciato da una crescita leghista in prossimità delle prossime scadenze elettorali stia elaborando strategie estratte dal manuale del piccolo politico. Sia chiaro che un dibattito interno che certamente esiste, solo nei regimi totalitari non è consentito esprimere opinioni, non è una frattura ma un contributo alla crescita. Vero, molti non solo in Liguria stanno stretti in un’alleanza di centrodestra (ma sarebbe lo stesso con la parte opposta) che comunque fino a quando ci sarà avrà il sostegno e il rispetto di tutti, ovviamente contraccambiato. Vero, la natura popolare della Lega Nord ne disegna una struttura atipica che con un assioma potremmo definire laburista-conservatrice. Vero, occorre porre molta attenzione ai tentativi di colonizzazione e controllo che fanno parte del gioco politico.
Vero, la questione Maersk crea alcune difficoltà di raffronto con la presidenza Vaccarezza ma i nostri rappresentanti provinciali hanno ben chiara la situazione. A mio esclusivo parere occorre una vera e propria dicotomia Lega di lotta-Lega di governo in grado, con assoluta interazione, sia di non perdere di vista l’obiettivo per il quale siamo nati e la nostra radice popolare sia garantire un’amministrazione capace attraverso gli eletti. E’ chiaro che un consenso politico, specialmente su un territorio difficile e trasversale come il nostro, non si costruisce unicamente con il riflesso nazionale. Questo è un modo di pensare da piccoli partiti accalappiatori di poltrone e noi questo assolutamente non siamo. Il pensare a un Movimento leghista oltre al 20% in tutta la provincia non è un’utopia ma un obiettivo assolutamente realizzabile.
Certamente occorre rinserrare le fila, creare una struttura organizzativa ancora migliore di quella già esistente in grado da dare il massimo sostegno agli eletti e di penetrare nel tessuto sociale affrontando i problemi reali del territorio. Occorre da subito porre una decisa barriera verso chi ha tutto l’
interesse a una Lega Nord debole e sfilacciata che non sia in grado di scardinare equilibrismi politici e lobbistici. Se riusciremo ad evitare la tentazione di dare valore più ad una logica di spartizione di memoria pentapartica che al progetto leghista di sempre, allora non potremo che assistere ad un progressivo e deciso incidere nella lotta politica ligure e savonese. Non ho dubbi questo accadrà, scardinando il sogno di chi vorrebbe la Lega Nord simile ad un uggiolante cucciolotto in cerca di padroni cancellandone l'identità di donne e uomini liberi.
Guglielmo Giusti
Lega Nord Savona