Lo studio di impatto ambientale  fatto da Maersk e Autorità portuale sul quale si è espressa la Commissione regionale di VIA  è assolutamente carente dal punto di vista dell' approfondimento di  tematiche importanti relative all' inquinamento ambientale ed alle ripercussioni  sulla salute umana.

Sarebbe interessante leggere come la Commissione Regionale  abbia potuto giudicare esaustiva questa documentazione esprimendo pertanto un parere favorevole.

Quando ad esempio si afferma che l' inquinamento causato dallo scarico del carbone e dei petroli, e l' inquinamento da polveri sottili non conta perchè era "preesistente" all' opera, sembra che si voglia intendere che quello che conta è valutare l' inquinamento aggiuntivo, senza tenere presente della situazione ante operam, che invece è drammatica ed è fondamentale però nel determinare gli effetti negativi sulla salute.

Quando si parla di polveri sottili e si fa riferimento alle PM 10 si dà esempio di ignoranza o di malafede.

In definitiva si dà per scontato che a Vado non vadano applicate quelle misure, oramai divenute patrimonio comune nei paesi avanzati, secondo le quali  ogni nuovo insediamento che sorge in un ambiente già inquinato deve essere controbilanciato dalla contemporanea riduzione dell' inquinamento preesistente, attraverso interventi quantificati in maniera ben precisa e vincolante, in modo tale che il bilancio definitivo risulti in una diminuzione e non in un aumento dell’ inquinamento stesso.

Del resto la stessa cosa si sta verificando  con la centrale a biomasse di Ferrania: una centrale da 10 MW, inquinante come il traffico egli impianti di riscaldamento di una città di 50.000 abitanti, si va ad inserire in una realtà già ampiamente inquinata, la Val Bormida, senza che si offra in cambio la pari riduzione di inquinanti attraverso interventi su altre realtà (esempio cockeria di Bragno o centrale a carbone di Vado).

Il tutto ampiamente accettato dagli amministratori locali, i quali chiedono solo che non venga bruciato CDR.

Questi sono segnali preoccupanti di un paese ancora analfabeta dal punto di vista della tutela ambientale.

Cari saluti,

Paolo Franceschi

Referente scientifico della Commissione Ambiente e salute dell' Ordine dei Medici di savona.