Carmen Patrizia Muratore
Presidente Gruppo Italia dei
Valori
Assemblea Legislativa Regione
Liguria
Non leggo quasi mai libri come quello che qualche giorno fa mi è capitato sulla scrivania, nel mio ufficio in Regione.
Appartengo, da sempre, alla schiera di quelle donne che leggono troppo e ricordo che fin da piccolissima, leggo da quando avevo quattro anni, non mi sfuggiva neppure la carta del giornale che avvolgeva le sardine e nella quale mia madre squamava e puliva il pesce, mentre io cercavo di decifrare le righe sanguinolente.
Non sono per questo una lettrice di “ bocca buona” e rifuggo da tutto ciò che sa di strumentalizzazione politica.
Non ho letto “ La casta” di G.A.Stella e non trovo eccessivamente simpatico Beppe Grillo, di cui conosco le gesta, da molti anni prima che si inventasse il nuovo filone dell’antipolitica.
Ma “ Il partito del cemento” ha esercitato su di me una strana attrazione. Fin da subito. L’impaginazione di copertina, il dimensionamento dei caratteri, la tonalità di blu. Ma soprattutto la circostanza che dentro ci fosse la storia della Liguria, che è la regione dove io vivo da quarant’anni e dove da alcuni anni mi trovo ad esercitare la funzione di Consigliere Regionale, dopo aver fatto il Consigliere e l’assessore nel Comune di Chiavari, dove abito.
Mi sono detta : non posso non leggerlo. Mi riguarda, devo sapere. Così come ogni giorno mi impongo di scorrere le pagine di diversi quotidiani. Così come leggo i testi delle leggi che passano in Consiglio ed anche le leggi nazionali, ovviamente quelle che possono riguardare i cittadini che amministriamo.
E pagina dopo pagina, ho ritrovato le cose in cui credo, quelle che mi hanno insegnato fin dalla culla, quelle con cui ho imparato a confrontarmi e quelle contro cui ho dovuto lottare costantemente.
Avverto il disagio di chi si sente impotente in un mondo in cui la politica è completamente staccata dai bisogni della gente e rappresenta solo se stessa. Questo emerge, ove mai ancora non fosse sufficientemente chiaro da inequivocabili e consolidati indizi, dalle denunce di cementificazione, dai ventilati casi di gestione di interessi privati, seppur forse con modalità legittime ma anche prive di quel senso di opportunità , che pure deve caratterizzare l’operato della pubblica amministrazione.
Io non sono contro i porticcioli, laddove siano volano di crescita per il territorio, ma certo l’ambiente va salvaguardato e valorizzato in quanto anch’esso risorsa primaria per lo sviluppo e il benessere dei cittadini. E il valore ambientale che si perde è perso per sempre.
Già mi ero chiesta , da consigliere in Comune a Chiavari, perché uno strumento come l’indice diffuso nel Piano Regolatore, fosse stato importato nei Piani della Liguria, terra stretta e lunga, dalla pianura dove aveva trovato più consona cittadinanza. Gli autori ne parlano e parlano anche della Colonia Fara di Chiavari, oggi venduta a privati e della sua ipotetica destinazione a grande albergo. Ed ancora mi chiedo cosa farsene di un Grande Albergo a Chiavari, che ha perduto la sua vocazione turistica, che non offre più nulla se non una tranquilla vita da pensionati e se non fosse invece il caso di farne occasione e motore di vera riqualificazione con una destinazione pubblica di grande valenza.
Vorrei che libri come “ Il partito del cemento “ fossero dibattuti in pubblico, non solo per il loro contenuto di denuncia di fatti, ma per stimolare nella politica una sorta di rivoluzione culturale. Che spinga da un lato i cittadini ad essere protagonisti attraverso i loro veri rappresentanti , e dall’altro per riappropriare alla politica la funzione d i rappresentare il meglio del paese attraverso istituzioni degne di tale nome.
Carmen Patrizia Muratore
Presidente Gruppo Italia dei Valori
Assemblea Legislativa Regione Liguria