Savona 17.07.2009
In risposta agli articoli pubblicati in data odierna su La Stampa e Il Secolo XIX riguardo alle dichiarazioni del direttore generale della Tirreno Power sono d’obbligo alcune precisazioni di carattere puramente scientifico , allo scopo di favorire una corretta informazione su ambiene e salute, come richiesto dall’ articolo 5 del codice deontologico dei Medici:
1) Indagine epidemiologica condotta dalla Regione Liguria:
secondo l’ IST nei periodi presi in esame ’88-’98 e ’99-2004 in provincia di Savona “ La mortalità totale dell’intera Provincia è significativamente più elevata rispetto alla media regionale in entrambi i sessi”. Inoltre, la mortalità standardizzata, cioè indipendente dall’ invecchiamento della popolazione, fra le donne, più colpite proporzionalmente rispetto ai maschi dalle condizioni ambientali perché meno esposte ad altri fattori di rischio come fumo di sigaretta (rimasto invariato negli ultimi 20 anni), alcool, fattori occupazionali e incidenti, è addirittura aumentata nel periodo più recente rispetto al periodo precedente.
Per quanto riguarda i tumori la mortalità standardizzata in provincia di Savona ha superato del 42,1% la medi nazionale, mentre quella maschile del 13,7%.
I tumori in Provincia di Savona sono in crescita fra le donne, (si è passati da 183 decessi ogni centomila abitanti a 199), indipendentemente dall’ età.
Ma è aumentata rispetto alla media regionale anche la mortalità per infarti ( + 15% rispetto alla Liguria per le femmine, + 17% per i maschi) e gli ictus (+ 20% rispetto alla Liguria fra le femmine, + 40% fra i maschi).
3) Per quanto riguarda le emissioni di PM 10 il PIANO REGIONALE DI RISANAMENTO E TUTELA DELLA QUALITA’ DELL’ARIA della REGIONE LIGURIA del 2006 (PAG. 1072-1073 1074) Liguria afferma che nell’ area di Vado, Quiliano, Savona, la centrale è la principale fonte di emissioni , pari a circa il 90% per CO2 e ossidi di zolfo, il 65% per gli ossidi di azoto, il 35% per le PM 10 (il traffico ne emette poco più del 20%).
4) Sempre lo stesso documento della Regione Liguria afferma che le centrali a carbone in Liguria sono responsabili dell’ emissioni nell’ ambiente di circa il 90% del mercurio, il 55% del piombo e nickel, il 41% dell’ arsenico, tutti metalli pesanti altamente tossici per lo sviluppo del sistema nervoso centrale nella fase gestazionale, e cancerogeni.
Dottor Paolo Franceschi
Referente Scientifico per la commissione Ambient e salute dell’ Ordine dei Medici di Savona.