Risposta a "La fiera degli spudorati!!!!!!!!!!!!!!"

 

La dialettica, i contrasti, i conflitti sono il sale della democrazia e dunque ben vengano (anche se spesso “Uomini Liberi” li conduce a senso unico). Non comprendo però più di tanto la polemica sui dati presentati da IST e ARPAL in questi giorni presso la sede della  Provincia di Savona.

 

    Dai Comuni del comprensorio savonese, anche su giusta sollecitazione delle associazioni e dei cittadini, oltre che per stesso interessamento degli amministratori, un po’ di tempo fa mi è arrivata la richiesta di trovare il modo d’impegnare la  Regione a proseguire, anche per gli anni successivi al decennio 1988-1998, l’indagine epidemiologica condotta già in quegli anni dall’ Istituto Italiano Tumori di Genova, a riguardo della correlazione tra morti e cause in provincia di Savona.

 

   Con qualche difficoltà per le esigue risorse che il mio assessorato ha a disposizione per attività di questo genere, sono riuscito a trovare il modo, grazie anche alla disponibilità dell’IST ed in particolare della prof.ssa Vercelli, che ringrazio sentitamente,  di proseguire lo studio succitato.

 

      Qualche mese fa furono presentati i primi dati relativi al quinquennio 1999- 2004: giustamente in allora si disse che era necessario fare un confronto con le altre province liguri, con altre regioni italiane e soprattutto con il decennio precedente, nonché intrecciare i dati sulla mortalità con quelli ambientali, in relazione essenzialmente alla qualità dell’aria.

 

   Prima di questa presentazione ci fu chi sollevò  una contestazione a riguardo di una presunta modalità d’indagine diversa da quella precedente: dai miei dirigenti mi fu assicurata l’infondatezza di tale contestazione.

 

   Lo scorso 17 luglio, come noto sono stati presentati i dati dell’IST e dell’ARPAL. Sostanzialmente questi dati ci dicono che, rispetto al decennio oggetto del primo studio, complessivamente la mortalità nella nostra provincia si è ridotta (in particolare in riferimento ai tumori) e la qualità dell’aria è migliorata: naturalmente il quadro presenta chiari e scuri, ma il dato essenziale è quello succitato. Questo mi sembra positivo ed interessante.

 

   C’è chi dice che questo studio non serve a nulla (magari gli stessi che usavano, a volte in maniera non del tutto congrua, i dati del decennio precedente), che è monco e che servirebbe di più (e credo abbiano anche delle ragioni ad affermarlo) connettere ambiente e malattie (anziché mortalità). Come ho detto chiaramente se ci sono altri, a cominciare dall’Ordine dei Medici di Savona (che ringrazio per aver accolto l’invito ad essere presente in Provincia), che hanno studi, dati o altro che permettano d’integrare il lavoro fatto (che io ritengo di grande interesse: uno dei pochi a livello nazionale) ben venga. Meglio conosciamo il problema, meglio sapremo attrezzarci per provare a dare risposte.

 

  Detto questo c’è da esultare? Non credo affatto (e nessuno lo ha affermato): abbiamo solo un po’ migliorato (e i motivi di questo miglioramento possono essere sicuramente molteplici, a cominciare dalla prevenzione, da cure più efficaci, dal processo di deindustrializzazione, ad interventi migliorativi nella realizzazione delle auto, alla sostituzione delle caldaie a gasolio, ad interventi nel campo industriale compreso il settore energetico, etc….) e dunque dobbiamo andare avanti su questa strada (anche perché giustamente i limiti di legge saranno via via più stringenti), anzi accelerando i processi di miglioramento. Tanto per essere chiari questi dati ci devono invitare a ridurre i carichi inquinanti complessivi e non ad introdurne di nuovi. In particolare ho affermato anche in quella sede, come già fatto più volte in precedenza, che per quanto riguarda il comparto energetico, dove per altro entra molto in gioco la questione dell’emissione della CO2 e dunque dei cambiamenti climatici, come ci ricorda anche il Piano Regionale di Risanamento della Qualità dell’aria e di Riduzione dei gas climalteranti, anche per il fatto che la nostra provincia e la nostra regione producono circa il doppio dell’energia necessaria al territorio, che occorre andare nella direzione del sostegno alle fonti rinnovabili. Il no che la Regione, assieme alla Provincia ed ai Comuni interessati ha espresso in sede di VIA nazionale rimane tale e quale, per nulla scalfito dai dati presentati. 

 

   L’amico Torcello del MODA ha poi sollevato il problema della completa metanizzazione e/o depotenziamento della centrale. Come lui sa questa è una posizione che anch’io ho espresso già negli anni ’80 (Cortelessa è un amico/compagno incontrato più volte anche in seguito): con tutta onestà non vedo quali strumenti si possa ora avere, dopo l’autorizzazzione ministeriale che approvò i lavori di ambientalizzazione dei due gruppi a carbone e la sostituzione degli altri due gruppi con alimentazione a metano. Le decisioni sull’energia sempre più saranno accentrate a livello governativo e mi pare che non ci sia granché di positivo da attenderci da questo punto di vista (reintroduzione nucleare, aumento del carbone, etc).  Mi spiace che non tutti siano rimasti ad ascoltare le risposte alle osservazioni fatte e le conclusioni.

 

Franco Zunino